Quota 102, 104… Ancora una volta il lavoro dei docenti non è considerato usurante

Gilda Veneziadalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 23.10.2021.

Si torna di fatto alla legge Fornero. La proposta della Gilda è una soluzione possibile.

Gilda Venezia

Le ultime ipotesi di “riforma” pensionistica che dovrebbe segnare il definitivo superamento della famosa quota 100 segnano un arretramento per i docenti della scuola statale.
I nati negli anno 1960, 1961 potrebbero essere i più penalizzati dal possibile scalone che si verrebbe a determinare con la fine di quota 100.
Il principio su cui si muove il governo è quello dell’età a prescindere dai contributi versati. Calcolando i contributi  e l’anzianità di servizio, in particolare nella scuola, conviene di fatto aspettare il conseguimento dei termini stabiliti dalla legge Fornero (41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, 42 e 10 mesi per gli uomini) anche perchè non ci dovrebbero essere penalizzazioni sostanziali sul montante complessivo, anche se nel 2021 si calcola una riduzione del coefficente derivato dalla drastica riduzione del PIL nel periodo di pandemia.

Per effetto dell’aumento dell’età per andare in pensione moltissimi rischiano di andare in pensione con quote  ben superiori a  102, 103, ecc. mettendo insieme età e anni di servizio.

Si era parlato nei giorni precedenti di riconoscimento del lavoro usurante per i docenti della scuola primaria (bene!) e per i collaboratori scolastici (con molte perplessità) cui sarebbe stato destinato un provvedimento di anticipo pensionistico. Sembra che la proposta sia caduta definitivamente anche perchè non si sarebbe capito il motivo dell’esclusione dei docenti della scuola secondaria che hanno un livello di usura nel loro lavoro uguale ai loro colleghi della primaria (l’infanzia è già compresa tra i lavoro usuranti), senza contare l’effetto di trascinamento del concetto di “usura” in altre categorie.

Nel caos di questi giorni è paradossale che il Ministero dell’Istruzione abbia anticipato al 31 ottobre i termini per la domanda di quiescenza non consentendo ad una più vasta platea di interessati di avvalersi di nuove normative in itinere.

A questo punto riteniamo si debba puntare su soluzioni alternative, visto che al momento la legge Fornero resta il riferimento per le pensioni.

La Gilda degli Insegnanti da anni chiede che sia introdotta la possibilità per i docenti che possono andare in pensione di avvalersi volontariamente di un part-time a parità stipendiale che consentirebbe di alleggerire il peso della lezione frontale e di dedicarsi alle progettualità della scuola o per svolgere funzioni importanti che abbisognano di esperienza e competenza professionale (ad esempio la figure di tutor per i neo immessi in ruolo, la figura di membro del comitato di valutazione, funzioni di formazione e organizzazione, ecc.).
In tutti gli ordini di scuola sarebbe una opportunità per evitare lo stress lavoro correlato, l’elemento di fatica e usura che comporta la lezione frontale o laboratoriale soprattutto per i docenti impegnati in più classi e sezioni. Sarebbe in ogni caso il riconoscimento formale di una esperienza professionale valorizzata all’interno della comunità scolastica. Il provvedimento proposto dalla Gilda sarebbe ovviamente oneroso, ma eviterebbe di far pesare sul Fondo dell’Istituzione Scolastica parte degli oneri per funzioni accessorie che potrebbero essere svolte dai docenti anziani.

 

Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia

 

 

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Quota 102, 104… Ancora una volta il lavoro dei docenti non è considerato usurante ultima modifica: 2021-10-24T11:56:01+02:00 da Gilda Venezia
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