Scuola, la proposta dei presidi: un’aula Covid per gli studenti ‘sospetti’

QuiFinanza, 17.8.2020

Manca meno di un mese al rientro in classe e ci sono tanti punti interrogativi: il ritorno in sicurezza passa dalla consegna dei banchi, ma anche della gestione degli alunni sintomatici.

Gilda Venezia

La ministra dell’Istruzione, LuciaAzzolina, ha dichiarato che riaprire la scuola il 14 settembre è una priorità del Paese. La titolare del Miur ha sottolineato di essere al lavoro da mesi per il rientro a scuola di tutti gli studenti, chi è rimasto più indietro potrà entrarci già dal 1° del mese. Ma sono tanti gli interrogativi ancora rimasti senza risposta. Una delle paure dell’Associazione nazionale presidi, per esempio, è la gestione di un eventuale alunno con sintomi. Mentre la Azzolina ha ribadito l’importanza dell’apertura, ma soprattutto la necessità di non arrivare a una nuova chiusura, l’Anp ha fatto una proposta: un’aula Covid per gli studenti ‘sospetti’.

‘Aula Covid’ per gli studenti con sintomi: la proposta dei presidi

L’Anp ha proposto la predisposizione, in ogni scuola, di un’aula di stazionamento per accogliere eventuali soggetti che presentino i sintomi del Covid-19. Nel loro vademecum, infatti, i presidi hanno stabilito che ogni dirigente scolastico debba predisporre una stanza per persone con una temperatura superiore ai 37,5°: spetterà al docente segnalare il sintomo al proprio preside. Successivamente, lo studente sarà condotto nell’aula Covid, in attesa di essere portato a casa dai genitori. Qualora il numero degli studenti dovesse superare una soglia di sicurezza relativa alle dimensioni del locale, la scuola potrebbe allestire una seconda aula.

Il professore di Microbiologia all’Università di Padova, Andrea Crisanti, ha detto di non trovarsi d’accordo con la totale sollevazione di responsabilità da parte dei presidi e di come sia necessario impedire che le persone che lavorano negli istituti si infettino, facendo diventare la scuola un focolaio o un moltiplicatore di infezione.

Il tema dei banchi: difficile produrli prima di ottobre

Mentre Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, ha annunciato che i banchi saranno consegnati dai primi di settembre e fino al mese di ottobre (sono stati richiesti 2.013.656 banchi tradizionali e 435.118 sedute innovative), la ditta abruzzese Auletrepuntozero, tra i partecipanti alla gara, ha spiegato come non potrebbe mai inviarli entro l’inizio dell’anno scolastico. Lo ha detto il suo presidente, Giancarlo Spadaccini, che ha sottolineato come l’azienda lavori con materie prime di provenienza esclusivamente italiana, e non potrebbe trovarle entro la fine di agosto. Possibile, quindi, che per ridurre i tempi si possano unire più ditte partecipanti alla gara.

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Scuola, la proposta dei presidi: un’aula Covid per gli studenti ‘sospetti’ ultima modifica: 2020-08-18T06:21:38+02:00 da Gilda Venezia
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