“Psicologi a scuola, a fianco dei docenti, genitori non più punto di riferimento”. La proposta del presidente psicologi italiani

rando-gurrieri_logo1Studio Rando Gurrieri, 25.4.2018

“I genitori non sono più punto di riferimento per i propri figli, né in positivo né in negativo”. Parole che pesano come pietre, quelle pronunciate non da un educatore qualunque, ma dalle Presidente del Consiglio Nazionale degli psicologi italiani, Fulvio Giardina.

Giardina, in una intervista concessa al quotidiano Torinese La Stampa nella giornata di ieri, ha parlato della emergenza bullismo, che nelle ultime settimane è stata più che mai al centro dei riflettori a causa di molteplici episodi di violenza, anche a danno di numerosi docenti.
Il bullismo, ha affermato lo psicologo, trae origine da una insufficienza educativa ma anche dall´abuso della tecnologia da parte dei ragazzi e da un deficit relazionale. Per questo, ha aggiunto, occorre che, in ogni scuola, i docenti siano affiancati da psicologi che, senza una presenza stabile in classe e senza minimamente invadere il ruolo degli insegnanti perché non è questo il loro compito, possano colmare le carenze relazionali ed essere di supporto agli stessi docenti.
La proposta, ha detto Giardina, era stata già trasmessa al Ministero dell´istruzione, cui l´ordine degli psicologi aveva proposto, ad experimentum, di partire con 100 scuole. ma, ad oggi, nessuna risposta era pervenuta, ed è per questo, ha concluso il Presidente del Consiglio nazionale, auspichiamo che il prossimo governo, qualunque esso sia, possa prenderla in carica.
In effetti, la proposta degli psicologi sembra andare nella direzione giusta. Sarebbe infatti illusorio pensare di contrastare un fenomeno tanto diffuso con un intervento esclusivamente repressivo, come peraltro reso evidente dal fallimento di analoghe ricette per il contrasto a fenomeni analoghi, anche attinenti alla repressione della microcriminalità. Così come, in ogni caso, non si può nemmeno pensare di “militarizzare” la scuola, come in questi giorni difficili qualcuno ha prospettato, addirittura con la presenza di un rappresentante delle forze dell´ordine per ogni plesso.
la proposta degli psicologi merita di essere attentamente considerata.
Le limitatissime risorse economiche occorrenti per la sua piena implementazione Inoltre non dovrebbero essere poste a carico degli istituti ma del Ministero, dunque dello Stato, ma si tratterebbe di un investimento non solo importante ma anche utilissimo, perché eliminerebbe, o quantomeno ridurrebbe, i costi anche sociali del fenomeno.
I Comuni, per il resto, si stanno attrezzando, anzi alcuni comuni virtuosi si sono attrezzati già da anni, istituendo, soprattutto nei quartieri più a rischio devianza, delle equipes di psicologi, mediatori culturali, assistenti sociali ed altre figure specializzate per affiancare i dirigenti scolastici e i docenti in compiti di prevenzione del bullismo e di altri fenomeni di devianza all´interno delle scuole. Ed in questa fase così delicata, in attesa di interventi organici e strutturali, questo è quanto le comunità scolastiche potrebbero richiedere ai propri sindaci.
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“Psicologi a scuola, a fianco dei docenti, genitori non più punto di riferimento”. La proposta del presidente psicologi italiani ultima modifica: 2018-04-26T05:16:32+01:00 da Gilda Venezia
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