Scuola, continuano le proteste dei docenti. Giannini: “Ci stiamo occupando della mobilità”

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di Salvo Intravaia,  la Repubblica,  8.82016 

– La ministra: “Quest’anno assunti 32mila prof e 10mila Ata. Con la Buona Scuola 90mila nuovi insegnanti. Una piccola parte sono soggetti a spostamento che sapevano per legge li avrebbe interessati”. I sindacati: anomalie dovute ad un algoritmo del Miur. L’assessora alla Scuola di Palermo: “Ripercussioni gravissime sulle persone e sulla Sicilia”

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Continuano le proteste degli insegnanti contro i trasferimenti di sede previsti dal piano di mobilità straordinario. E per ribadirlo stamattina i docenti sono scesi in piazza, in una manifestazione unitaria, a Bari, Catania, Palermo e Potenza. Il piano, infatti, riguarda in particolar modo insegnanti del Sud che a settembre saranno costretti a fare le valige per raggiungere una cattedra al Nord. “Ci stiamo occupando della mobilità, è un processo normale di questi tempi nel mondo della scuola, quest’anno c’è un piano di mobilità straordinario”, ha detto la ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini.

“Chi viene trasferito lo sapeva per legge e partono con un contratto in tasca a tempo indeterminato” ha aggiunto Giannini “la mobilità generale riguarda 200 mila insegnanti, una percentuale  inferiore al 10% sono i neo assunti in fase C”. Ma sindacati e lavoratori sono di diverso parere e denunciano un “esodo vergognoso” che sta “depauperando il Mezzogiorno”, per colpa di una legge, la 107 del 2015, “incostituzionale” e di un “algoritmo” che, in questa fase di mobilità, ha “sparpagliato gli insegnanti del Sud dal Tevere al Tagliamento, senza tener conto delle situazioni personali e familiari e dei tanti anni passati nella scuola”.

 Le novità per l’anno scolastico 2016-17. Un totale di 32mila insegnanti che entrano in ruolo da settembre e lo sblocco di 10 mila assunzioni per il personale Ata: sono alcune “novità importanti” per l’anno scolastico 2016-17 annunciate oggi dalla ministra dell’Istruzione Stefania Giannini che ha firmato i provvedimenti di assunzione. “C’è un organico – ha detto il ministro a Rainews 24 – ancora una volta arricchito: 32 mila insegnanti entrano in ruolo o per vittoria del concorso che si sta concludendo in queste settimane o per scorrimento delle graduatorie a esaurimento”.

Un’altra novità importante” riguarda il personale Ata: “finalmente si sblocca il piano di assunzioni del personale Ata, tutti coloro che fanno funzionare le scuole, che non sono meno importanti dei docenti. Ne assumiamo 10 mila, ho firmato il decreto la settimana scorsa”. “Sarà un anno scolastico – ha aggiunto la ministra Giannini – che porta novità positive per il mondo della scuola”.

“Gli spostamenti sono un fatto storico”. “La mobilità generale quest’anno riguarda 200 mila insegnanti. La stragrande maggioranza chiede come ogni anno il trasferimento, e lo ottiene, nelle sedi desiderate e limitrofe”. Chi invece deve spostarsi di più chilometri, in particolare dal Sud al Centro nord “è una percentuale inferiore al 10%”, sono “i neoassunti, i più giovani di servizio, entrati con la Buona scuola”, ha spiegato la ministra Giannini. Questi spostamenti, ha aggiunto il ministro, “derivano da un fatto storico del nostro Paese. I posti sono per lo più al Nord e al Centro Nord e la maggior parte delle persone che desidera fare l’insegnante, e a questo punto lo può fare con un contratto stabile e definitivo, viene dal Sud. E’ un processo che la scuola italiana ha sempre avuto”.

“I nuovi insegnanti sapevano”. “Ci stiamo occupando della mobilità, è un processo normale di questi tempi nel mondo della scuola, quest’anno la differenza è che è un piano di mobilità straordinario, perché lo scorso anno abbiamo approvato una legge dello Stato, la 107, la cosiddetta Buona Scuola che ha immesso 90mila nuovi insegnanti”, ha aggiunto Giannini. Di questi 90mila, ha sottolineato la ministra, “una piccola parte sono soggetti a uno spostamento che sapevano per legge li avrebbe interessati quest’anno”. “Con la differenza rispetto a quanto avveniva nel passato che partono con un contratto in tasca a tempo indeterminato ma che al momento in cui si fanno le valigie, pur sapendolo e avendo spontaneamente accettato questa inevitabile condizione che la legge prevede, chiaramente e comprensibilmente, dal mio punto di vista, hanno un disagio però si tratta di numeri”, ha aggiunto.

“Valutiamo caso per caso”. “Può capitare che su questi grandi numeri” della mobilità “ci siano segnalazioni di non corrispondenza tra quanto richiesto e quanto assegnato” a un insegnante. “Si tratta di capire se c’è un’anomalia o un’imperfezione. Caso per caso stiamo esaminando tutte le segnalazioni”, “garantendo a questi insegnanti la possibilità di avere la migliore condizione possibile entro le prossime settimane in modo che anche quest’anno scolastico inizi regolarmente”.

Il “contratto di mobilità condiviso con le sigle sindacali” – ha aggiunto Giannini – prevede “una procedura di conciliazione. E’ una normalità, fa parte del mondo della scuola per tutti quei casi in cui c’è una controversia. Sarà questo il modo in cui gli uffici scolastici regionali, in costante contatto con noi, affronteranno e stanno affrontando i casi segnalati. A noi spetta il compito di verificare che tutto si svolga regolarmente e che, dove serve, si possa intervenire”.

Le manifestazione. Un centinaio di docenti si è riunito a Potenza davanti all’Ufficio scolastico regionale per denunciare un “esodo vergognoso” che sta “depauperando il Mezzogiorno”, per colpa di una legge, la 107 del 2015, “incostituzionale” e di un “algoritmo” che, in questa fase di mobilità, ha “sparpagliato gli insegnanti del Sud dal Tevere al Tagliamento, senza tener conto delle situazioni personali e familiari e dei tanti anni passati nella scuola”.

A Palermo invece i manifestanti, riuniti in un sit in davanti alla Prefettura, chiedono al governo di aprire un tavolo interistituzionale per fermare l'”esodo” di docenti dalle scuole del Sud a quelle del Nord. “Chiediamo trasparenza e meritocrazia al prefetto di Palermo. Abbiamo lanciato un grido di allarme sociale e chiesto di sollecitare il governo affinché venga rivista la mobilità con una graduatoria vera che tenga conto dei titoli e del merito”, ha detto Maria Pia Labita del coordinamento semi precari della Scuola Palermo dopo l’incontro con il prefetto di Palermo Antonella De Miro. Davanti alla sede della prefettura c’è stato un presidio dei professori, i docenti per qualche minuto hanno bloccato la strada che è stata chiusa al traffico.

“Ripercussioni gravissime sulla Sicilia”. “Siamo allarmati per le modalità con cui si stanno svolgendo le procedure di individuazione delle sedi di titolarità di migliaia di insegnanti neoassunti con la cosiddetta ‘Buona Scuola’. Sono circa 7mila i docenti, in prevalenza ultra quarantenni e cinquantenni, che saranno sradicati dalla loro terra e costretti ad andare al Nord per ricominciare, lontano dai propri cari”, ha detto l’assessora alla Scuola del Comune di Palermo, Barbara Evola secondo la quale “questo esodo forzato avrà ripercussioni gravissime” sulle vite dei docenti, ma anche sul tutta l’Isola che “dovrà dire addio a una preziosissima risorsa umana ed economica”, ha detto Evola che ha puntato il dito contro l’algoritmo utilizzato dal Miur.

“Non voglio andare via con i posti a casa mia” con questo slogan urlato sotto la sede del Consiglio Regionale a Bari, anche in Puglia hanno manifestato i “braccialetti rossi” dei docenti. Sono circa 1.800 gli interessati in Puglia, tra scuola primaria e secondaria di primo grado “che potrebbero arrivare a 2.500 – secondo cifre di massima stimate dai sindacati della Scuola di Cgil, Cisl, Uil e Snals – se si contano anche i docenti della media superiore”. Per una parte di questi, alcune centinaia, vi sarebbero stati degli errori di calcolo, con docenti che con un alto punteggio vanno fuori regione e altri con punteggio inferiore, restano. “E’ inutile che il ministro Giannini continui a dire che tutto va bene perché è falso – ha detto Domenico Pantaleo, segretario nazionale della Flc Cgil – vi sono evidenti errori nelle procedure di mobilità e bisogna rivedere tutto”. Anche secondo il segretario generale della Flc Cgil il punto critico è l’algoritmo utilizzato dal ministero contro cui compattamente si sono schierati i sindacati.

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L’appoggio di Pisicchio ai “braccialetti rossi”. Nel corso della manifestazione a Bari una delegazione di rappresentanti sindacali e del movimento dei “braccialetti rossi” ha incontrato Sebastiano Leo, assessore regionale pugliese a Scuola e Formazione professionale e Alfonso Pisicchio presidente della VI Commissione Scuola e consigliere regionale de La Puglia con Emiliano: “Bisogna valutare la concreta opportunità di attivare con i sindacati e la Regione Puglia e di concerto con l’Ufficio scolastico regionale, delle deroghe per evitare in extremis questo trasferimento di massa. Noi saremo sempre al fianco di chi legittimamente manifesta per far valere i propri diritti”, ha detto Pisicchio che su questo tema ha ottenuto a luglio scorso l’approvazione all’unanimità dal consiglio regionale della Puglia di una mozione che impegna il governo regionale a portare la vicenda nella conferenza permanente Stato-Regioni. Inoltre Pisicchio ha recentemente lanciato un appello a tutti i Comuni pugliesi: approvare la stessa mozione nei consigli comunali e sensibilizzare i sindaci a indossare ai polsi dei nastrini rossi.

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Scuola, continuano le proteste dei docenti. Giannini: “Ci stiamo occupando della mobilità” ultima modifica: 2016-08-08T16:44:28+00:00 da Gilda Venezia

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