Scuola di paura

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di Simona Romanò, Leggo, 11.6.2018

– Prevaricazioni, soprusi, umiliazioni, aggressioni fisiche e psicologiche. È ciò che subiscono le vittime del bullismo giovanile, un fenomeno dilagante nelle scuole dove, ormai quasi ogni giorno, alcuni ragazzi usano violenza sui coetanei. L’età più a rischio è quella a cavallo tra la quinta elementare e la prima media: un bambino di 11 anni su quattro finisce infatti nel mirino dei bulli. I bullizzati per il 25,7% sono maschi, 17,3 femmine. I casi si abbassano fra i 13enni (16,3% maschi, 16,2% femmine), per calare ulteriormente fra i 15enni (9,2% maschi, 6,3% femmine), ma i gesti sono sempre più feroci.

L’ultimo episodio finito nelle cronache è quello del 16enne arrestato per stalking giovedì scorso nei confronti di un compagno di classe a Cusano Milanino. Ma i casi si moltiplicano. Lo conferma Nicola Iannaccone, psicologo della Ats (ex Asl) che interviene nelle scuole con programmi di educazione alla salute: «Gli episodi sono in aumento e c’è una quota di sommerso che deve venire a galla». Spiega: «Le vittime non escono allo scoperto perché hanno paura, quasi si sentono in colpa, ma fortunatamente, rispetto al passato, c’è una sensibilità maggiore da parte di genitori e insegnanti».

I bulli non sono sempre i disagiati che s’atteggiano a boss, perché ci sono sempre più ragazzi bordeline anche negli istituti d’élite, quelli ritenuti ben frequentati. Il bullismo quindi è trasversale e chiunque può esserne vittima, dalla ragazza più carina e diligente al bambino più timido: si passa dal furto degli indumenti al taglio di una ciocca di capelli, al cyber-bullismo con foto e messaggi imbarazzanti sui social e nelle chat. Iannone ricorda «alcune studentesse di quarta elementare che avevano creato un gruppo esclusivo e per parteciparvi le compagne dovevano leccargli le scarpe».

La strada per tamponare la deriva è la prevenzione nelle scuole, dove l’Ats organizza incontri: «Parliamo agli studenti – spiega lo psicologo – per far capire che se sono testimoni di un atto di bullismo non devono tacere, ma denunciare l’accaduto». Tutti stanno alzando la guardia. Anche prefetto, polizia, uffici scolastici hanno firmato un accordo per sostenere insegnanti e famiglie nella battaglia sociale anti-bullismo.

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Scuola di paura ultima modifica: 2018-06-11T05:32:14+01:00 da Gilda Venezia
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