Scuola, l’allarme dell’Arpa: “Attenzione al wi-fi cancerogeno nelle scuole”

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Oggiscuola, 15.4.2017

– Risale al settembre 2013 la mozione n. 45 approvata in Sala Rossa (con 1 solo voto contrario) che esprimeva la necessità iper-precauzionistica sull’impatto cancerogeno del wi-fi nelle scuole

ENERGIA E CLIMA
Nelle pieghe della polemica sul programma di governo della nuova amministrazione Appendino, ci viene segnalato che, nella disattenzione generale, già a settembre 2013 il Consiglio Comunale di Torino (allora a maggioranza PD) si era pronunciato in merito alla possibile cancerogenicità del Wi-Fi nelle scuole. Avevamo inoltre fatto notare come lo scorso 19 gennaio anche il Consiglio Regionale del Piemonte avesse approvato una mozione in materia con contenuti addirittura più severi di quelli al centro dell’ultimo dibattito.
Inoltre come confermato Ennio Cadum di Arpa Piemonte, attualmente dirigente nel Centro Regionale per l’epidemiologia e la salute ambientale, nessuno studio evidenza che “la causa (del cancro, ndr) sia il campo elettromagnetico in cui sono immersi, non solo non è supportato da prove, ma quelle disponibili in campo clinico sono negative”.

Ecco il testo della mozione n.45 del settembre 2013, approvata dal Consiglio Comunale di Torino con 1 solo voto contrario:

MOZIONE N. 45 – Approvata dal Consiglio Comunale di Torino in data 5 settembre 2013
OGGETTO: INDIVIDUAZIONE LUOGHI DELLA MAPPA DELLE INSTALLAZIONI
DEGLI HOTSPOT WI-FI NELLA CITTA’ DI TORINO ED IL PROBLEMA DELL’ELETTROSENSIBILITA’.

Il Consiglio Comunale di Torino, PREMESSO CHE – la Città di Torino ha realizzato, in collaborazione con AemNet, la copertura di alcune aree pubbliche con connettività Wi-fi per permettere l’accesso gratuito alla rete Internet da parte di cittadini e turisti; – dal 1 febbraio e fino al 31 marzo 2012, collegandosi al sito della Città di Torino, i cittadini potevano proporre delle aree pubbliche (strade, piazze, giardini e luoghi pubblici,ecc.) dove installare i punti di accesso alla rete Wi-fi – i cosiddetti hotspot – e che i luoghi più “gettonati” saranno valutati dall’Amministrazione in base all’impatto economico e sociale per la creazione della mappa delle istallazioni; – è stato di recente approvato il Decreto Legge “sull’innovazione per la crescita, l’agenda digitale e le start up” che prevede tra l’altro, la stesura di un’anagrafe delle infrastrutture passive, quali rete di fibre ottiche spente per razionalizzarne l’uso;

RIVELATO CHE

– il Wi-fi è “possibilmente cancerogeno”secondo: 1. il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ OMS ammette che fino al 3 per cento della popolazione dei Paesi Occidentali, denuncia i sintomi dell’elettrosensibilità. Quindi, secondo l’OMS, alcuni milioni di persone avvertono una relazione tra certi disturbi e l’esposizione ai campi elettromagnetici prodotti da wi-fi, ripetitori per la telefonia mobile, ecc. Quindi, l’insorgenza e l’inasprimento dei sintomi che si hanno con l’esposizione prolungata a fonti elettromagnetiche comuni, tra cui i dispositivi wi-fi, ha portato la Svezia a riconoscere l’elettrosensibilità dal punto di vista clinico, giuridico, sanitario (l’elettrosensibilità è considerata un’invalidità permanente. Le persone elettrosensibili ricevono dallo Stato il supporto e le cure necessari per migliorare le proprie condizioni). In Canada, nel Regno Unito, negli Stati Uniti ed in Svizzera si sta valutando politicamente, l’ipotesi di ammettere l’esistenza di questa patologia; il Consiglio d’Europa (il Consiglio d’Europa ha tra le sue finalità la “tutela dei diritti dell’uomo, della democrazia parlamentare e garanzia del primato del diritto”), le tecnologie wireless sono un “potenziale pericolo” per la salute pubblica e gli Stati dovrebbero applicare “il principio di precauzione” affermando, tra l’altro, che nelle scuole non dovrebbe essere permesso l’utilizzo di telefoni cellulari e dispositivi senza fili, ma dovrebbero venire promosse campagne per un “uso consapevole” di questi strumenti. Con l’espressione “principio di precauzione” si intende una politica di condotta cautelativa per quanto riguarda le decisioni politiche ed economiche sulla gestione delle questioni scientificamente controverse (…). Aspettare prove certe potrebbe portare a grandi costi per la salute, come successo in passato per l’amianto”- è il parere del Consiglio d’Europa per questo “bisogna rispettare il principio di precauzione e revisionare i limiti correnti all’esposizione”. Il principio di precauzione è citato,inoltre, in materia di inquinamento ambientale, sia nel Trattato di Maastricht sia nell’attuale Costituzione Europea che dovrebbe orientare le scelte dei legislatori di tutti i Paesi europei, incluso il nostro. alcuni esponenti autorevoli della scienza medica e agenzie di categorie, tra cui: 3.1) l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibilmente cancerogeni”. Sono state condotte indagini epidemiologiche sull’uomo e studi sperimentali sugli animali. La conclusione di AIRC è che l’esposizione prolungata ed intensa ai campi elettromagnetici a radiofrequenza provoca un incremento del rischio di contrarregliomi e neurinomi, rispettivamente tumori del cervello e del nervo uditivo; 3.2) l’oncologo Umberto Tirelli, invita ad una cautela speciale per quanto riguarda i soggetti più vulnerabili: i bambini e gli adolescenti; 3.3) il professor Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia Medica, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Aviano “In attesa di ulteriori risultati, è chiaro che sarebbe opportuno prendere delle precauzioni, soprattutto per quanto riguarda bambini e adolescenti. Si tratta di due categorie a rischio perché ancora in fase di sviluppo e dunque più vulnerabili a questo tipo di effetti sulla salute”; 3.4) più di cinquanta scienziati hanno firmato la “Risoluzione di Venezia”, nel giugno del 2008 con cui affermano: “Riconosciamo il crescente problema di salute pubblica conosciuto come elettrosensibilità; che questa condizione di salute può essere molto invalidante. E’ vivamente consigliato l’uso limitato di telefoni cellulari e altri dispositivi simili, da parte di bambini e adolescenti, e si richiede ai governi di applicare provvisoriamente il Principio di Precauzione, finché misure biologicamente più efficaci non saranno state sviluppate a protezione, non solo per quanto riguarda l’assorbimento del cervello di energia elettromagnetica, ma rispetto agli effetti negativi dei segnali sulla biochimica, sulla fisiologia e sui bioritmi elettrici.”; l’oncologo Dominique Belpomme, il professore di oncologia Lennart Hardell, con ilneuroscienziato Olle Johansson, nel 2009, dichiarano pubblicamente: “Noi, i medici, che agiscono sotto il giuramento di Ippocrate, noi, come ricercatori (…), affermiamo in completa autonomia di giudizio, che esiste un numero crescente di pazienti diventati intolleranti ai campi elettromagnetici che subiscono un grave danno per quanto riguarda la salute e la loro vita lavorativa e familiare, che non è possibile escludere l’evoluzione di una malattia degenerativa del sistema nervoso e anche alcune forme di cancro, e, pertanto, che il danno deve essere riconosciuto e considerato dai sistemi di protezione sociale nei vari Stati membri della Comunità Europea. Mettiamo in guardia il governo che lo stato attuale delle nostre conoscenze, non esclude che dopo un periodo sufficiente di esposizione, questa intolleranza possa coinvolgere anche i bambini e quindi causare un problema di salute pubblica importante nei prossimi anni”; – nel mondo alcuni governi hanno scelto di disattivare le connessioni senza fili per motivi sanitari e cautelativi (alcuni esempi di seguito citati): a) in Austria, a Salisburgo il wi-fi è vietato nelle scuole; b) in Germania, a Francoforte, il wi-fi è stato vietato in tutte le scuole pubbliche. Il governo Merkel ha chiesto ai tedeschi di privilegiare l’accesso via cavo. In Germania, nel 2009, il Ministro dell’Ambiente ha affermato che l’uso del wi-fi comporta gravi rischi per la salute e che pertanto questa tecnologia dovrebbe essere impiegata il meno possibile; c) in Canada, il rettore dell’Università di Lakehead (Ontario) ha cablato con fibre ottiche il campus, disattivando tutte le centraline wi-fi, “perché – si legge sul sito dell’ateneo – è provato che le onde elettromagnetiche provocano disturbi comportamentali, ostacolano le funzioni cognitive, favoriscono lo stress, interferiscono con le onde cerebrali”; d) a Parigi il wi-fi è stato disattivato in quattro biblioteche. Gli impiegati hanno cominciato a sentirsi male, in particolar modo quelli che lavoravano vicino ai ripetitori, installati sul tetto. “Nausea, vertigini, insonnia – spiega Stephen Kerckhove, direttore generale di Agir pour l’Environnement (Ape) – sono sintomi tipici da campo elettromagnetico nocivo”; e) il comune di Herouville-Saint-Clair (Francia) cittadina di 24.000 abitanti intende “applicare il principio di precauzione”. Eliminerà l’accesso ad internet senza fili nelle scuole entro la fine dell’anno, ha annunciato la Giunta. “Noi applichiamo il principio di precauzione. Il nostro ruolo è quello di proteggere la salute della gente”, così afferma il sindaco Rodolphe Thomas. In questa cittadina il wi-fi consentiva alle scuole di collegarsi alla rete attraverso il servizio del Comune. La dozzina di siti interessati, ovvero di scuole che utilizzavano il wi-fi, avrà d’ora in poi un accesso individuale a internet, via cavo; CONSTATATO CHE- il Comune di Torino provvederà all’individuazione di ulteriori Hotspot con connettività wi- fi per permettere l’accesso gratuito alla rete Internet a copertura di alcune aree pubbliche essendo già stata conclusa una consultazione/votazione online dove i cittadini interessati potevano segnalare strade, piazze, giardini, luoghi pubblici; – la città di Torino possiede un’infrastruttura passiva di fibre ottiche “spente”;

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta Comunale affinché: – l’Amministrazione Comunale verifichi per l’installazione dei nuovi Hotspot WiFi free non solo l’impatto economico e sociale, ma anche sanitario, con una speciale attenzione alla fascia dei bambini/adolescenti, tenendo conto del principio di precauzione a tutela della salute dei cittadini ed altresì, a convocare una commissione sul tema. Se esiste il ragionevole sospetto che una minoranza di persone siano soggette ad ipersensibilità ai campi elettromagnetici a radiofrequenza e se il sospetto fosse fondato, ci sarebbero alcuni soggetti tra cui bambini ed adolescenti allergici a tali fenomeni. In questo caso l’allergene verrebbe diffuso anche dai dispositivi wi-fi. I soggetti più vulnerabili non troverebbero le condizioni sanitarie adeguate per poter crescere e formarsi normalmente soprattutto nei luoghi pubblici come la scuola. Le istituzioni non garantirebbero ad una minoranza di alunni l’idoneità sanitaria del luogo scolastico. Quindi, a valutare eventualmente i luoghi più idonei attraverso un’analisi costi-benefici e se sia una scelta positiva quella di adottare un dispositivo tecnologico “possibilmente cancerogeno” (OMS e AIRC, ecc.) e che rappresenta dunque un “potenziale pericolo” (il Consiglio d’Europa).

tratto da ecodallecitta.it

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Scuola, l’allarme dell’Arpa: “Attenzione al wi-fi cancerogeno nelle scuole” ultima modifica: 2017-04-15T21:35:52+02:00 da Gilda Venezia
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