Covid, la variante Delta si insinua tra i giovani asintomatici: meno male che le scuole sono chiuse

di Alessandro Giuliani,  La Tecnica della scuola, 26.6.2021.

200 mila docenti non vaccinati, più esposti alla variante Delta.

Gilda Venezia

La variante Delta del Covid-19 comincia a preoccupare. Lo dicono gli esperti. E anche i rappresentanti politici. Roberto Speranza, ministro della Salute, a margine di un incontro a Napoli con il candidato sindaco del centrosinistra Gaetano Manfredi, sabato 26 giugno ha detto che “abbiamo chiaramente la massima attenzione su tutte le varianti. Riteniamo che ci sia bisogno di fare un lavoro coordinato a livello internazionale per seguire con grandissima attenzione l’evoluzione della variante Delta e di tutte le altre varianti. L’Italia sta investendo il più possibile sul sequenziamento, sul tracciamento e continuerà a farlo”.

Sta crescendo

Anche in ambito scientifico c’è molta attenzione per la variante Delta. I sequenziamenti dei tamponi positivi “evidenziano che la Delta sta crescendo. Presto rimpiazzerà la Alfa, il ceppo inglese, oggi ancora predominante”, ha detto in un’intervista al Corriere della Sera Anna Teresa Palamara, direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità.

È “il destino di tutti i virus come il Sars-CoV-2, ad Rna, predisposti a modificare il proprio genoma – ha aggiunto -. I cambiamenti sono dovuti a errori di replicazione. Da alcune di queste varianti il virus trae vantaggio, da altre no”.

Non arretrare con i sistemi protettivi

Per evitare la variante Delta bisogna confermare le disposizioni che già conosciamo: “mantenere la mascherina al chiuso, evitare assembramenti all’aperto, prestare attenzione a situazioni che potrebbero essere rischiose”.

Dobbiamo aspettarci l’arrivo di tante varianti: “Questa è una gara tra noi e il virus. Vince chi ha più intelligenza. Dunque noi, a patto di riuscire a impedirgli di circolare vaccinandoci e rispettando le regole”.

Comunque, ha sottolineato Palamara, c’è “allerta, non allarme”. Anche perché ad oggi, “il numero complessivo dei tamponi positivi in Italia è in diminuzione ed è merito della vaccinazione e delle misure di contenimento intraprese”.

Guardiamo al Regno Unito

La Delta “è un avvertimento. Sembra voler ricordare che con il Sars-CoV-2 non ci si può distrarre. Guardiamo il Regno Unito: ha il record di sequenziamenti eppure sta ripensando il programma delle riaperture perché i contagi aumentano”.

La virologa dice poi che è aumentata anche “la capacità di sequenziare con l’introduzione di una nuova piattaforma, un sistema informatico dove vengono raccolti i dati inviati da circa 60 laboratori regionali “.

Intanto, in Italia si moltiplicano i casi di variante Delta: sempre sabato 26 giugno, un focolaio si è sviluppato nel lodigiano, in Umbria, nel biellese, in Piemonte. E nelle Marche: sono stati individuati dal laboratorio di Virologia in tre campioni provenienti da Fermo e Senigallia. Si tratta di altrettante donne (due straniere a Fermo e una italiana a Senigallia) non vaccinate.

La previsione: numeri in aumento

“Era solo questione di tempo – ha detto all’Ansa il professor Stefano Menzo, direttore del Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona -, considerando la diffusione della varante. Si tratta di pochi casi ma credo che assisteremo ad un aumento, anche di poco, dei contagi“.

Menzo sottolinea l’importanza del tracciamento sul territorio: “il virus al momento circola soprattutto tra i giovani, che sono per la maggior parte asintomatici, così ci accorgiamo dei contagi in caso di persone con sintomi e di una certa età”. “Imprevedibile” l’andamento epidemiologico: intanto però le scuole sono chiuse per la fine delle lezioni “e questo aiuta” non poco, ha concluso il virologo.


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A che punto siamo con le vaccinazioni? Il report del Governo, aggiornato al 26 giugno, informa di 48.933.081 somministrazioni con 17.284.028 (over 12) che hanno compiuto anche la seconda dose. Il ciclo vaccinale completo, insomma, è toccato al 32% della popolazione italiana.

E i docenti? Una parte di loro non ha ancora effettuato neanche la prima dose, come molti ultra sessantenni indecisi che il commissario per l’emergenza Figliuolo si ripromette di individuare e portare alla vaccinazione. A questo scopo, pare che si sia scritto alla Regioni con l’obiettivo si riprendere la campagna vaccinale dedicata alla scuola, così da recuperare quote di somministrazioni tra i 200mila privi di qualunque dose.

Nella lettera di Figliuolo alle Regioni si legge: “Si rende necessario perseguire la massima copertura del personale scolastico. Su una popolazione di oltre 1,46 milioni di soggetti, alla data del 23 giugno, 227.970 non sono stati ancora raggiunti con la prima, o unica, dose, con una forte difformità sul territorio, con Regioni in cui oltre il 25% del personale scolastico non risulta ancora raggiunto dalla vaccinazione”.

Le Regioni più indietro sarebbero la Campania, la Sicilia, la Liguria, la Sardegna, l’Umbria.

Complessivamente ci sono ancora 2 milioni e 700 mila italiani over 60 che non hanno fatto neanche la prima dose di vaccino e, dunque, non hanno alcuna copertura contro il Covid. Il dato è riportato nell’ultimo report settimanale del governo dal quale emerge che negli ultimi sette giorni è stata somministrata la prima dose in questa fascia d’età a sole 140 mila persone.

Contro la variante Delta, il commissario Figliuolo sta spingendo proprio a intensificare i vaccini, lavorando, sul fronte della comunicazione, nell’ambito di quegli indecisi (anche tra la classe docente) che per questioni anagrafiche sono ancora fortemente a rischio e incidono sulla pressione sui servizi ospedalieri.

Situazione epidemiologica

Quanto alla situazione epidemiologica in generale, secondo il report del Ministero della Salute l’incidenza, sia sull’intero territorio nazionale che in tutte le Regioni e Province autonome, continua a diminuire ed è in tutte le Regioni e Province autonome sotto il 50 per 100.000 abitanti ogni 7 giorni. L’effettuazione di attività di tracciamento sistematico possono consentire una gestione basata sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti.

Variante Delta

Viene segnalato anche in Italia un numero crescente di focolai di varianti del virus SARS-CoV-2, in particolare della variante delta, che presentano una maggiore trasmissibilità e/o la potenzialità di eludere parzialmente la risposta immunitaria.

La circolazione della variante delta (che si insinua anche tra i giovani, come ha riferito il nostro direttore Alessandro Giuliani) sta portando ad un aumento dei casi in altri paesi con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi. E’ necessario raggiungere una elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggior trasmissibilità.

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Covid, la variante Delta si insinua tra i giovani asintomatici: meno male che le scuole sono chiuse ultima modifica: 2021-06-27T05:09:12+02:00 da Gilda Venezia
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