Bonus trappole, sceriffi e competizione: contro la Buona scuola tornano le Cattive maestre

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di Francesca Sironi  l’Espresso,  2.12.2015.  

Non si ferma la protesta dell’agguerrito gruppo di insegnanti della scuola pubblica, precarie e di ruolo, che si oppone alla riforma della scuola proposta dal governo Renzi. Questa volta con una serie irresistibile di disegni satirici.  

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Erano già scese in campo in primavera, con un video di risposta alla famosa “lezione alla lavagna”del premier. Ora sono tornate con una serie di vignette che mettono in discussione uno a uno i punti della riforma. Sono le Cattive maestre, che raccontano: «Non ci arrendiamo all’idea della scuola secondo Matteo Renzi, una scuola più competitiva, dal passo aziendale e non collaborativo, con stage gratuiti obbligatori per gli studenti e valutazioni per gli insegnanti in base a criteri calati dall’alto e ancora incerti». I problemi, per le Cattive Maestre, sono molti: «Con gli arruolamenti degli ultimi mesi ad esempio si continuano a dividere insegnanti di serie A da quelli di serie B».

Un esempio sono quei “docenti di potenziamento” che proprio in questi giorni stanno arrivando nelle scuole : «Noi avevamo chiesto insegnanti per rafforzare le lingue straniere, per ora ci è arrivata una ragazza abilitata all’insegnamento di economia e commercio, una materia che nel nostro liceo neanche c’è, né è mai stata prevista», racconta una delle prof che sostengono le vignette: «Ora non so cosa le troveranno da fare, ma di sicuro è un modo per prendere in giro i suoi studi, la sua professionalità, a meno che non si inventi lei stessa una soluzione».

Altrettante critiche anche ad altri slogan del piano-Renzi per la scuola: come il bonus da 500 euro per la formazione e la cultura, «se considerassero da quanto è fermo il nostro stipendio, altro che 500 euro», commentano. E alle commissioni che dovranno valutare chi e come riceverà i piccoli premi in denaro per i “migliori”. Venerdì sera, alla libreria “Tuba” di via del Pigneto, a Roma, presenteranno nuovi progetti e letture di scrittori dall’interno delle classi. Continuando a protestare

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