Quota 100 svuota la scuola: 40mila in pensione e nessuna sostituzione prevista

QuiFinanza, 21.7.2019

– Il prossimo anno scolastico potrebbe essere il più “precario” di sempre: l’ondata di pensionamenti non sarà compensata da stabilizzazioni.

Esodo in vista per la scuola italiana. E non stiamo parlando di quello relativo alle ferie estive, ma di uno ben più grave che avverrà a partire dal 1° settembre.

Secondo alcune stime basate su dati INPS, con l’inizio del nuovo anno il sistema scolastico italiano potrà contare su 40 mila docenti di ruolo in meno. Nessun licenziamento di massa, ovviamente, ma il risultato congiunto dei pensionamenti “naturali” e quelli dovuti a Quota 100. Le uscite certificate dall’Istituto previdenziale sono poco meno di 20 mila (19.853, come emerge da un’interrogazione parlamentare della Deputata Lucia Azzolina del M5s), mentre quelle anticipate dovute a Quota 100 sono 22.200 circa (15.371 insegnanti più 6.826 amministrativi).

Un problema acuito, secondo alcune sigle sindacali, dalla decisione del Governo di non “postare” alcuna cifra nella Legge di Bilancio per avviare processi di stabilizzazione dei precari storici della scuola italiana. I 40 mila posti vacanti saranno dunque occupati da insegnanti precari, che vedranno nuovamente svanire la possibilità di essere stabilizzati dopo anni e anni di supplenze mensili o annuali.

Come sottolineato da Roberto Della Ragione, portavoce del Coordinamento nazionale docenti Gae-Gm-vincitori di concorso, già nella Legge di Bilancio 2018 non erano stati inseriti fondi per programmare la trasformazione dell’organico di fatto (ossia, di chi effettivamente lavora nella scuola) in organico di diritto (ossia gli assunti a tempo indeterminato) e, visto l’andamento della discussione istituzionale, si rischia di fare il bis con la Legge di Bilancio 2019.

Certo, nelle prossime settimane saranno pubblicati i bandi di concorso sia per la scuola primaria sia per la scuola secondaria di primo e secondo grado, ma la situazione resta comunque critica. Anche se dovesse essere utilizzata una procedura sprint, nella migliore delle ipotesi le assunzioni non avverrebbero prima del settembre 2020. Insomma, per decine di migliaia di docenti italiani si prospetta un altro anno scolastico in bilico.

E non solo per loro. A pagare per questa incertezza saranno anche gli alunni, costretti a cambiare docente a ogni inizio anno scolastico, a tutto discapito della continuità didattica e di insegnamento. Lo scorso anno il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti aveva indicato a “quota 80 mila” la soglia massima di docenti precari nell’organico scolastico. Previsione non rispettata nell’anno scolastico 2018/19, quando le supplenze si sono attestate a circa 95 mila e che rischia di essere doppiata per il prossimo anno. Secondo le previsioni, infatti, l’anno scolastico 2019/2020 potrebbe iniziare con 160 mila docenti precari seduti in cattedra.

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Quota 100 svuota la scuola: 40mila in pensione e nessuna sostituzione prevista ultima modifica: 2019-07-21T18:38:32+02:00 da Gilda Venezia
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