Maestri e professori, gli stipendi rimarranno diversi

Gilda Venezia

dal blog di Gianfranco Scialpi, 25.7.2023.

Gilda Venezia

Maestri e professori. Una lettera di un lettore di tecnicadellascuola.it pone il problema della disparità stipemdiale. Illuminante la considerazione di A. Giuliani (Direttore).

Maestri e professori, una differenziazione stipendiale fuori luogo

Maestri e professori. La diversita stipendiale contestata da un lettore di tecnicadellascuola.it . L’autore G. Rota, probabilmente è un maestro. La lettera è molto articolata, supportata da una buona conoscenza delle vicende scolastiche degli ultimi decenni. L’intervento propone anche riferimenti normativi.
L’analisi parte dal contratto dove si registrano diversità di aumenti (chiamamoli così tra i maestri e i professori. Eppure “fanno parte del medesimo Collegio unitario e condividono lo stesso PTOF, RAV e Piano di Miglioramento…potrebbe motivare questa differenza ipotizzando che il lavoro alla Secondaria sia più pesante, rispetto a quello della Primaria ed Infanzia. Anche in questo caso la normativa scolastica/contrattuale vigente è disarmante: stando alla situazione attuale, oltre alle colleghe della scuola dell’Infanzia, dal 2022 anche lavorare come docenti nella scuola primaria viene riconosciuto come lavoro usurante. La scuola secondaria di primo grado è attualmente esclusa da questo beneficio, sebbene gli studi a disposizione confermino come l’usura psicofisica sia identica in tutti i livelli di insegnamento (e sappiamo poi tutti come non sia proprio così facile lavorare con alunni preadolescenti…).

La risposta di A. Giuliani è l’unica possibile

La lettera ha avuto un’articolata risposta del Direttore di tecnicadellascuola.it. Riconosce la validità degli argomenti proposti da G. Rota. A. Giuliani aggiunge la maggiore responsabilità civile e penale sui minori in caso di incidenti. La lunga risposta affronta il nodo più importante: l’quiparazione degli stipendi. Il Direttore individua in un miliardo di € ogni anno per conseguire l’obiettivo. Purtroppo scrive “Una cifra che di questi tempi nessun governo credo possa permettersi di dirottare verso i nostri pur valorosi insegnanti del primo ciclo”
Difficile ipotizzare una diversa conclusione. Il sistema Italia è significativamente indebitato (145% risptto al Pil), Dopo la pandemia l’Europa torna a bussare alla porta dell’Italia, perché s’impegni maggiormente per il rientro del debito.
Culturalmente il Paese, attraverso i suoi rappresentanti, non è molto propenso a spendere per l’istruzione. La mancata abolizione delle classi pollaio e dei sistemi di controllo e purificazione delle aule sono alcuni esempi di questa scarsa attenzione verso la scuola. (lato utente). Difficile che la politica sia interessata a migliorare l’esistenza degli insegnanti.

 

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Maestri e professori, gli stipendi rimarranno diversi ultima modifica: 2023-07-26T06:32:26+02:00 da
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