Scuola, l’ira dei sindacati contro il governo: “Si sblocchi il decreto salva precari”

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di Corrado Zunino, la Repubblica,  3.8.2019

– I Confederali, Gilda e Snals denunciano il ritardo sull’intesa già siglata con Bussetti per stabilizzare 55mila docenti: “Conte intervenga o sarà un disastro”. A frenare sono i grillini. Ma il ministro assicura: “E’ pronto”. E attacca il M5s: “La loro riserva politica va superata, non è tema su cui fare propaganda e far prevalere gli interessi elettorali”.

Sindacati sul piede di guerra. L’intesa firmata con il ministro Marco Bussetti per la stabilizzazione dei 55mila insegnanti precari rischia di non essere attuata. I tempi sono strettissimi. Entro la prossima settimana il decreto che prevede un concorso straordinario per la secondaria – che riguarda 24.268 supplenti in cattedra da almeno tre anni negli ultimi otto – oppure un percorso abilitante speciale (Pas) deve essere approvato in consiglio dei ministri. Ma l’opposizione sollevata dai 5 Stelle, denunciano i sindacati, rischierebbe di bloccare tutto.

Per questo martedì Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals e Gilda formalizzeranno i motivi della protesta e la richiesta di un intervento del premier Giuseppe Conte, con presidi e sit-in nelle città. Nell’ennesimo scontro nel governo tra M5s e Lega i sindacati temono che il decreto si incagli. Anche perchè rispetto al percorso già concordato con Bussetti, i grillini – contrari a una sanatoria – spingerebbero per un concorso ordinario dove assegnare il 30% dei posti ai precari con almeno 36 mesi di servizio.

Il ministro Marco Bussetti replica immediatamente ai sindacati: “Il decreto è pronto”. Ma non nega le difficoltà con la parte grillina del governo. E il messaggio inviato ai 5 Stelle è chiaro: “So che c’è una loro riserva politica, ma va superata. La scuola è un patrimonio della società italiana. È il luogo dove crescono i nostri figli. Auspico che le forze politiche collaborino a una veloce approvazione del testo. Non è questo il tema su cui fare propaganda e far prevalere gli interessi elettorali”.

La protesta sindacale è durissima. “Una vergogna, sulle misure per i precari si faccia garante il premier Conte. Chi le ostacola mina la credibilità del governo e non rispetta i precari” twitta Lena Gissi, segretaria della Cisl Scuola. “Se salta il decreto è un disastro per la scuola: se neanche questo sarà fatto si dimostrerà l’incapacità assoluta di questo governo” attacca Francesco Sinopoli, segretario della Flc-Cgil. E rincara la dose Pino Turi, segretario della Uil scuola: “Un ritardo sconcertante che mette in evidenza la lentezza con la quale procede la presentazione del decreto legge che dovrebbe creare condizioni e clima positivo per il nuovo anno scolastico. Non vorremmo che il ritardo nascondesse l’incapacità di trovare un accordo tra le forze che sostengono la maggioranza, con la scuola a fare da terreno di scontro”.

Non sarà così, frena Bussetti. “Il decreto scuola è pronto. Insegnanti e sindacati possono stare tranquilli. Questa settimana si va in Consiglio dei Ministri. Sono misure per il bene della scuola. Dal precariato, all’edilizia scolastica, passando per la salvaguardia del corpo ispettivo, supporto indispensabile per il buon funzionamento del sistema scolastico” scrive su Facebook il ministro dell’Istruzione. E ancora: “Il decreto è già stato esaminato dal preconsiglio dei Ministri e licenziato dal punto di vista tecnico. So che c’è una riserva politica dei 5 Stelle ma va superata. Il 24 aprile abbiamo siglato un preciso accordo con i sindacati anche alla presenza del presidente Conte. Il governo voterà il provvedimento a giorni. Ne sono certo. Non si può rinviare. Sappiamo che è urgente e vogliamo procedere. Abbiamo lavorato per affinare il testo. Dimostreremo anche questa volta la nostra concretezza”.

Lo scontro nel governo è evidente. Obietta la vicepresidente del Pd Anna Ascani: “Il ministro Bussetti conferma che il governo è diviso sul Decreto scuola, che c’è una chiara spaccatura tra Lega e M5s e ancora non c’è nessuna certezza che il Dl vada davvero in Cdm la prossima settimana: stanno giocando con la vita delle persone, con il futuro degli insegnati precari e con l’insegnamento per gli alunni”.

Tra l’altro sulla questione precari nella scuola pesa una nuova lettera di richiamo partita da Bruxelles la scorsa settimana nella quale la Commissione europea chiede conto dell’abuso di precariato. Il tutto in un contesto in cui il fenomeno della supplentite si aggrava (la scuola si appresta a ripartire a settembre con 170mila insegnanti a tempo determinato) e il Mef ha appena tagliato 5.000 cattedre di ruolo rispetto a quelle annunciate. Mancano all’appello anche le nomine del personale Ata e dei dirigenti scolastici.

Sul tavolo rimangono inoltre i nodi più intricati della regionalizzazione della scuola (l’autonomia differenziata) e degli aumenti di stipendio, tema della prossima Legge di Bilancio: ad oggi non ci sono le risorse necessarie a un rinnovo contrattuale  “che garantisca il recupero del potere di acquisto dei docenti nel triennio 2019-2021”.

Un passo indietro. Dopo l’intesa siglata il 24 aprile, che ha scongiurato lo sciopero della scuola, l’ultimo accordo salva precari è dell’11 giugno scorso. “Ma la prima occasione in cui abbiamo sottoposto la proposta di un provvedimento straordinario per i precari al ministro Bussetti era dicembre, per cui già c’è stato un forte ritardo nel recepire le nostre richieste, ora che poi è tutto scritto nero su bianco è davvero inammissibile rinviare ulteriormente” contestano i sindacati.

La strada individuata porterebbe comunque benefici solo dal 2020. Il testo prevede il percorso abilitante speciale per i supplenti della secondaria, rivolto a chi ha svolto tre anni di servizio negli ultimi otto nella scuola statale, di cui uno nella classe di concorso per cui si chiede di partecipare. Poi c’è l’ok al concorso straordinario bis per diplomati magistrali e laureati Scienze della formazione primaria, ma anche la proroga per far completare l’anno scolastico con contratto fino al 30 giugno 2020 ai maestri con diploma magistrale a cui dovesse arrivare la sentenza di merito negativa.

Tra gli altri provvedimenti, ci sono la proroga delle graduatorie del concorso a cattedra 2016, la proposta di mobilità nazionale volontaria per i docenti, anche idonei, inseriti nelle graduatorie dei concorsi 2016 e 2018. Infine, il concorso riservato ai facenti funzione di direttori amministrativi per la copertura dei posti vacanti nelle scuole.

“I provvedimenti per la stabilizzazione dei supplenti storici e meritevoli che il governo si appresta ad approvare, probabilmente la prossima settimana, sono tardivi oltre che non risolutivi del problema della supplentite” contesta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Il testo – spiega – doveva prevedere necessariamente oltre ai concorsi riservati per primaria e secondaria, altre norme. Cercare di risolvere i problemi cronici del precariato scolastico a una ventina di giorni dall’inizio dell’anno è una pia illusione: perché si procede solo al salvataggio di un precario su tre e all’approvazione di disposizioni che lasceranno in vita l’attuale situazione di emergenza”.

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Scuola, l’ira dei sindacati contro il governo: “Si sblocchi il decreto salva precari” ultima modifica: 2019-08-04T04:54:15+01:00 da Gilda Venezia
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