E della paura degli insegnanti chi se ne occupa?

A.M. Gilda degli insegnanti della provincia di Venezia,  23.4.2020

– Che questo periodo sia stato per tutti uno tsunami esistenziale, oltre che economico e culturale ormai non è più un mistero. Della paura che questa minaccia silenziosa e insidiosa sta provocando non se ne parla moltissimo anche se numerosi sono ormai gli articoli che affrontano il tema per quanto riguarda i bambini. Della paura degli insegnanti se ne parla poco e ci chiediamo chi può occuparsene. Se ne occupano più i bambini e i ragazzi che gli organi istituzionali, come dimostra questa poesia scritta da una ragazzina di 12 anni alla sua “prof”, e che la famiglia ha condiviso.

Cara Proff. anche se il corona ci ha diviso io non posso dimenticare il suo viso.
Mi sento una barca in cerca di approdo
Stiamo vivendo come isole sole in un mare in tempesta.
I cuori si cercano senza toccarsi
I volti si oscurano senza guardarsi.
Mi dica Proff anche lei ha paura?
Oppure la sua anima è salda e sicura
Ricordiamoci che anche questa primavera le margherite stanno sbocciando.

Il tema della paura può essere facilmente evaso in una scuola concentrata sul programma e sulla prestazione più che sulla crescita educativa dei ragazzi da cui passa anche la possibilità di imparare con più desiderio e con più facilità i contenuti che gli insegnanti propongono.

Le maestre e i maestri, le docenti e i docenti sono le persone che i bambini e i ragazzi sentono e vedono quotidianamente nelle loro giornate confinati in casa; per questo possono diventare riferimenti ancora più importanti in questo momento di isolamento e di difficoltà degli allievi, con cui condividere paure, angosce ma anche speranze e principi di auto-regolazione, come ci mostra la poesia di una bambina di 10 anni

Quando siamo a scuola
con gli amici il tempo vola.
Oggi a casa in quarantena questa noia è una catena.
con lo sforzo un po’ di tutti
questi virus andran distrutti.
Chi lavora in quantità
spero presto riposerà.
Perché le leggi assai importanti
ci riuniranno tutti quanti.
Eroi e normalità
alla vittoria si arriverà.

La scuola a distanza, con i limiti e le difficoltà che pone a insegnanti e ragazzi, può comunque costituire un luogo, uno spazio in cui esprimere e condividere i sentimenti, le emozioni che questa situazione – drammatica e surreale – porta con sé e porta in emersione. Uno spazio per i ragazzi ma anche per i docenti di condividere vissuti e riflessioni che potrebbero aiutare entrambi a rielaborare un’esperienza sicuramente inedita e straordinaria per tutti, come ci dimostrano queste poesie a cui, naturalmente i docenti hanno fatto seguire risposte attente, mature e accorate.

D’altro canto, crediamo che i docenti abbiano bisogno di uno spazio tutto loro per confrontarsi su quello che sta succedendo e  che, al tempo stesso, li sta investendo come cittadini, come madri o padri, come figli, fratelli e amici, nonché come docenti che devono operare una rielaborazione su due piani: quello personale e quello professionale di sostegno ai loro ragazzi.

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E della paura degli insegnanti chi se ne occupa? ultima modifica: 2020-04-23T06:52:43+02:00 da
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