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Gilda VeneziaLa nostra scuola, 21.52021.

Gilda Venezia

Com’era fin troppo prevedibile, le organizzazioni sindacali (dette anche “i firmatutto”) hanno firmato il soi-disant “Patto per la scuola al centro del Paese”. Riportiamo qui qualche frase particolarmente significativa:

Valorizzare come opportunità di profonda innovazione l’esperienza vissuta da tutta la comunità educante durante il periodo pandemico“.
Insomma, evviva la “didattica a distanza”; e, attenzione, la parola “opportunità” riferita alla pandemia non è casuale: l’ha usata per primo Giannelli, quello che viene presentato dai media come la voce dei “presidi” (in realtà a capo di un’associazione privata come Anp, che vuole trasformare le scuole da luoghi di elaborazione del sapere in luoghi di gestione del potere). Non una parola sull’impressionante aumento dell’analfabetismo tra gli studenti e sulla mancata acquisizione di saperi fondamentali, oltre che sull’aumento di patologie psicologiche, dovuti proprio al periodo in “Dad”.

Un accordo corale sull’istruzione e la formazione per il Terzo millennio deve passare attraverso il pieno compimento della riforma Costituzionale dell’autonomia scolastica, a garanzia dell’unitarietà del sistema di istruzione“.
Qui si tocca la vetta più sublime dell’ipocrisia: com’è che l’ “autonomia scolastica” garantisce l’unitarietà del sistema di istruzione?

Definire un sistema strutturato di formazione continua, in coerenza con quanto previsto nel ‘Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale’, con riferimento alle metodologie didattiche innovative e alle competenze linguistiche e digitali, nell’ambito delle prerogative degli organi di autogoverno delle istituzioni scolastiche, per i quali sarà avviato un processo riformatore volto a definirne le competenze e coordinarle con quelle dei dirigenti scolastici, nell’ambito delle prerogative degli OO.CC., garantendo la libertà di insegnamento“.
Dopo la premessa orwelliana e il solito richiamo alle metodologie didattiche “innovative” (mai che si parli di metodologie didattiche VALIDE, innovative o meno che siano, adatte alle persone che si hanno di fronte, ai contenuti che si vogliono proporre, al progetto educativo che si vuole portare avanti; e la parola “cultura” non scappa nemmeno per sbaglio) il richiamo alla libertà d’insegnamento è posticcio e ridicolo.

Ognuno potrà proseguire la lettura da sé e trovare altre chicche interessanti. Quello che è singolare è la pretesa di un governo anomalo, che non ha nessuna corrispondenza con il voto democratico dei cittadini, di indirizzare il futuro del Paese addirittura ridisegnando il sistema scolastico che dovrebbe formare le future generazioni, non dando il tempo a chi nella scuola lavora tutti i giorni di esprimere il proprio parere e di rendersi conto di cosa si tratta.

Ora, le organizzazioni sindacali che hanno firmato questo “patto” e contemporaneamente si dicono d’accordo con il nostro manifesto o non l’hanno capito, o (più probabilmente) ci stanno prendendo una volta ancora per il c**o. Ma non si sono ancora stancate di fare da passacarte di decisioni che vengono prese senza nemmeno consultarle? Non è rimasta loro nemmeno un po’ di dignità?

Mettiamo qui a confronto il “patto”, il nostro manifesto e le “proposte” fatte a maggio da Anp: ogni ulteriore commento sarebbe superfluo.

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Trova le differenze ultima modifica: 2021-05-26T05:10:48+02:00 da Gilda Venezia
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