Pensioni e quota 100: ecco il testo definitivo della manovra

di Stefano Agnoli, Andrea Ducci, Fabio Savelli, Mario Sensini, Fabio Sottocornola,
Il Corriere della Sera 9.8.2018

– Con la Quota 100 non ci saranno penalizzazioni ma l’assegno arriverà tre mesi dopo, che diventano sei per i dipendenti pubblici. Diminuisce il fondo per gli investimenti statali.

Pensioni e quota 100, primo assegno dopo tre mesi 

(Andrea Ducci) La riforma delle pensioni con l’introduzione di «quota 100» è uno dei capisaldi della manovra. Fortemente voluto dalla Lega è il provvedimento che, abbinato al reddito di cittadinanza, ha condizionato l’impianto della legge di Bilancio, poiché richiede 3,9 miliardi di euro per il 2019, una dote destinata ad essere aumentata di ulteriori 1,3 miliardi nel 2020 e di 1,7 miliardi l’anno successivo, per un totale di 5,6 miliardi nel 2021.

Il meccanismo ormai noto è quello che consente di anticipare la pensione a chi combina il doppio requisito di 62 anni di età con 38 anni di contributi. Consentendo così un’uscita anticipata dal mondo del lavoro, che sarà al massimo di 5 anni rispetto alla pensione di vecchiaia, fissata a 67 anni di età. Il provvedimento tuttora non è pronto ed è destinato ad essere definito con un decreto legge nelle prime settimane di gennaio. La legge di bilancio riporta infatti solo i saldi delle risorse necessarie a finanziare l’operazione. Per chi deciderà di utilizzare quota 100 non ci saranno penalizzazioni, salvo il fatto che l’assegno pensionistico sarà inferiore in virtù del minore numero di anni di contribuzione. La norma conterrà però una serie di paletti. A cominciare dalle cosidette finestre. In pratica, una volta raggiunta quota 100 il primo assegno con la pensione verrà percepito dopo tre mesi, una dilazione che potrebbe salire fino a sei mesi se il numero di domande per anticipare l’uscita dal lavoro dovesse essere superiore alle stime. Nel caso dei dipendenti pubblici la finestra è comunque di sei mesi, per effetto del preavviso di tre mesi. Un ulteriore vincolo consiste nel divieto di cumulo, ossia l’impossibilità di sommare alla pensione altri redditi da lavoro che superino il valore di 5 mila euro lordi all’anno. Il divieto di cumulo avrà una durata pari agli anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia a 67 anni. In caso, per esempio, di uscita a 63 anni (4 anni in anticipo) non sarà possibile cumulare per 4 anni. Secondo le previsioni del sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, nel 2019 dovrebbero essere 315 mila i lavoratori che andranno anticipatamente in pensione, ossia l’85% degli aventi diritto.

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Pensioni, si blocca la rivalutazione 

(Fabio Sottocornola) Chi riceve una pensione fino a 1.522 euro, pari quindi a tre volte il trattamento minimo, potrà continuare a contare sulla rivalutazione legata all’inflazione. Il nuovo meccanismo, invece, prevede una stretta a danno di chi percepisce assegni superiori. In particolare, sono sei le fasce di indicizzazione: per chi ha l’assegno compreso tra tre e quattro volte la minima, la rivalutazione non sarà al cento per cento bensì al 97%.

La percentuale scende al 77% per le pensioni comprese tra quattro e cinque volte la minima, mentre al 52% se l’assegno è tra cinque e sei volte il livello minimo.Avanti di questo passo, la percentuale scende al 47% per le pensioni tra sei e otto volte il minimo e al 45% per chi riceve una pensione tra otto e nove volte il minimo. La stretta termina con una gelata al 40% se la pensione è sopra le nove volte il minimo. Questa misura, che porterà a risparmi fino a 2,29 miliardi nel triennio 2019-2021, è stata però criticata, tra gli altri, dalle Acli perché «rischia di penalizzare un ceto medio che sta andando verso la soglia di povertà».

Un taglio agli assegni «d’oro»

(Stefano Agnoli) Il taglio delle cosiddette «pensioni d’oro» — cioè degli assegni previdenziali al di sopra della soglia simbolica dei 100 mila euro lordi all’anno — è stato un altro dei provvedimenti bandiera dei pentastellati, mentre sul fronte della Lega ha suscitato perplessità.

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Pensioni e quota 100: ecco il testo definitivo della manovra ultima modifica: 2018-12-23T21:49:55+01:00 da Gilda Venezia
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