In palio 28mila posti pubblici

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di Eugenio Bruno e Antonello Cherchi, Il Sole 24 Ore, 19.11.2018

– Un triplice intervento per fronteggiare le uscite nella pubblica amministrazione, che potrebbero impennarsi per effetto di “quota 100” (si veda la pagina a fianco). Un turnover rafforzato che per il momento – in attesa della norma annunciata dalla legge di bilancio che riformerà la “Fornero” – prevede oltre 16mila assunzioni contenute nella legge di bilancio e oltre 12 mila posti nel comparto istruzione. Per un totale di quasi 29mila ingressi. Un programma da cui manca, per ora, la sanità, il cui fabbisogno di personale è tutto da scrivere. C’è poi – e veniamo alla terza mossa – il Ddl concretezza e il suo maxi-piano di assunzioni.
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La legge di bilancio

Delle 16.342 opportunità aperte dalla manovra – ora sotto i riflettori della Camera – il 38% (6.150 posti) sono riservate al reclutamento di nuove Forze dell’ordine, tra Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e polizia penitenziaria. A questi numeri si aggiungono quelli dei Vigili del fuoco, che potranno selezionare 1.500 unità. Altro contingente di peso è quello previsto negli uffici giudiziari: 3mila amministrativi e 715 magistrati ordinari, di cui 115 da assumere subito facendo ricorso ai vincitori dell’ultimo concorso, così da assicurare il ricambio (115 saranno quest’anno le uscite dei togati) e 600 nei prossimi tre anni, con un massimo di 200 l’anno.

Numeri importanti sono anche quelli dell’Ispettorato del lavoro (mille ingressi), del ministero dei Beni culturali (mille assunzioni, dopo le 500 del precedente governo) e nel l’università, che potrà chiamare mille ricercatori di tipo b). Reclutamenti a cui si farà fronte con il rifinanziamento per 870 milioni di euro del fondo assunzioni nella Pa: 130 milioni per il 2019, 320 per il 2020 e 420 a decorrere dal 2021.
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Scuola e università

L’istruzione si candida a diventare protagonista assoluta delle assunzioni 2019. Innanzitutto nella scuola. Accanto al concorso-sanatoria già bandito per le maestre di infanzia e primaria – che non prevede però posti predeterminati a bando, visto che porterà alla formazione di graduatorie di merito straordinarie su base regionale da cui poi si attingerà per le nomine dell’anno scolastico 2019/2020 – ne è atteso uno ordinario da 10.183 posti (5.626 comuni e 4.557 di sostegno). Per cui il Miur ha chiesto già l’autorizzazione all’Economia. Anche l’università avrà la sua iniezione di risorse umane. Il ministero è infatti intenzionato ad autorizzare per il sistema universitario lo sblocco di 2.028 “punti organico” (pari a 2.028 posizioni piene di professore ordinario), che superano del 33% quelle autorizzate nel 2017 (quando erano 1526).
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In attesa del Ddl concretezza

Per ora sono si tratta di annunci senza numeri. Il disegno di legge concretezza, che attende di iniziare l’esame al Senato, prevede per le amministrazioni centrali la possibilità, a partire dal prossimo anno, di procedere ad assunzioni per una spesa pari al 100% di quella relativa al personale di ruolo uscito l’anno precedente.

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In palio 28mila posti pubblici ultima modifica: 2018-11-19T06:13:07+00:00 da Gilda Venezia

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