Un’analisi amara e un po’ cattivella!

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di Maurizio Tiriticco, Educazione & Scuola, 9.4.2017

– I decreti attuativi della Buona Scuola… cosiddetta… sono andati in porto, ma… vi sono almeno due profonde limitazioni.

LA PRIMA – I dieci anni dell’istruzione obbligatoria di base, quelli che dovrebbero veramente Formare la Persona, Istruire il futuro Lavoratore ed Educare il Cittadino (sono i tre Verbi e i tre Sostantivi correttamente richiamati a suo tempo dal dpr sull’autonomia) sono tuttora spezzettati nei tre gradi di sempre: Primaria, Media, Primo Biennio! Nella vulgata, maestre, professori di serie B e professori di serie A!!! Altro che curricolo continuo, verticale, unitario e progressivo! Però non mi meraviglio! Che ne sa l’attuale Ministra di queste cose? Ed è anche giustificato che non ne sappia! Ma allora viene da chiedersi: perché hanno affidato un ministero così importante – forse per i nostri figli, ma non per chi ci governa – a una persona che di scuola sa solo ciò che ricorda di quand’era piccola? Come se affidassimo la guida di un jet al primo passeggero che si incontra! Eppure in giro per l’Italia persone che di scuola ne masticano, e da decenni, ci sono… io, per esempio!
Tutta questa faccenda dimostra che, a chi ci governa, della scuola, quella vera, interessa ben poco! In effetti, in Italia, chi aspirerebbe mai a fare il Ministro dell’Istruzione? Quando ci sono gli Interni, gli Esteri, la Difesa, l’Economia e Finanze, ben più importanti – secondo la vulgata di sempre – quindi veramente appetibili! Ma il cursus honorum degli aspiranti politici comincia sempre dai ministeri che “contano poco”! E al primo posto di questi c’è… proprio l’Istruzione!!! E mettiamoci pure l’Università e la Ricerca! Quindi è chiaro perché di un percorso decennale obbligatorio, unitario, verticale e progressivo non ci sia neanche l’ombra nei tanto decantati decreti attuativi!

LA SECONDA limitazione – Che dire della conclusione degli studi secondari del secondo ciclo? A quando quella certificazione delle competenze terminali previste per legge (la n.425 del 1997) fin dalla tornata di esami del 1999 e mai veramente realizzata? Punteggi e voti a non finire, e pure le lodi, ma mai una reale certificazione di competenze conseguite! Eppure di competenze ci riempiamo la bocca! E da anni! E per gli istituti tecnici e quelli professionali le abbiamo anche scritte! Per i licei no! Le competenze non sono cose per piccoli geni! Però pretendiamo che le conseguano anche i bambini della scuola primaria e del primo ciclo! Si vedano i relativi documenti certificativi, anche se, per certi versi, risibili! Insomma, per gli undicenni e i quattordicenni sì, ma per i diciannovenni, no! E sono pure maggiorenni! Maggiorenni sì, però… di fatto in-competenti!
Si potrebbe obiettare che alla fine del secolo scorso non c’era ancora l’Eqf, l’European Qualifications Farmework! Si veda, infatti, la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, che è del 23 aprile 2008, che concerne, appunto, la costituzione di un “Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente”, distinte in ben otto livelli! La Raccomandazione è stata da noi recepita con ritardo – come sempre – solo nel 2012!!! In effetti…tutto sommato… a noi che governiamo… che ce frega della scuola? Ebbene, sono trascorsi ormai alcuni anni, ma dell’Eqf nessuna traccia concreta né nelle nostre operazioni d’esame né nei nostri modelli certificativi conclusivi degli esami di Stato del secondo ciclo di istruzione. Si sa soltanto che il nostro diploma conclusivo dei percorsi dell’istruzione secondaria del secondo ciclo corrisponde al quarto livello degli otto previsti dall’Eqf. Il primo livello riguarda la licenza media, il secondo il conseguimento dell’obbligo di istruzione, il terzo la qualifica triennale regionale. Ma esistono obiettivi e/o competenze che gli insegnanti della scuola secondaria di secondo grado perseguono tenendo conto delle indicazione dell’EQF? Mah!!! Insomma, la nostra scuoletta di un’Italietta provinciale e un po’ ignorantella è sempre la stessa!

E non mi si dica che i nostri giovani fuggiti all’estero sono sempre stimati e ben considerati! Lo credo! Se scappano, significa che sono intelligenti e capaci, perché hanno capito che qui… non c’è trippa per gatti!!!

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Un’analisi amara e un po’ cattivella! ultima modifica: 2017-04-10T04:43:28+02:00 da Gilda Venezia
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