Movimento 5 Stelle e Lega: l’ircocervo alla prova

tuttoscuola_logo14Tuttoscuola, 21.5.2018

– L’ircocervo, animale mitologico per metà cervo e per metà caprone, che già Aristotele citava come esempio di un essere inesistente, è probabilmente l’immagine che meglio rende l’idea del tipo di alleanza politica stabilitasi in Italia, dopo le ultime elezioni, tra due soggetti politici che nella scorsa legislatura e in campagna elettorale si erano collocati ai poli opposti della geografia parlamentare: a destra, con pulsioni di destra estrema, la Lega, a sinistra, con pulsioni di sinistra estrema, il Movimento 5 Stelle, malgrado i suoi tentativi di svincolarsi dalla tradizionale dialettica destra-sinistra.

L’immagine dell’ircocervo è stata utilizzata polemicamente anche da Silvio Berlusconi qualche giorno fa nel tentativo di sventare in extremis l’accordo tra Salvini e Di Maio, che invece è stato alla fine raggiunto, anche se per definirlo i due partner hanno preferito usare il meno compromettente termine “contratto”.

Così l’ala più di destra del centro-destra, quella Lega (non più Nord) che Matteo Salvini ha attestato su posizioni duramente conservatrici e securitarie (espulsione in massa dei clandestini, ampia legittimazione dell’uso delle armi per legittima difesa, flat tax che favorisce i ceti medio-alti, sovranismo ostentato ecc.), ha finito per dialogare con un soggetto come il Movimento 5 Stelle che si è caratterizzato per aver rilanciato alcune parole d’ordine della sinistra estrema (reddito di cittadinanza, statalismo, deficit spending, lotta alla corruzione, euroscetticismo). A far da ponte tra i due partner il giustizialismo (pene più dure, nuove carceri, prescrizione più lunga) e la contestazione dei vincoli soprattutto finanziari derivanti dall’Europa comunitaria.

Interessante l’analisi del direttore de “La Stampa” Maurizio Molinari: il contratto di governo “pone il Paese di fronte a opportunità e rischi. Le opportunità hanno a che vedere con la lotta alle diseguaglianze (…): Cinquestelle e Lega hanno l’opportunità di dare una risposta innovativa (allo scontento). Se riusciranno a farlo consolideranno il rapporto con un nuovo tipo di elettorato e potranno dare un contributo di valore alla rinascita delle aspettative collettive. (…) Bisogna garantire protezione dal disagio. E una strada per farlo è aumentare la protezione dei diritti. (…) Un passaggio difficile che può essere affrontato, forse con significative possibilità di successo da forze politiche non tradizionali, espressioni della rivolta. Ma proprio perché i vincitori del 4 marzo esprimono la protesta vi sono dei rischi. Ovvero che anziché costruire, prevalga la volontà di demolire: non solo l’amministrazione pubblica, leggi, regolamenti e istituzioni ma i valori fondanti della Repubblica che accomunano il nostro Paese ai partner europei e atlantici”.

Il bivio di fronte al quale si trova l’inedita coalizione giallo-verde non è sciolto nel ‘contratto’, nel quale le contrapposte esigenze identitarie dei due partner anziché scontrarsi si sono sommate (l’esempio più chiaro è la coesistenza di flat tax e reddito di cittadinanza), mentre su altri temi si è preferito dire cose generiche, senza effettuare vere scelte. È il caso dei paragrafi riguardanti la scuola e l’università. Qui l’ircocervo diventa un animale assai più normale, e soprattutto assai più paziente: assomiglia all’asino, di cui da sempre si celebra la capacità di sopportare di tutto.

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Movimento 5 Stelle e Lega: l’ircocervo alla prova ultima modifica: 2018-05-22T05:08:50+01:00 da Gilda Venezia
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