Vaccino a scuola: obbligo assoluto fino a 6 anni, maximulte fino a 16. Potestà genitoriale sospesa per chi non si adegua

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– ROMA.
Un vorticoso giro di telefonate nella notte, una in mattinata tra Gentiloni e Lorenzin, due pre-vertici a palazzo Chigi prima del Consiglio dei ministri. Poi la fumata bianca dopo una riunione di Governo di due ore e cinque minuti. E il compromesso finale sull’obbligatorietà dei vaccini nelle scuole. Con un po’ di Lorenzin e un po’ di Fedeli. Ma soprattutto col pugno duro verso i genitori no-vax, tanto da far diventare nei fatti obbligatorie le vaccinazioni fino ai 16 anni, pena mega sanzioni fino a 7.500 euro e perdita della potestà genitoriale.

Eccolo il decreto pro-vaccini di Stato, approvato però «salvo intese», a significare che di limature, e non solo, ce ne vorranno tante. Come del resto i partiti si stanno già attrezzando a fare in Parlamento, a partire dal Pd che ha nel mirino l’obbligo dei vaccini anche per i sanitari e gli insegnanti. Ma anche il pugno duro verso i no-vax, medici in testa. «Ci penseremo», la chiosa della ministra della Salute. Ben sapendo che il decreto legge approvato ieri in Cdm, ma ora da aggiustare nelle forme migliori per il Quirinale, qualche mutazione genetica la subirà. Ma sapendo bene anche che per la macchina sanitaria e amministrativa si apre una fase complicatissima e turbolenta, con la chance di coinvolgere medici di famiglia e pediatri nella campagna vaccinale, come auspica la Fimmg, davanti al macigno di almeno un milione di dosi da somministrare (e da reperire/acquistare: con quali fondi?) per mettersi in regola . Una task force ad hoc, sia alla Salute, che all’Istruzione, possibilmente insieme, sarà indispensabile. Almeno questa volta, dopo le tensioni delle ultime due settimane tra le ministre, ma non solo. Anche tra alleati, col Pd che ha dovuto subire lo strappo improvviso di Beatrice Lorenzin anche nell’attacco agli odiati-temuti M5S in un’ottica pre-elettorale.

Ma tant’è: il decreto a questo punto è (quasi) cosa fatta. Un altro tassello di una complicata stagione politico-parlamentare che si inserisce tra i giri di valzer della riforma elettorale, le fiducie in serbo per la riforma di processo penale-prescrizione, chissà se anche per il Ddl concorrenza benché in parte svuotato di concorrenza. E poi la manovra-omnibus, che da lunedì sarà votata in commissione alla Camera per andare in aula dal 29. Con un’altra più che possibile fiducia. Una stagione politica complicatissima, alla quale i vaccini obbligatori aggiungono altro sale in un’estate parlamentare che si annuncia torrida e che ha ormai i calendari di Camera e Senato occupati fino ai primi di agosto.

Formalmente ieri, nonostante le tensioni tra ministre, è stato evitato qualsiasi strappo. Il premier Gentiloni ha gettato secchiate d’acqua sul fuoco: «L’obiettivo dell’estensione dei vaccini obbligatori e delle misure per il mancato rispetto, è quello di evitare che le difficoltà di oggi si trasformino in vere emergenze». Se Lorenzin non incassa l’obbligo almeno fino a 10 anni e la Fedeli incassa quello fino a 6 ma non già dalle elementari, almeno c’è un decreto per regolare il traffico. E l’annunciato pugno duro verso chi si sottrae all’obbligo. «C’è stato un approccio reciproco condiviso in Consiglio dei ministri», assicura Fedeli. Mentre Lorenzin s’è presa il palco in conferenza stampa a palazzo Chigi per il suo (ma non solo) decreto. Decreto che Matteo Renzi su Facebok questa volta ha lodato: «Molto bene il Governo, direzione giusta». Non senza aggiungere il veleno verso i grillini: «Sindaci M5s – ha scritto il segretario Pd – state con la ricerca, non con le assurdità di Grillo». Perché in fondo, tutela della salute a a parte, è quella la vera battaglia politica da vincere.

Da settembre porte chiuse nei nidi e nelle scuole materne per i bimbi non vaccinati da zero a sei anni. Da sei a 16 anni nella scuola dell’obbligo multe salate fino a 7.500 euro ai genitori inadempienti e segnalazione al Tribunale dei minori per la sospensione della potestà genitoriale. Le vaccinazioni obbligatorie diventano 12, le 4 già oggi obbligatorie (antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica e antiepatite virale B) e altre 8 previste dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-19 (anti-pertosse, anti-meningococco B e C, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite, l’anti-varicella e il vaccino contro l’Aemophilus influenzae). Sono queste le principali novità del decreto varato ieri dal Consiglio dei ministri per affrontare l’emergenza del calo drammatico delle coperture vaccinali.

Le responsabilità della disinformazione
Un problema di sanità pubblica causato dalla disinformazione che ha richiesto una decisione politicamente forte. Ora il nodo è capire come sarà organizzata la macchina per consentire alle famiglie di mettersi in regola e ai servizi vaccinali di reggere l’onda d’urto di un’attività destinata a raddoppiare.
«Ora è chiaro che bisognerà adeguare i servizi vaccinali – spiega Paolo Bonanni, docente ordinario di igiene all’Università di Firenze – oggi rallentati da carenze di personale per il blocco del turnover. E cogliere l’opportunità dei nuovi obblighi come una chance per riorganizzare le modalità di erogazione dei vaccini. Ad esempio con un maggiore coinvolgimento dei pediatri e dei medici di medicina generale. E soprattutto modernizzando il sistema, con un’anagrafe regionale, per poi arrivare a un’anagrafe unica nazionale informatizzata».

Gli effetti del decreto
La cornice sanzionatoria è decisamente severa e scatterà dal prossimo anno scolastico. Le vaccinazioni obbligatorie possono essere omesse solo per accertato pericolo per la salute del bimbo. In caso di violazione, per i genitori sono previste multe da parte delle asl da 500 a 7.500 euro: da dieci a trenta volte in più. A segnalare la presenza di minori non vaccinati nella scuola dell’obbligo sarà il dirigente scolastico, che altrimenti incorrerà in omissione di atti d’ufficio. Il genitore che violi l’obbligo è segnalato dalla asl al Tribunale dei minori per la sospensione della potestà genitoriale. Non possono essere iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, pubbliche e private, i minori che non abbiano fatto le vaccinazioni obbligatorie. In tal caso, il dirigente scolastico segnala, entro 5 giorni, alla asl il nome del bambino per adempiere all’obbligo vaccinale. I ragazzi non vaccinabili per ragioni di salute, saranno inseriti in “classi protette” dove non siano presenti altri minori non vaccinati o non immunizzati. Se un bambino ha già avuto le patologie indicate, un medico dovrà accertarlo, anche disponendo le analisi del sangue. Da giugno il ministero della Salute avvierà una campagna di sensibilizzazione. Sperando che questa volta funzioni.

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Vaccino a scuola: obbligo assoluto fino a 6 anni, maximulte fino a 16. Potestà genitoriale sospesa per chi non si adegua ultima modifica: 2017-05-22T06:08:21+02:00 da Gilda Venezia
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