In DaD abbiamo lavorato meno del dovuto?

inviata da Daniele Melotti, 19.2.2021.

Gilda Venezia

Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà.”

Gentili colleghe e colleghi,
non so Voi, ma io mi sento profondamente offeso da queste parole, usate dal Presidente del Consiglio nel discorso di oggi al Senato.

Il mio non è un discorso di schieramento politico, ma quello di un lavoratore che chiede rispetto.
Le ore in didattica in presenza sono state sostituite da quelle a distanza. Inutile che venga a ricordare a Voi quanta fatica ci è costata e ci costa la scuola a distanza. Semmai, se continuerà questo tam tam, mi verrà la certezza che di tempo ne ho davvero “perso”: si tratta di quello extra, che ho dedicato a svolgere attività non richieste ma resesi anche solo opportune, quando non necessarie, per mandare avanti le cose con un dialogo continuo via e-mail e whatsapp con le classi o singole/i alunne/i. Da cercare di non perdere per strada, di incoraggiare, di tenere collegate/i in un dialogo continuo, magari nato da loro spunti polemici che sarebbe stato molto più semplice ignorare.

Continuare a parlare di un tempo perso da recuperare, usare queste espressioni, che poi i mass media riportano acriticamente, tramite “giornaliste e giornalisti”, significa non sapere cosa significhi “fare scuola”: né con riferimento a quello che è stato e che è, né nella prospettiva di questi fantomatici recuperi.

Noi lo sappiamo; chi ci governa, no. I mezzi di informazione, no.
L’idea che ci sia del tempo da recuperare si porta dietro quella, neanche troppo implicita, che abbiamo lavorato meno del dovuto, e dunque, tra l’altro, siamo stati pagati più del dovuto. Abbiamo bisogno anche di questa offesa?

Domando: si sta forse ipotizzando, per esempio, di chiedere ad altre categorie di lavoratrici e lavoratori di “recuperare” il tempo di lavoro svolto in smart working?

Mi pare di no. E allora è ingiurioso usare questi termini: ma come si permette di farlo, chiunque sia a farlo?
Io credo occorra uno scatto di dignità.
Io non so come si organizzi una raccolta di firme. Ma so che non è particolarmente difficile, se solo si ha un po’ di confidenza con i “social”; e, soprattutto, se si crede in quello che si vuole provare a fare.

Chi di Voi fosse d’accordo con questo mio sentire, davvero profondamente indignato, e chi fosse iscritta/o a sindacati o altre associazioni di insegnanti, batta un colpo, per favore. Dignità, per favore, dignità. Non siamo dei perditempo, degli indolenti, dei rubastipendio.

Ho scritto a braccio. Grazie per la pazienza.

    Ciao a tutte e tutti

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In DaD abbiamo lavorato meno del dovuto? ultima modifica: 2021-02-19T08:38:38+01:00 da Gilda Venezia
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