Tutte le novità sulle pensioni: quota 100, regole per gli statali e proroghe

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di Davide Colombo e Marco Rogari, Il Sole 24 Ore, 19.1.2019

– Quota 100: ritiro 5 anni prima tra il 2019 e il 2021

La sperimentazione
In via sperimentale per il triennio 2019-2021, si potrà andare in pensione con 62 anni e un’anzianità contributiva minima di 38 anni. I requisiti possono essere raggiunti anche con il cumulo gratuito di versamenti effettuati in gestioni diverse. La pensione “quota 100” non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i redditi da lavoro dipendenti o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5mila euro lordi annui. La decorrenza della pensione scatta con una finestra mobile di tre mesi.

Pace contributiva: riscatto fino a 5 anni pagabile in 60 rate

Per chi ha versamenti dal 1996
In via sperimentale nel triennio 2019-2021 i lavoratori con contribuzione a partire dal 1° gennaio 1996 potranno riscattare periodi di mancati versamenti fino a un massimo di cinque anni. L’onere è detraibile al 50% dall’imposta lorda con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importo. Se il riscatto è sostenuto dal datore di lavoro l’onere è invece deducibile dal reddito d’impresa o da lavoro autonomo. Il riscatto può essere effettuato in unica soluzione o fino a 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a € 30,00, senza applicazione di interessi per la rateizzazione. Fino a 45 anni la facoltà di riscatto agevolato è estesa anche alla laurea.

Liquidazione statali: prestito bancario fino a 30mila euro di Tfs

Dallo Stato il 95% degli interessi
Attualmente il Tfr/Tfs arriva in tasca ai dipendenti pubblici con almeno due anni di ritardo. La soluzione approvata dal Consiglio dei ministri prevede la possibilità di un anticipo parziale attraverso il meccanismo del prestito bancario (facendo leva su convenzioni tra la Pa e l’Abi) fino a un massimo di 30mila euro di Tfs. Gli interessi da versare agli istituti di credito sono per il 95% a carico dello Stato. Sempre lo Stato sarebbe anche garante dell’intera operazione. Il vicepremier Matteo Salvini e la ministra Giulia Bongiorno puntano a far salire a 40-45mila il “tetto”, magari già con i correttivi parlamentari al decreto.

Opzione donna e Ape guadagnano un anno

In vigore anche nel 2019
L’anticipo pensionistico (Ape) sociale, riservato attraverso un prestito bancario con le misure adottate dai governi Renzi e Gentiloni ai soggetti disoccupati o in grave difficoltà, viene prorogato di un anno dal decreto legge su pensioni e reddito di cittadinanza varato dall’attuale esecutivo. Il provvedimento estende poi alle lavoratrici dipendenti con almeno 58 anni d’età al 31 dicembre 2018 (59 anni se autonome) la cosiddetta Opzione donna, ovvero la possibilità di uscire anticipatamente dal lavoro se in possesso di almeno 35 anni di contribuzione con l’assegno pensionistico ricalcolato con il metodo contributivo.

I costi: si parte nel 2019 da quasi 4 miliardi

Circa 21 miliardi in tre anni
L’individuazione della dote finanziaria per l’introduzione di quota 100 e delle proroghe di Ape sociale e Opzione donna ha risentito della trattativa tra il Governo e Bruxelles per evitare la procedura d’infrazione su conti pubblici. Alla fine, per il capitolo pensioni la manovra approvata a fine dicembre dal Parlamento ha reso disponibili per il 2019 quasi 4 miliardi, 2,7 in meno dei 6,7 miliardi ipotizzati originariamente. Ma è lievitato lo stanziamento per i due anni successivi, a 8,3 miliardi nel 2020 e 8,6 miliardi nel 2021 (inizialmente erano stati previsti 7 miliardi l’anno). Con quota 100 e le due “proroghe” sono stimate circa 330 mila uscite, di cui 130mila nel pubblico impiego.

Nuova governance: in Inps e Inail ritornano i cda a cinque membri

Addio al presidente unico
Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto verranno nominati i nuovi presidenti di Inps e Inail. Vengono inoltre reintrodotti i consigli di amministrazione composti, oltre che dal presidente, da altri quattro membri. Alla scadenza di Tito Boeri ci sarà un commissariamento dell’Inps in attesa che entri in vigore la riforma della governance dell’Istituto. Lo prevede l’ultima bozza del decretone, oggetto fino all’ultimo di limatura. «Nelle more delle procedure di nomina» del nuovo cda dell’Inps, si legge, «ci sarà la nomina di un «soggetto cui sono attribuiti i poteri, rispettivamente, del Presidente e del Consiglio di amministrazione».

Famiglie in povertà: a 67 anni quelle di cittadinanza

Soglia Isee a 9.360 euro
Il Reddito di cittadinanza diventa pensione di cittadinanza per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o due componenti con età pari o superiore a 67 anni (requisito adeguato negli anni a venire alla speranza di vita). In questo caso il beneficio economico è riconosciuto ai nuclei con Isee inferiore a 7.560 euro (in caso di beneficiario unico) e non potrà essere superiore ai 9.360 euro. La quota di pensione di cittadinanza destinata al sostegno all’affitto è prevista in un massimo di 1.800 euro. Come nel caso del Reddito di cittadinanza la somma della quota affitto e della quota integrazione non supera i 780 euro.

Fondi bilaterali: assegno straordinario di 3 anni per quota 100

La staffetta in azienda
Si prevede la possibilità per le aziende di utilizzare i Fondi bilaterali per finanziare un assegno straordinario per il sostegno al reddito a lavoratori che raggiungano i requisiti di “quota 100” nei successivi tre anni (quindi a partire da chi, quest’anno, ha 59 anni e 35 di contributi).

L’assegno può essere erogato solo in presenza di accordi collettivi di livello aziendale o territoriale sottoscritti con le organizzazioni sindacali e nei quali è stabilito, a garanzia dei livelli occupazionali, il numero di lavoratori da assumere in sostituzione dei lavoratori che accedono all’assegno ponte. Gli oneri sostenuti saranno deducibili.

Taglio medio dell’assegno del 25%

Utilizzare quota 100 – almeno 62 anni di età e 38 di contributi – per andare in pensione cinque anni prima rispetto al trattamento di vecchiaia comporta un taglio di circa un quarto dell’assegno previdenziale lordo. Se si sceglie una delle possibili soluzioni intermedie – per esempio, se si va in pensione sfruttando sempre quota 100, ma a 64 anni di età – il taglio è sensibilmente inferiore e oscilla tra il 12 e il 16% negli esempi che non ha elaborato per Il Sole 24 Ore. A compensare il taglio dell’assegno c’è il fatto che il periodo in cui si percepisce la pensione è più lungo.

Pensioni / Pubblico impiego: prima uscita ad agosto. Preavviso di 6 mesi

Finestra ritardata
Per i dipendenti pubblici il decreto prevede un’uscita ritardata rispetto a quelli privati. La prima finestra utile è fissata al 1° agosto, con un mese di ritardo rispetto alla “soglia” di luglio ipotizzata inizialmente e 4 mesi dopo quella prevista per i lavoratori dipendenti. A utilizzare questa uscita potranno essere solo gli “statali” che avranno maturato i requisiti per quota 100 entro la data di entrata in vigore del decreto; chi li maturerà dal giorno successivo conseguirà il diritto alla decorrenza del trattamento dopo sei mesi. In ogni caso la domanda di pensionamento anticipato dovrà essere presentata alla Pa di appartenenza con un preavviso di 6 mesi

 

Tutte le novità sulle pensioni: quota 100, regole per gli statali e proroghe ultima modifica: 2019-01-19T21:12:59+01:00 da Gilda Venezia
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