La vetrina della scuola migliore e futura ovvero un’altra riforma epocale calata dall’alto?

di Vincenzo Pascuzzi, La scuola brucia! / School is Burning!,  23.4.2020

– Gli esperti ma non di scuola / Mini dossier –

[Bugiardino. 1) “insieme”, “scuola del futuro”, “scuola migliore” appare generico, fumo negli occhi, bla bla bla, mancano concretezza, scadenze, soldi; 2) manca la condizione del personale: vedere i 10 punti di “Dillo al Ministro” di TS/16.09.2019; 3) manca la dispersione scolastica, la situazione del 1.260.000 minori in povertà assoluta/Save the Children, l’eccesso di burocrazia, il troppo potere ai presidi, la gravosità dei curricula, le troppe ore di lezione giornaliere, i troppi giorni di lezione all’anno,e anche la questione contingente e quella strategica delle scuole private paritarie. v.p.]

Azzolina, contenuti del piano Miur: ‘costruiamo insieme una scuola migliore’

Azzolina annuncia i contenuti del Piano del Miur per la scuola del futuro:
dall’innovazione digitale all’edilizia scolastica.
di Claudia Scalia – 22 aprile 2020
Una scuola del futuro, una scuola migliore: questo è il piano del Miur annunciato ieri dalla ministra Azzolina in occasione dell’istituzione del Comitato di esperti, con a capo Patrizio Bianchi. “Abbiamo voluto questo tavolo di lavoro per mettere a punto il nostro Piano per il mondo dell’Istruzione” si legge sul sito ministeriale.
La scuola italiana del futuro: si parte dall’ascolto
Lucia Azzolina assicura l’intenzione di rispondere in modo rapido a tutti i dubbi e le istanze sulla scuola che stanno arrivando, anche dalle famiglie. “Ma, al contempo, dobbiamo cominciare a guardare oltre. E vogliamo farlo da subito” scrive. Il gruppo di esperti appena nominato lavorerà in modo gratuito proprio su questo. Il suo compito è avanzare proposte, che poi verranno vagliate dal Ministero dell’Istruzione.
Il piano del Miur: le tematiche sui cui si centra
Il Piano del Miur include l’esame delle proposte del Comitato di Esperti, che spazieranno sulle seguenti tematiche:
  1. avvio del prossimo anno scolastico, tenendo conto dell’emergenza epidemiologica esistente;
  2. edilizia scolastica e nuove soluzioni in tema di logistica;
  3. innovazione digitale, per rafforzare la DAD;
  4. formazione iniziale e il reclutamento del personale docente della scuola secondaria di I e II grado, con riferimento alla previsione di nuovi modelli di formazione e selezione;
  5. consolidamento e sviluppo della rete dei servizi di educazione e di istruzione per i bambini da 0 sino a 6 anni;
  6. rilancio della qualità del servizio scolastico durante l’emergenza.

di Lucia Azzolina – 21 aprile 2020 13:00
Ho firmato l’atto che istituisce presso il Ministero dell’Istruzione il comitato di esperti che ci aiuterà a mettere a punto il nostro Piano per la Scuola.
Un progetto ampio, complessivo, per uscire dall’emergenza ma guardando oltre. Serve un approccio resiliente per superare questa crisi: possiamo farlo costruendo insieme una scuola migliore. È una strada obbligata se non vogliamo disperdere i tanti sacrifici fatti in queste settimane. L’emergenza ha ricordato a tutti la centralità del sistema d’Istruzione. Ma ha anche evidenziato le criticità che la scuola italiana sconta da anni. Troppi anni e troppi ritardi. Digitalizzazione, formazione, edilizia: priorità su cui non può più esserci alcuna esitazione. Un esempio: quando due anni fa da parlamentare ho iniziato a parlare di classi pollaio e presentato una proposta di legge, in pochi hanno raccolto l’urgenza di quel tipo di intervento. Oggi invece tutti si accorgono che con un’emergenza sanitaria in corso la composizione troppo numerosa delle classi è un ostacolo non solo per la didattica ma anche per la sicurezza.
È arrivato il momento di lavorare sul dopo. E dobbiamo farlo subito.
Del gruppo di lavoro che abbiamo costituito fanno parte esperti di altissimo livello che ci aiuteranno, naturalmente a titolo gratuito, a progettare la nuova scuola che dovrà nascere dall’emergenza. Chiederemo loro di formulare proposte che vaglieremo con attenzione. Qui l’elenco dei 18 componenti: https://www.miur.gov.it/…/coronavirus-azzolina-istituito-co…
P.S.
Il comitato che ho appena istituito lavora sul ‘dopo’. Altra cosa è la task force per le emergenze educative: una struttura operativa che esiste da anni, composta da dipendenti ministeriali e rappresentanti degli uffici regionali. Al lavoro già da fine febbraio, senza compensi extra, ha permesso ad esempio di raggiungere le scuole delle ex zone rosse o di offrire supporto psicologico a docenti e studenti. A loro chiedo di continuare a lavorare nelle prossime settimane con la stessa dedizione e passione.

di Maria Silvia Griva – 21 aprile 2020 20:00
Dirigenti scolastici, dirigenti tecnici ministeriali, di ambito territoriale e di US regionale,, professori universitari ordinari ed associati, ricercatori, amministratori delegati, CEO, il Concilio Vaticano II…
1 solo docente di scuola pubblica dell’obbligo formativo (fino ai 18 anni)
5Stelle: su scuola e istruzione FATE SCHIFO.

Un gruppo di eccelsi che, lontani dal frastuono delle aule, possono esprimere “vision” e dare nuova “mission” alla scuola. Per esserne parte bisogna NON essere insegnanti normali, ma accademici, amministratori delegati o esponenti della cultura cattolica. Siamo vicini alla collega Lorella che rischia di fare la foglia di fico del comitato.

ESPERTI, MA NON DI SCUOLA

Il Comitato di “Esperti” per il piano scuola nominato dalla ministra Azzolina
è come sempre fatto nella quasi totalità da persone che non insegnano nella scuola.
di Gilda degli insegnanti della provincia di Venezia, 22.4.2020
Nel periodo di emergenza COVOD 19 ci mancava anche la nomina da parte della Ministra Azzolina di una Task Force di esperti che dovrebbe dare indicazioni per l’avvio dell’anno scolastico e per i problemi che la scuola italiana sta affrontando in questi mesi.
Come è successo anche con i precedenti governi la scelta è andata a personalità di “prestigio” che non insegnano nella scuola e poco sanno di didattica concreta, fatta sulla propria pelle giorno dopo giorno. L’unica anomalia nella composizione del Comitato è la presenza della collega Carimali Lorella, denominata non si sa perché Dott.ssa invece che Professoressa, quasi fosse necessario sminuire il suo ruolo vicino a così tanti luminari. Evidentemente nella testa della Ministra i Prof. sono solo quelli Universitari che, tutti sanno, svolgono di norma lezioni in presenza o in videoconferenza ex cathedra con modalità molto distanti dalla necessaria interazione comunicativa con gli studenti.
Il Presidente Patrizio Bianchi in quota PD, amico di Prodi, già assessore per l’istruzione dell’Emilia Romagna, esperto in politica industriale è sicuramente apprezzato economista ma poco ha a che vedere con i problemi dell’istruzione. Le sue proposte sul riordino dell’istruzione professionale non hanno avuto effetti positivi, tutt’altro. Tra i 18 componenti sono ovviamente presenti due dirigenti scolastici e due dirigenti ministeriali che per la loro funzione NON INSEGNANO. Poi abbiamo SEI professori universitari: il nipote del mitico Sandulli, già ordinario di Diritto amministrativo della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa (??) e ora alla LUISS (!!), la prof.ssa Lucangeli dell’Università di Padova esperta in processi maturazionali del neurosviluppo con particolare attenzione al rapporto tra apprendimento ed emozioni (?), la prof.ssa Riva Mariagrazia, Dell’Università Bicocca che sta lavorando quest’anno sulla consulenza clinica nella formazione (?), il prof. Giulio Ceppi, ricercatore presso il Politecnico di Milano nel campo del design industriale (???), il prof. Alberto Melloni docente a Modena di Storia del Cristianesimo e delle Chiese (???????????), il prof. Mario Ricciardi, ex professore associato di Diritto del Lavoro e delle Relazioni industriali presso l’Università di Bologna.
Poi arrivano gli splendidi esempi di espertissimi. Abbiamo la dott.ssa Cristina Pozzi a.d. di Impactschool che realizza attività di formazione gratuite nelle scuole e nelle università e lavora con le aziende, per formare manager e dipendenti e ispirarli nel processo di innovazione, il dott. Andrea Quavici a.d. di SOGEI che dovrebbe gestire e accompagnare il processo di trasformazione digitale della Pubblica amministrazione, la Dott.ssa Riccardo Flavia, ricercatrice presso l’Istituto Superiore di Sanità, il Prof. Villani Alberto, Presidente della Società Italiana di Pediatria e infine Prof. Salatin Arduino, IUSVE – Istituto universitario salesiano Venezia aggregato alla Pontificia Università Salesiana di Roma, già consulente di INDIRE e del MIUR nel tempo della Buona Scuola.
In sintesi un comitato formato da funzionari del Ministero, da accademici universitari e da esperti con il compito di spingere verso l’innovazione e la didattica a distanza nella prospettiva di una nuova organizzazione della scuola con l’evidente imprinting del cattocomunismo di tradizione.
Come si può notare LA SCUOLA VERA, QUELLA FATTA DAI DOCENTI E’ ASSENTE. Nell’immaginario della Ministra, come del resto succedeva per Berlinguer, Gelmini, Giannini, ecc. esiste una gerarchia oligarchica che è chiamata a pensare e organizzare la scuola del futuro. Un gruppo di eccelsi che, lontani dal frastuono delle aule, possono esprimere “vision” e dare nuova “mission” alla scuola. Per esserne parte bisogna NON essere insegnanti normali, ma accademici, amministratori delegati o esponenti della cultura cattolica. Siamo vicini alla collega Lorella che rischia di fare la foglia di fico del comitato.
Complimenti alle scelte della Ministra Azzolina.

 “Dillo al Ministro”, il documento con le richieste del personale della scuola

di Fabrizio De Angelis – 16 settembre 2019

Negli ultimi dieci anni il numero dei minori che vivono in povertà assoluta è più che triplicato, passando dal 3,7% del 2008 al 12.5% del 2018. Oggi sono 1,2 milioni i bambini che non hanno i beni indispensabili per condurre una vita accettabile. La crisi economica, tra il 2011 e il 2014, ha contribuito al peggioramento della situazione di questi minori: in questo periodo la percentuale di minori in condizioni di povertà è salita dal 5% al 10% trasformandosi in una vera e propria emergenza.

I minori in povertà assoluta sono invece 1.260.000 (12,6% rispetto all’8,4% degli individui a livello nazionale). L’incidenza varia da un minimo del 10,1% nel Centro fino a un massimo del 15,7% nel Mezzogiorno; rispetto al 2017, si registra una sostanziale stabilità e prevale nelle aree metropolitame. Disaggregando per età, l’incidenza presenta i valori più elevati nelle classi 7-13 anni (13,4%) e 14-17 anni (12,9%) rispetto alle classi 0-3 anni e 4-6 anni (11,5% circa). Le famiglie con minori in povertà assoluta sono oltre 725mila, con un’incidenza dell’11,3% (oltre quattro punti più alta del 7,0% medio nazionale). La maggiore criticità per le famiglie con minori emerge non solo in termini di incidenza, ma anche di intensità della povertà: questa è, infatti, al 20,8% (rispetto al 19,4% del dato nazionale). Le famiglie con minori sono quindi più spesso povere, e se povere, lo sono più delle altre.

Così si fanno le riforme in questo paese, come ho scritto nell’articolo: si lanciano “ballon d’essai”, si lascia che i fessi si sfoghino a protestare e a dibattere, ignorandoli con occhio sornione, poi si torna alla carica per indottrinare – indottrinare, non discutere. Infine, si fa un altro passo avanti di fatto, e poi un altro, e un altro ancora. Fino a che ci si trova di fronte a una realtà cambiata in modo irreversibile e tutta la discussione è stata una logomachia riservata ai fessi. Quali siamo. Ci vorrebbe una vigorosa protesta di massa. Ma ormai tutti sono esausti…
Giorgio Israel
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La vetrina della scuola migliore e futura ovvero un’altra riforma epocale calata dall’alto? ultima modifica: 2020-04-23T13:09:49+02:00 da Gilda Venezia
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