Coronavirus, le lezioni si fanno online: da Classroom a WeSchool, ecco come si usano le piattaforme per la didattica a distanza

Fatto_lofo15di F.Q.  Il Fatto Quotidiano, 12.3.2020

– Permettono di fare l’appello, di scambiare appunti e di fare verifiche, corrette in tempo reale. Tutto quello che si fa in una classe normale, ma a distanza e non è necessario il pc: tramite la versione app basta uno smartphone per mettere in contatto professori e alunni.

Permettono di fare l’appello, di scambiare appunti e di fare verifiche, corrette in tempo reale. tutto quello che si fa in una classe normale, ma a distanza: on la chiusura delle scuole prorogata fino ad aprile, gli istituti italiani devono ricorrere allepiattaforme e-learning per non abbandonare del tutto i programmi scolastici. Non essendoci un sistema nazionale, ogni scuola (e ogni insegnante) ha cercato il modo migliore per coinvolgere i propri alunni nella didattica a distanza. Alcuni registrando podcast o video su youtube, o assegnando compiti via mail. Altri, per mantenere il contatto ‘diretto’ con la classe (anche se a distanza) si sono affidati alle piattaforme come Google Classroom, WeSchool e Moodle, che permettono di interagire anche semplicemente con lo smartphone. Guida pratica alle classi online, per studenti e per insegnanti.

Google Classroom – Fa parte del “pacchetto” G Suites for Education, che riunisce diversi strumenti google dedicati all’educazione. In molte scuole era già stato attivato e sperimentato prima dell’emergenza coronavirus, altre lo stanno testando ora per la prima volta.

Come si usa? Per utilizzarlo, bisogna avere un indirizzo di posta Gmail (o crearne uno sul momento) gli insegnanti invece dovranno accedere con l’indirizzo istituzionale fornito dalla scuola. Funziona da computer, da smartphone e da tablet, sia Apple che Android. Una volta entrati, il sistema chiede all’utente è un docente o uno studente: per gli insegnanti si apre una schermata dove possono creare i corsi, specificando materia, nome e classe. A quel punto, viene generato un codice (che si vede nella sezione ‘Stream’) da inviare a tutti gli alunni per ‘entrare’ nella classe digitale: basta inserirlo nella sezione ‘Iscriviti a un corso’ per partecipare alle lezioni e interagire.

Cosa permette di fare? Si possono assegnare compiti – anche con una scadenza – e correggerli virtualmente, assegnando i voti. Nella sezione ‘Stream‘, la bacheca, si può comunicare con gli studenti e condividere avvisi e comunicazioni con tutti. Nella sezione ‘Lavori del corso‘ si possono caricare appunti e documenti divisi per argomento, da condividere con tutta la classe, che verranno archiviate in GoogleDrive. Si possono anche aprire delle vere e proprie videolezioni tramite l’app Hangouts Meet. Bastano le cuffie (o gli auricolari se si usa da smartphone) per collegarsi simultaneamente in video e poter interagire.

We School – Un altro strumento molto usato in queste settimane è la piattaforma WeSchool, nata in Italia per spingere il sistema scolastico verso la digitalizzazione e partecipata da Telecom Italia, Club digitale e Club Italia Investimenti 2. Oltre alla versione desktop, esiste l’app si può anche scaricare sullo smartphone.

Come si usa? Per accedere, gli insegnanti devono registrarsi (gratuitamente) e inserire i propri dati. A quel punto l’insegnante ‘apre’ la classe virtuale ai suoi alunni attraverso i loro indirizzo e-mail o condividendo con loro un codice classe (come per Google Classroom). Si possono creare vari corsi per diverse materie, specificando nome, classe e istituto, in modo che poi sia semplice per ogni alunno trovare la propria scuola.

Cosa permette di fare? Ci sono varie sezioni: c’è il registro di classe (equivalente del registro elettronico) una bacheca dove pubblicare avvisi e materiali didattici, una ‘Board’ con tutte le lezioni digitali (che possono comprendere link, pdf, eccetera) e soprattutto si possono fare delle verifiche virtuali, quiz che si correggono automaticamente per conoscere subito il voto della prova.

Moodle – Molto diffuso soprattutto in ambiente universitario, la piattaforma di Nextre viene usata in tutto il mondo per seguire corsi a distanza, scaricare i corsi e commentare in gruppo. Viene usata anche da molte aziende per i corsi di aggiornamento online.

Come si usa? Il programma deve essere scaricato, e si può usare su Pc e tablet, oltre che – nella versione mobile – sui cellulari smartphone. Bisogna registrarsi, e in base al ruolo, si può usare come Manager ( cioé chi può accedere a tutti i corsi e modificarli), Docente (chi gestisce i corsi e può valutare gli studenti) Studente (chi si iscrive ai corsi) o come Ospite, che può fruire delle lezioni ma con limitazioni.

Cosa permette di fare? Una volta creato un corso, si possono caricare materiali didattici che gli iscritti possono scaricare (file, documenti, video). Si possono pianificare attività e si può comunicare con gli studenti, che possono lasciare commenti e feedback.

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Coronavirus, le lezioni si fanno online: da Classroom a WeSchool, ecco come si usano le piattaforme per la didattica a distanza ultima modifica: 2020-03-12T20:59:59+01:00 da Gilda Venezia
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