Pensioni, la riforma è più lontana: la Quota 100 nella Manovra non c’è

Today, 1.11.2018

– Nella legge di bilancio presentata al Parlamento non c’è né quota 100 né quota 41 né il taglio alle pensioni d’oro ma Salvini assicura: “Nell’arco del 2019 ci saranno tre o quattro finestre per le pensioni anticipate”.

– Pensioni e quota 100, tutte le novità della manovra del Governo Conte.

Il reddito di cittadinanza, così come la riforma delle pensioni con quota 100, resta fuori dalla legge di Bilancio e sarà introdotto nel dettaglio con “appositi provvedimenti”. Nella manovra che il governo ha presentato al Parlamento non c’è che un fondo per la revisione della legge Fornero ma le pensioni restano il tema più caldo e sensibile nella partita politica sulla manovra 2019 con l’Europa. Non stupisce quindi che ogni giorno vi siano novità e speculazioni su bozze e nuove ipotesi di riforma dell’età pensionabile. La notizia del giorno è una sorta di conferma di quanto avevamo già scritto e che il vicepremier Matteo Salvini mette nero su bianco nel nuovo libro di Bruno Vespa in uscita il prossimo 7 novembre.

Il tema è quello della quota 100, ovvero l’introduzione di una flessibilità per l’età di pensionamento per favorire l’uscita dal mondo del lavoro di chi ha raggiunto il requisito dei 62 anni di anzianità e 38 anni di contributi. “Nell’arco del 2019 ci saranno tre o quattro finestre per procedere a scaglioni” spiega il ministro dell’Interno che conferma l’intenzione di evitare un esodo massiccio di dipendenti Statali.

‘Se mi dicono che di botto se ne vanno in pensione centomila persone in settori chiave dell’amministrazione pubblica come le scuole e gli ospedali è ovvio che non possiamo consentirlo. Dobbiamo provvedere gradualmente e con giudizio per evitare esodi di massa”

Il leader della Lega conferma tuttavia come l’obiettivo resta quello di quota 41, ovvero consentire uno scivolo pensionistico a tutti gli taliani che versano contributi previdenziali da 41 anni  indipendentemente dall’età anagrafica. La “Quota 41” che trovava ampio spazio in campagna elettorale infatti non è presente nella prossima Legge di Bilancio. Quota 41 sarà forse in futuro un’opzione a favore dei cosiddetti lavoratori “precoci” ma come aveva già spiegato Salvini in occasione di presentazione del Def il governo Conte ha accantonato l’opzione nell’orizzonte dei 5 anni di legislatura.
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Contributo di solidarietà: prende forma il taglio delle pensioni d’oro

Nella legge di bilancio 2019 presentata in Parlamento non c’è neppure la norma sul cosiddetto taglio alle pensioni d’oro che, a quanto si apprende da fonti del Governo – sarà inserita nella legge di bilancio nel corso dei lavori in Commissione. L’accordo tra Lega e 5 stelle esclude dal Contributo di solidarietà le pensioni contributive, le pensioni sotto i 90 mila euro e le casse complementari.
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Quota 100 a tempo: le ultime notizie sulle pensioni

Ma come sarà dunque questa riforma delle pensioni? Le norme che introdurranno forme di flessibilità sull’età pensionabile saranno introdotte verosimilmente dal 2019, ma con una legge successiva a quella di bilancio. Inoltre come confermato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria alla delegazione della Commissione economia del Parlamento europeo “la riforma della legge Fornero è finanziata per tre anni, poi ne saranno valutati gli effetti”. Ovvero secondo una norma del pacchetto pensioni – se confermata nel percorso di conversione – a poter beneficiare dell’ormai nota quota 100 sarebbe una platea ridotta, secondo lo schema dalla finestra mobile per i privati e del preavviso per gli Statali e – se confermata la transitorietà della misura – solo per chi avrà maturato i requisiti entro il 2021.
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Legge di Bilancio: tutte le misure

Nei 108 articoli della legge di Bilancio inviata alle Camere vi sono la flat tax al 15% per gli autonomi e una mini-Ires per le aziende che reinvestiranno gli utili. Prorogati gli sgravi per le assunzioni al Sud e aumentato di 1 miliardo il fondo sanitario nazionale.

Nella relazione tecnica alla legge sono contenute le specifiche delle misure-emblema della manovra. Previsti 9 miliardi l’anno per il reddito di cittadinanza che ingloberà i fondi del reddito di inclusione (ma come detto sarà introdotto nel dettaglio con “appositi provvedimenti“). Nella bozza sono previsti due miliardi tra il 2019 e il 2020 (uno all’anno) per migliorare il funzionamento (assumendo personale e automatizzandoli) dei centri per l’impiego senza i quali la norma sul reddito di cittadinanza diventa impraticabile

Prevista una norma che prevede una riduzione di ben l’80% dei trasferimenti per quelle Regioni che non tagliano i vitalizi di governatori e consiglieri regionali.

Istituito un ‘Fondo per il ristoro dei risparmiatori’, fondo destinato alle vittime delle crisi bancarie. Previsto uno stanziamento di 525 mln di euro per il triennio 2019-2021 per quei risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto e riconosciuto con sentenza del giudice o attraverso la pronuncia dell’Arbitro per le controversie finanziarie.

Prevista un’ondata di assunzioni a tempo indeterminato nella PA a favore delle amministrazioni dello Stato, degli enti pubblici non economici nazionali e delle agenzie tramite concorso. Previste anche assunzioni straordinarie nelle forze di Polizia, nei Vigili del Fuoco. Previste inoltre 1000 assunzioni per chiamata diretta per i ricercatori universitari.

Per quanto riguarda il comparto scuola prevista la” trasformazione, da tempo parziale a tempo pieno, del rapporto di lavoro degli assistenti amministrativi e tecnici assunti nell’anno scolastico 2018/2019″. Verranno inoltre tassate le ripetizioni: l’aliquota è stata stabilita nel 15%.

Nasce la ‘Centrale di progettazione per le opere pubbliche‘, istituita a partire dal 1° gennaio 2019. La Centrale si occuperà della fattibilità tecnica ed economica dei progetti, progettazione, gestione delle procedure d’appalto, assistenza tecnica alle amministrazioni. Mentre a InvestItalia è attribuita, tra gli altri compiti, quelli di “analisi e valutazione di programmi di investimento riguardanti le infrastrutture materiali e immateriali; valutazione delle esigenze di riammodernamento delle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni; verifica degli stati di avanzamento dei progetti infrastrutturali”.

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Pensioni, la riforma è più lontana: la Quota 100 nella Manovra non c’è ultima modifica: 2018-11-02T06:23:44+00:00 da Gilda Venezia

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