Governo alle prese con il rebus dell’autonomia regionale

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di Giampiero Di SantoItaliaOggi, 9.7.2019 

– Ieri vertice a palazzo Chigi con un affollato parterre di ministri. La Lega preme perché si arrivi a una soluzione, ma il M5s frena su scuola e beni culturali ed esclude la regionalizzazione delle ferrovie. Giovedì nuovo summit. Bonaccini (Emilia Romagna): “Resti statale il personale della scuola”.

Resta ancora irrisolta la questione dell’autonomia regionale differenziata. Ieri il vertice a palazzo Chigi è durato circa 4 ore e giovedì si terrà una nuova riunione. Ma le principali questioni rimaste aperte, a cominciare dalla scuola, non sono state risolte.

Certo, il ministro degli Affari regionali, la leghista Erika Stefani, ha spiegato che qualche passo avanti è stato fatto, ma ancora le distanze non sono state colmate. Per questo si andrà avanti a oltranza, ha detto Stefani al termine della riunione nella sede del governo alla quale hanno partecipato il premier, Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il sottosegretario della presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti e i ministri Barbara Lezzi (Sud), Marco Bussetti (Istruzione), Danilo Toninelli (Infrastrutture) Lorenzo Fontana (Famiglia) Alberto Bonisoli e Riccardo Fraccaro (Rapporti con il parlamento).

Chiuso l’accordo sull’impianto finanziario della riforma, con l’impegno a introdurre i costi standard nel giro di tre anni, sul tavolo sono rimasti ancora molti nodi da sciogliere a partire da scuola e beni cultural.
Per Salvini “il vertice è andato bene. È stata una riunione molto utile”.  Di Maio, invece, ha sottolineato che “Si fanno passi avanti, ma c’è ancora molto da fare”.

Il M5s, durante il summit, ha contestato l’articolo 12 della proposta Stefani che prevede l’assunzione diretta dei docenti attraverso appositi concorsi regionali. Una soluzione “che rischia di produrre danni alle regioni e di istituire scuole di serie A, serie B, e persino di serie C,  e che presenta una evidente rischio di incostituzionalità posto che nel 2013 la Consulta ha già bocciato una proposta analoga avanzata dalla Lombardia”, ha ricordato il sottosegretario del M5s  Salvatore Giuliano.

Sempre a proposito di istruzione problemi certo non secondari pure sull’articolo 11 relativo al principio delle norme generali non cedibili, ovvero cicli scolastici, piani di studio, programmi, valutazioni di sistema, parità scolastica, organizzazione dell’offerta formativa, alternanza scuola lavoro e formazioni degli insegnanti. Si discute anche sul passaggio dallo Stato alle regioni delle Sovrintendenze e sembra che il governo si stia orientando a escluderlo. Ma su questo punto è attesa una riformulazione della proposta da parte del ministro dei Beni e delle Attività culturali Alberto Bonisoli che dovrebbe riguardare anche i piani paesaggistici. In questo ambito la Lega punta a trasferire alla Regioni tutte le autorizzazioni in modo da velocizzare le concessioni edilizie.

Sulle Sovrintendenze l’obiettivo sarebbe invece quello di trasferire alle Regioni tutte le competenze sui beni culturali, compresi molti siti Unesco oggi non sufficentemente valorizzati, con l’unica eccezione di alcuni monumenti e musei di interesse nazionale.

Nulla di fatto invece su ferrovie e autostrade che dovrebbero restare nelle competenze dello Stato. “Abbiamo fatto grandi passi in avanti, in materia di salute, ambiente, ma anche in tema di lavoro e istruzione”, ha dichiarato al termine del vertice Stefani, “noi andiamo avanti a oltranza, finché non si chiude la questione”.
Di Maio invece frena: “Bisogna fare altri incontri, ci sono altre cose da sistemare. Qualunque autonomia deve contemplare i livelli essenziali di prestazione e il fondo di perequazione, ossia che qualunque autonomia si dà alle Regioni che giustamente la richiedono non deve andare a discapito delle altre Regioni. Restano forti perplessità sulla scuola ed è iimpraticabile la regionalizzazione delle ferrovie”.

D’accordo sulla necessità di garantire l’unitarietà del sistema scolastico nazionale il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini (Pd) che commenta così su Facebook le novità del vertice:  “Non sono stupito delle contrarietà e delle difficoltà che stanno emergendo anche in seno al governo rispetto alle ipotesi di regionalizzazione del personale della scuola. L’Emilia-Romagna non ha mai posto il problema delle assunzioni e della contrattualizzazione degli insegnanti, come peraltro non chiede nemmeno di assorbire l’ufficio scolastico regionale. La nostra proposta è molto diversa e mira al contrario a rafforzare la collaborazione tra regione e ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, in particolare sul fronte della programmazione degli organici e dell’edilizia scolastica, cose estremamente importanti ma che nulla hanno a che vedere con l’assunzione degli insegnanti e la regionalizzazione della scuola. Come Emilia-Romagna siamo infatti convinti che l’istruzione debba essere un’architrave nazionale della cittadinanza. E pensiamo che di una scuola pubblica, nazionale e forte, la società di oggi ne abbia bisogno oggi forse più di ieri. Cosa ben diversa è invece migliorarne la programmazione, o rafforzare l’istruzione e la formazione tecnica, oppure potenziare l’edilizia scolstica. Questi sono ambiti su cui le regioni possono dare un contributo importante, sempre all’interno di un impianto nazionale”.

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Governo alle prese con il rebus dell’autonomia regionale ultima modifica: 2019-07-10T04:15:40+02:00 da Gilda Venezia

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