Coronavirus, nel Nordest ed Emilia scuole verso la riapertura lunedì, il Piemonte a metà settimana

di Corrado Zunino, la Repubblica,  28.2.2019

– I dubbi della Lombardia, la Liguria decide domenica, le Marche rinnovano lo scontro con il governo –

ROMA – “Credo sia importante, laddove possibile, tornare al più presto alla normalità”. Lo dice la viceministra dell’Istruzione, Anna Ascani. “Riaprire le scuole significa garantire il diritto all’istruzione dei nostri bambini e ragazzi”. Banale, ma necessario. Gli istituti scolastici questa settimana sono rimasti chiusi in sette regioni, due province (Trento e Bolzano) e in diversi città e cittadine del Paese, tra cui Napoli e Palermo. Il numero di studenti costretti via via a casa per l’emergenza Coronavirus supera ampiamente i 5 milioni, oltre il 60 per cento della popolazione scolastica.

La voglia di riaprire le scuole è presente in quasi tutte le regioni che hanno preso provvedimenti (la Lombardia, prima, ha annunciato la chiusura domenica 23 febbraio): nel Nord-Est e in Emilia Romagna i governatori hanno dato i segnali più chiari per consentire la riapertura subito, da lunedì 2 marzo. Il Piemonte indica nella metà della prossima settimana i giorni della ripartenza. Le Regioni hanno la questione in mano, il ministero dell’Istruzione ratificherà.

Restano, ovviamente, chiusi gli istituti scolastici nei centri focolaio: nel Lodigiano per quanto riguarda la Lombardia (a Codogno si stanno allestendo le lezioni a distanza), a Vo’ e Limena in Veneto (quest’ultimo plesso ospita 180 alunni). A Roseto degli Abruzzi il caso registrato per il cinquantenne di Brugherio è stato circoscritto e tracciato e questo ha consentito che la serrata sia stata limitata ai plessi di Roseto degli Abruzzi mantenendo in finzione i testanti istituti della provincia di Teramo.

Trentino – In Trentino le scuole riapriranno lunedì prossimo, 2 marzo. Ad oggi nella provincia di Trento non ci sono casi. L’orientamento della Giunta provinciale è di confermare quanto scritto nell’ordinanza di lunedì 24: procedere con la riapertura di scuole, asili e università. Lo ha confermato il presidente Maurizio Fugatti.

Alto Adige – Un caso è stato registrato, invece, a Bolzano (Alto Adige), ma le scuole della provincia questa settimana sono rimaste inattive solo per le vacanze di Carnevale (l’amministrazione ha scelto di aggiungere lo stop agli asili, normalmente aperti). Lunedì si ripartirà regolarmente con le lezioni.

Friuli Venezia Giulia – Anche la Regione Friuli Venezia Giulia parla «di una riduzione delle restrizioni dell’ordinanza». Per scuole e atenei si va verso la riapertura già da lunedì.

Veneto – “Penso che le classi possano tranquillamente riaprire”, da lunedì prossimo, “a meno che non ci sia una comunità scientifica che dica che c’è un pericolo incombente”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: ha chiesto esplicitamente agli esperti una validazione rispetto ad ogni decisione politica sulla questione. Con la chiusura degli istituti a Venezia da questa mattina sono state avviate le “operazioni di sanificazione e pulizia” negli asili e nelle scuole dell’infanzia.

Lombardia – Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si è limitato a dire che “sicuramente” le scuole resteranno chiuse fino a domenica 1 marzo. Il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha rimandato ogni decisione a un incontro di questo pomeriggio con il ministero dell’istruzione a cui parteciperanno qualificati tecnici dell’Istituto superiore della sanità.

Piemonte – Il Piemonte punta, allo scadere dell’ordinanza valida fino a domani, sabato 29 febbraio, a varare “un’ordinanza meno restrittiva che conduca gradualmente verso la normalità con la riapertura delle scuole agli studenti dalla metà della prossima settimana”. Lo ha detto il presidente regionale Alberto Cirio.

Liguria – “La decisione sull’eventuale riapertura delle scuole e dei teatri in Liguria la settimana prossima, se la mappa di cluster di Coronavirus dovesse rimanere invariata, arriverà domenica, la scelta sarà presa sulla base dei dati noti”. Lo ha chiarito il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, spiegando che “al momento non ci sono altri focolai di coronavirus in Liguria”. La decisione “non sarà presa fino all’ultimo momento”.

Emilia Romagna – La Giunta Bonaccini, appena insediata, parla apertamente della necessità di riaprire “le istituzioni pubbliche della città, visto che da noi attività commerciali e bar sono sempre rimasti aperti”. Si saprà oggi. Intanto, le famiglie dei bambini iscritti ai nidi comunali di Bologna non pagheranno la quota percentuale di retta relativa ai giorni di chiusura “causa Coronavirus”. Lo ha comunicato il sindaco Virginio Merola

Marche – Ci sono sei casi di infezione nelle Marche e lo scontro istituzionale è tuttora in corso. Dopo che il Tar, su esposto del governo, aveva fermato l’ordinanza “blocca-regione” del presidente Luca Ceriscioli – valida fino a mercoledì 4 marzo-, il governatore ha riproposto un secondo atto prescrittivo, questo valido fino a domani, sabato 29 febbraio. Prevede la chiusura anche degli istituti scolastici.

Sono 500 le scuole di Napoli, pubbliche, private e parificate, al centro dell’azione di igienizzazione prevista dal Comune: dovrebbe terminare sabato. “È nostra intenzione, qualora non ci siano disposizioni nazionali diverse, riaprire le scuole per la giornata di lunedì 2 marzo”, ha detto il sindaco Luigi De Magistris. “Se non potremo tornare alla normalità, stiamo lavorando a una direttiva unica in Italia volta a tutelare i genitori che debbano assistere i figli impossibilitati ad andare a scuola”.

Il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha disposto la chiusura temporanea degli istituti comunali, compresi quelle dell’infanzia e gli asili nido, da sabato 29 febbraio a lunedì 2 marzo. Sono ferme, ancora, le scuole in provincia diTaranto.  Fino a lunedì restano sospese le lezioni nel territorio metropolitano di Palermo, dove martedì si è registrato il primo caso di contagio.

Ministero, anno scolastico valido

Le assenze degli alunni e degli studenti nei periodi di sospensione forzata delle attività didattiche non saranno conteggiate ai fini della validità dell’anno scolastico. Allo stesso modo, la stagione didattica è comunque valida anche se non si dovesse raggiungere il minimo di 200 giorni: le assenze sarebbero giustificate dalla stessa situazione, dovuta a “cause di forza maggiore”. Lo specifica la pagina informativa predisposta dal ministero dell’Istruzione per rispondere ai dubbi di docenti e dirigenti scolastici.

I viaggi di istruzione, all’estero, in Italia e nelle stesse città sede della scuola, sono sospese fino al 15 marzo. Il giro d’affari delle “gite scolastiche” è valutato un miliardo di euro e si calcola che 360 milioni siano già stati bruciati. Elena Centemero, dirigente scolastica lombarda e già parlamentare di Forza Italia, ha messo a punto una proposta “per consentire di effettuare i viaggi di istruzione e sostenere le aziende del settore”.

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