Riforma pensioni 2019, ultimissime novità su quota 100 e stop adv oggi 28/10

di Erica Venditti, Pensioni per tutti, 28.10.2018

 

– Le ultime novità al 28 ottobre 2018 giungono da un interessante articolo di Repubblica che titola ‘Quota 100 scatta già da quest’anno’, in cui si spiega come chi voglia optare per la quota 100 dal prossimo anno potrà maturare i requisiti necessari, 38 anni id contributi e 62 anagrafici, già da subito. Infatti chi riuscirà a maturare i requisiti imposti per l’accesso anticipato entro il 31/12/2018 potrà andare in pensione già con la prima finestra utile nel 2019. Novità giungono anche in merito allo stop dell’aspettativa di vita sia per le pensioni anticipate quanto per quelle di vecchiaia, tutti i dettagli.

Pensioni anticipate 2019 con quota 100: i requisiti valgono da subito

Come dice Repubblica  Quota 100 scatta già da quest’anno, cosa significa? In buona sostanza i requisiti sono maturabili da subito, chi avrà la fortuna di centrare entrambi i paletti : 62 anni d’età e 38 fissi di contributi entro il 31/12/2018, potrà considerarsi in pensione, infatti potrà accedervi già con la prima finestra utile che cadrà ad aprile 2019 se il lavoratore è dipendente privato mentre slitterà per gli statali a giungo 2019.

Pare inoltre, si legge nell’articolo di Repubblica, che la quota 100 preveda un massimo di tre anni figurativi. Attraverso la pace contributiva si potranno colmare i buchi previdenziali dei singoli al fine di arrivare con più facilità al montante, inoltre la pace contributiva porta vantaggio sia al datore di lavoro, che deduce l’importo versato, quanto al lavoratore, che potrà detrarre la somma. Possibile in modo vantaggioso anche il riscatto della laurea e a detrarre potrebbero esse nonni o  genitori. Sempre più probabile lo stop dell’aspettativa di vita.

 

Pensioni 2019, verso stop adv per tutti a condizioni differenti

Il Governo starebbe mettendo a punto nella riforma pensioni 2019 anche il blocco dell’aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita. Il blocco non sarà solo per le pensioni anticipate , che resteranno quindi 42 anni e 10 mesi per gli uomini anche nel 2019 e 41 anni e 10 mesi per le donne, ma anche per le pensioni di anzianità. Sebbene per queste ultime non sarà da subito.

Infatti nel 2019 l’età pensionabile per la vecchiaia salirà a 67 anni, ma poi verrà congelata fino al 2022, bloccando futuri aumenti della stessa per gli anni a venire, questo il piano del Governo per cercare di accontentare nel breve periodo le richieste di tutti. Non è ancora chiaro se la Quota 100 sarà collegato all’incremento dell’aspettativa di vita, portando dunque poi nel tempo il paletto anagrafico ad aumentare o se invece ne sarà esente.

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Pensioni anticipate 2018-2019, quota 100 giusta per chi ha 64+41 di contributi?

Così ci scrive il lavoratore Gianni Piccin: Ho 41 anni di contributi…64 eta’ …ma non precoce (che in Previdenza non vuol dir niente). I 41 di lavoro se li completi dopo i 65 anni sono più duri che iniziarli prima dei 18. E che Qualcuno dica l’incontrario! A seguito di questa sua affermazione, che ci è parsa comunque interessante sulla diatriba attuale relativa al fatto che la quota 41 avrebbe dovuto avere priorità, a detta di chi precoce ha alle spalle 41 anni di contributi ed ha iniziato a lavorare giovane, rispetto alla quota 100, che manderebbe in pensione, premiando, chi ha lavorato meno, abbiamo deciso di contattare il lavoratore, quarantunista ma ‘anziano’ affinché potesse raccontarci perché la quota 100 per questa categoria, che lui ha definito border ages , è migliore rispetto alla quota 41.

Pensioni 2019, quota 100 ok priorità sulla Q41 per chi ha 64+41

“Sono un lavoratore di 64 anni di eta’ che ha maturato lavorando per 41 anni in fabbrica i relativi contributi effettivi con continuità e senza nessuna interruzione o scopertura contributiva. Non sono un precoce perché in quegli anni ho impegnato a tempo pieno il mio sforzo sullo studio professionale per conseguire un titolo di studio privandomi dei benefici del tempo libero e degli svaghi dei miei amici impegnati durante la giornata al lavoro e la sera ed il weekend al tempo libero. Mentre il mio impegno era totale sullo studio e sull’aiuto alla famiglia.
Allora qualcuno mi spiega il diritto e la priorità del precoce di 41 anni di contributi rispetto al 41 anni di contributi che ha trascorso la sua precocità sullo studio?

Poi aggiunge avvalorando la sua osservazione: “E ora a 64..tra qualche mese 65 si trova ancora a lavorare in fabbrica con una stanchezza mentale dei 41 anni lavorati e dei 65 anni di vecchiaia. 41 anni di lavoro sono più duri se iniziati da precoce con forza giovane e vigore o se finiti da vecchio con stanchezza fisica e mentale, mentre si è quotidianamente a contatto con colleghi giovani e in forza e di capacità mentali più reattive e flessibili.  Diciamocelo 41 anni sono duri da lavorare per tutti e tutti hanno diritto di avere una giusta pensione, ma è meglio lavorarli iniziando da giovane che finirli da vecchio. E che qualcuno mi dica il contrario!” Poi abbiamo chiesto a Gianni di elencarci, a suo avviso quali sarebbero per un quarantunista anziano i punti di forza della quota 100 rispetto alla quota 41 per tutti.

 

Pensioni 2019, novità: punti di forza di quota 100 rispetto a quota 41

Fermo restando la premessa che il Governo nel rispetto del proprio programma scritto deve adottare da subito sia quota 100 che quota 41 x tutti. Per un problema ad oggi di coperture finanziare per evitare il defaut per investire 7/8mld in quota 100 + mld in quota 41 , per un giusto e meritato anticipo pensionistico è giusto dare priorità per esigenze di maggioranza di utenti pensionandi (compresi una grossa parte anche di quota 41non precoci e con l’aiuto della sospensione delle AdV dal 1/1/2019) alla quota 100. Cosi facendo si soddisfano le esigenze di 400.000 pensionandi nel 2019 per poi fare successivamente quota 41 per gli altri 200.000 utenti più giovani di età per raggiungere il traguardo complessivo del 100% degli utenti.  E’ vero hanno diritto tutti ad una meritata pensione ,ma la priorità viene rispettata guardando il problema a tutto tondo non dall’orticello dei precoci.

Fermo restando che ringraziamo Gianni Piccin per la sua preziosa testimonianza, nel suo caso, ci teniamo a sottolineare che la lotta dei precoci e dei quarantunisti che si sono presentati dinanzi a Di Maio lo avrebbe comunque ricompreso. Loro infatti hanno chiesto la  quota 41 per tutti, ragione per cui nessuna distinzione è stata fatta tra precoci e non precoci, ma semplicemente è stato chiesto che i contributi versati contino di più rispetto all’età. E dunque che la quota 41 sia senza se e senza ma, ossia priva di vincoli anagrafici. In questo caso sia lei, che ha studiato e poi lavorato per 41 anni avendone oggi 64, sia chi non ha avuto la fortuna di poter studiare ma è subito andato a lavorare ed oggi ne ha solo 58/59, attraverso la quota 41 per tutti sarebbe potuto andare in pensione. E a lei non sarebbe cambiato nulla in realtà, perché avrebbe comunque avuto accesso alla pensione da gennaio prossimo sia se fosse passata la quota 41 per tutti, come richiesta da precoci e quarantunisti, in attesa dei prossimi incontri decisivi con Di Maio, quanto ora con la quota 100 dai 62 anni. Con la differenza che secondo Patriarca, esperto previdenziale, sarà comunque penalizzante per chi ha oggi 41 anni di contributi versati ma soli 62 anni d’età andare in queiscenza con la quota 100, perché si arriverà a perdere circa l’8% dell’assegno.

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Riforma pensioni 2019, ultimissime novità su quota 100 e stop adv oggi 28/10 ultima modifica: 2018-10-28T22:06:13+00:00 da Gilda Venezia

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