La crisi produce una didattica a distanza «di massa»

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di Antonello Giannelli, Il Sole 24 Ore, 17.3.2020

– Almeno un risultato positivo la crisi da Covid 19 lo sta producendo, risultato non conseguito da innumerevoli raccomandazioni, esortazioni e dibattiti: la didattica a distanza (Dad) è entrata prepotentemente in tutte le nostre scuole e sta consentendo a milioni di studenti di usufruire in remoto del servizio di istruzione, limitando così i danni provocati dalla sospensione delle lezioni.

Finora, la Dad è stata patrimonio di poche scuole e di pochi docenti ed è stata guardata con sospetto dai più che ritenevano imprescindibile la presenza fisica dei discenti.

In pochi giorni, invece, il nostro sistema educativo si è dimostrato più pronto al cambiamento di quanto molti avrebbero ipotizzato. Si moltiplicano le iniziative di “mutuo soccorso” tra scuole e docenti come quella promossa dal Ministero dell’istruzione. Anche l’Associzione nazionale presidi ha varato una azione di supporto alle scuole, denominata «Dad Sos», per favorire la messa in comune delle buone pratiche di e-learning. Tutte le nostre scuole stanno velocemente compiendo un salto qualitativo considerevole e, soprattutto, non scontato.

Stiamo rapidamente comprendendo che la tecnologia è utile. Stiamo scoprendo che whatsapp può essere usato anche da Pc, che consente di scambiare file, di condividere video e di effettuare, perfino, videotelefonate. Qualsiasi docente può comodamente registrare a casa, con lo smartphone, delle videolezioni e inviarle ai suoi studenti, replicando così la classica didattica frontale. Il registro elettronico – contestato in passato da tanti detrattori delle nuove tecnologie – sta dimostrando di essere una piattaforma telematica di semplice utilizzo, idonea a scambiare tra docente e discenti documenti testuali e multimediali a scopo didattico. Esistono, naturalmente, piattaforme ben più sofisticate e potenti, commercializzate a basso costo – o addirittura gratuitamente, come Google Hangouts Meet – che consentono di costituire vere e proprie classi virtuali e di realizzare una didattica interattiva di elevata qualità.

La constatazione più importante, però, è un’altra: gli studenti stanno prendendo la cosa molto sul serio, sicuramente più di noi adulti. Per noi, spesso, “vederci online” è poco più che un gioco. Per loro non lo è, come testimoniano i tassi di assenza dalle lezioni online che sono molto più bassi di quelli delle lezioni in presenza.

Insomma, da questa grave crisi il nostro sistema educativo uscirà più forte, più moderno e più efficace. Ancora una volta, la realtà ha superato la fantasia!

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La crisi produce una didattica a distanza «di massa» ultima modifica: 2020-03-17T06:17:21+01:00 da Gilda Venezia
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