E se servisse un corso per educare i genitori?

di Claudia Voltattorni, lil Corriere della sera, la 27ora, 27.6.2012

 

Qualche giorno fa c’è stato il brevetto di nuoto dei miei figli. Non si trattava di battere i record della Pellegrini, ma semplicemente di far vedere a noi genitori adoranti come i piccoli (4 e 6 anni) avessero imparato a tenersi a galla, a giocare in acqua e a muoversi con disinvoltura su è giù per le corsie.
Il clima era di allegria e gioco. I genitori con in mano telecamere e macchine fotografiche digitali. Nonni con le lacrimucce agli occhi. Una situazione normale, insomma.

Solo una mamma aveva l’aria preoccupata. La sua bambina era in acqua serena e tranquilla. Ma aveva la cinta attorno alla vita per farla galleggiare meglio. Un dettaglio che ha scatenato la sua ira: “Perché – ha chiesto alla sua piccola in acqua – tu hai la cintura e gli altri no?”. La bimba ha cambiato faccia. La madre ha continuato, ma stavolta rivolta all’insegnante: “Perché mia figlia ha la cintura e gli altri no? Gliela tolga subito!”. Inutili le spiegazioni dell’insegnante, la madre ha costretto la piccola a disfarsi di quel “dettaglio” che la metteva in difficoltà. La bimba a quel punto ha cominciato a piangere disperata. Fino a quel momento, la cintura non era stata un problema per lei, nuotava come se niente fosse insieme con le sue amiche. Lo è diventato quando la madre le ha fatto notare che quella cintura la rendeva diversa dalle altre. E allora è scoppiato il pianto.

Da un lato, non si sentiva più sicura in acqua. Dall’altro, continuava a cercare l’approvazione della madre che da bordo vasca agitava le braccia e le diceva come fare lo stile libero, il dorso, ecc. Il tutto è durato una manciata di minuti. Perché poi l’insegnante ha avuto la meglio: la cintura si rimette. E basta. E la piccola è tornata a nuotare, ma ormai inchiodata allo sguardo della madre.

Mi ha colpito molto questa scena. E mi sono chiesta quanto potesse essere stata dannosa per la piccola.  Ma soprattutto mi sono interrogata su quanto a volte quello che per noi genitori è un semplice gesto, una parola, un giudizio buttato lì, possa invece avere un effetto esplosivo per i nostri figli. E mi sono sentita una responsabilità gigantesca sulle spalle, ancora più del solito.

Forse avrò letto troppe volte Kafka e la sua “Lettera al padre”. Però noto che noi genitori molto spesso siamo troppo leggeri e disattenti e non consideriamo gli effetti delle nostre azioni sui nostri piccoli. Che sia un modo di parlare o come trattiamo le persone.

“I bambini ci guardano”, ci mostrava Vittorio De Sica in un tristissimo film del 1942.

E oggi, che davvero i bambini sono molto più svegli e attenti di quanto non lo fossimo noi, la nostra attenzione dovrebbe essere un po’ più alta. Penso ad esempio, a come ci comportiamo con le persone in casa, che siano baby-sitter, nonni, zii, persone di servizio, perfino l’idraulico!

Tempo fa, un conoscente mi raccontava di una bimba 3enne che letteralmente “comandava” la sua baby-sitter. Sotto gli occhi dei genitori che facevano altrettanto. Penso poi al rapporto genitori-insegnanti. Maestre e prof maltrattati da ragazzini perché imitano i genitori. E mi viene in mente un racconto di un’amica, di file di ansiosi genitori davanti alla classe del prof di musica per supportare la candidatura del proprio figlioletto al ruolo di protagonista nel recital della scuola e la conseguente scenata a fine recita sotto al palcoscenico con i rimproveri: “Perché non eri sul palco invece di fare il lavoro dietro le quinte?”.
E ripenso a quei padri che danno soldi agli allenatori di calcio dei loro piccoli campioni perché li facciano giocare titolari nei tornei dilettanti (accade anche questo).

E rivedo (e condivido con voi) questo intelligente e bel video (in alto nella pagina) intitolato “Children see, children do” e realizzato anni fa per la “Napcan“, associazione australiana non profit che si batte per cambiare in positivo atteggiamenti e comportamenti che possano causare abusi sui più piccoli.

Ne concludo che noi genitori siamo pericolossimi per i nostri figli, che forse noi per primi avremmo bisogno di un bel corso di ri-educazione prima di permetterci di educare loro.

Che ne pensate?

twitter @clavolt

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E se servisse un corso per educare i genitori? ultima modifica: 2017-08-17T18:09:07+02:00 da Gilda Venezia
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