Protocollo COVID e RSU: stiamo attenti

di ,  Associazione Docenti Articolo 33, 21.5.2020

– L’accordo relativo all’applicazione del protocollo sulla sicurezza per gli esami di Stato di secondo grado in presenza, firmato da Flc-Cgil, Cisl, Uil, Snals e Anief prevede il coinvolgimento delle RSU per sua applicazione a livello di singola scuola. Come è noto la Gilda degli Insegnanti non ha sottoscritto l’accordo mettendo in rilievo le carenze e le contraddizioni presenti nel protocollo nazionale.

Appare infatti evidente che l’Amministrazione e i Dirigenti Scolastici hanno cercato di scaricare su docenti e studenti responsabilità proprie con il solito metodo dell’autocertificazione (si dovrebbe autocertificare di non avere la febbre, di non avere avuto sintomi pericolosi nei giorni precedenti l’esame, ecc.) evitando di predisporre il controllo della temperatura e la possibilità di chiedere di essere sottoposti gratuitamente al test sierologico.

Il gioco dello scaricabarile rischia di coinvolgere direttamente le RSU di Istituto che potrebbero essere chiamate a sottoscrivere accordi formali per l’applicazione del protocollo sanitario nelle singole scuole. E’ vero che il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro è di competenza delle RSU e che esse esprimono il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), ma è da rimarcare che la responsabilità diretta è sempre del Dirigente Scolastico che si avvale del RSSP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) da lui scelto e retribuito dalla scuola.

E’ bene pertanto evitare che accordi formali tra RSU e Dirigenza Scolastica servano solo a creare confusione sulle responsabilità relative all’applicazione del protocollo. Alle RSU spetta l’informativa e la verifica attraverso il RLS dell’applicazione del protocollo facendo, se necessario, le opportune proposte e critiche rivolte alla dirigenza.

Consigliamo quindi di evitare inutili riunioni delle RSU senza che sia predisposta dalla dirigenza una proposta di organizzazione del lavoro e di applicazione dei protocolli. Evitiamo di firmare accordi con la dirigenza. Basta la semplice informativa che potrà essere oggetto di confronto successivo solo in caso di forzature nell’organizzazione del lavoro e di evidente carenza  nell’ applicazione del protocollo.

Sappiamo che altre organizzazioni sindacali credono che questa sia una occasione di valorizzazione della contrattazione delle RSU, ma il rischio è che diventi l’occasione per una corresponsabilità di scelte che spettano solo ad una parte. Non è un caso che le organizzazioni firmatarie dell’accordo nazionale siano anche rappresentanti dei dirigenti scolastici. La Gilda degli Insegnanti per scelta e Statuto non rappresenta i dirigenti scolastici  (sedicenti “datori di lavoro”) e rivendica la netta separazione delle responsabilità nell’applicazione di un protocollo lacunoso e che non deve diventare punto di riferimento per la ripartenza delle scuole il 1 settembre 2020.

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Protocollo COVID e RSU: stiamo attenti ultima modifica: 2020-05-22T06:15:00+02:00 da Gilda Venezia
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