Scuola, «in classe col piumino»: i presidi romani contro Raggi

Il Corriere della sera, redazione di Roma, 8.1.2017

– «Gli edifici sono al gelo»: la circolare dei dirigenti invita i genitori a coprire i ragazzi alla ripresa delle lezioni. «Tardiva la decisione della sindaca di accendere i termosifoni 24ore prima».

Seduti al banco con cappotti, cappelli, sciarpe e piumini. Nelle scuole di Roma si corre ai ripari e alla ripresa delle lezioni, dopo la lunga pausa natalizia con termosifoni spenti, i presidi in una circolare suggeriscono ai genitori, in considerazione delle temperature rigide, di vestire i propri figli «con un abbigliamento adatto al freddo». Per stare in classe e seguire le lezioni. Questo nonostante l’«Operazione scuole calde» lanciata dalla sindaca Virginia Raggi che ha disposto l’accensione dei termosifoni 24 ore prima dell’avvio delle lezioni. Un provvedimento però giudicato insufficiente dall’Associazione nazionale presidi perché «deciso all’ultimo minuto e non concertato», dice il presidente della sezione Lazio dell’Associazione Mario Rusconi.

Scuole al gelo

«La segnalazione che abbiamo è che le scuole sono ridotte al gelo – continua Rusconi- con i presidi, soprattutto di istituti della scuola dell’obbligo, che sono ricorsi ad espedienti come dire ai genitori di vestire i figli per affrontare il freddo». La circolare, diffusa in molti istituti come ad esempio quello di via delle Carine, a due passi dal Colosseo, sottolinea che «il dipartimento ha già acceso a temperatura ridotta i termosifoni e dalle ore 3 di lunedì gli impianti andranno a regime con circa 5 ore di anticipo sull’ingresso degli alunni a scuola». Una misura ritenuta dai dirigenti evidentemente insufficiente visto che nella stessa circolare «in considerazione delle temperature rigide previste per i prossimi giorni» vengono esortati i genitori «a prevedere per i propri figli un abbigliamento adatto al freddo».

Le proteste dei genitori

E disguidi già ci sono stati. «Sabato mentre la succursale del liceo Newton – che non ha fatto il ponte – era stata molto riscaldata, quella centrale no. Così ci si è trovati di fronte a genitori e studenti furibondi per il freddo: alcuni di loro sono addirittura andati via. I termosifoni, infatti, alla centrale sono stati accesi solo alle 11 senza produrre effetti, visto il ritardo…», spiega sempre Rusconi. «Le scuole superiori dipendono dalla Città Metropolitana alla cui guida c’è sempre la sindaca Raggi – continua – Diversi dirigenti non sono riusciti a mettersi in contatto né con l’ex Provincia, né con il municipio, né con il dipartimento comunale per chiedere riscaldamenti adeguati. La stessa cosa è accaduta per molti istituti comprensivi romani che dipendono direttamente dal Comune».

Il piano di manutenzione

Il Campidoglio per l’operazione Scuole caldeha annunciato anche la manutenzione antigelo degli impianti ed un servizio speciale, con squadre di tecnici pronte a intervenire per eventuali emergenze dalle 6 del mattino di lunedì. «Speriamo che i provvedimenti annunciati alla fine diano esiti positivi ma segnaliamo che non c’è concertazione. Ad esempio, stiamo ancora aspettando l’elenco delle scuole visitate dopo il terremoto con gli interventi adottati, ad oggi siamo a conoscenza solo delle prima 45 scuole visitate», conclude Rusconi.

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Scuola, «in classe col piumino»: i presidi romani contro Raggi ultima modifica: 2017-01-09T05:36:45+01:00 da Gilda Venezia
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