Ddl scuola, la minoranza Pd fa argine su presidi, paritarie e titolarità della sede

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Tuttoscuola,  10.6.2015.

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Aspettiamo i fatti, ma ci sono alcune proposte di intervento dalle quali è difficile, per noi, prescindere“. Lo afferma il deputato bersaniano Miguel Gotor in una intervista al Quotidiano Nazionale: “La prima riguarda i finanziamenti alle paritarie. Bisogna provvedere a far sì che, nel solco della Costituzione, la legge riduca il più possibile il divario tra scuole deboli in territori sfavoriti e scuole forti in tenitori avvantaggiati. E sul ‘bonus school’ bisogna prevedere un tetto del finanziamento ad una singola scuola e un fondo di riequilibrio per quelle che hanno meno ‘bonus’. E poi eliminare le detrazioni per quelle scuole superiori che in troppi casi sono veri diplomifici“.

Inoltre “noi pensiamo che vada profilata meglio l’autonomia del preside. Per esempio, la valutazione non può essere affidata solo ad elementi interni alla scuola, per evitare conflitti d’interesse e favoritismi” e “credo sia sbagliato che genitori e alunni siano coinvolti nella valutazione del ‘bonus’ salariale degli insegnanti“.

E critica le parole di Renzi in direzione: “Ho dichiarato, con una battuta, che le regionali non sono state una vittoria, sono state una ‘non sconfitta’: perdiamo Liguria e Veneto e vinciamo per un soffio in Umbria e in Campania. Ci sono degli elementi da valutare, a partire dall’astensionismo; non è solo rifiuto della politica, c’è anche una parte del nostro elettorato che si è fermata un giro. Così com’è oggi, il Pd rischia di non essere un argine ai populismi della destra e dei 5 stelle, ma di arargli il terreno, di tirargli la volata. Non possiamo fare, come è avvenuto per le elezioni in Emilia Romagna, dove ha votato solo il 37% dei nostri, che ‘vada tutto bene’, come invece ha sostenuto Renzi“.

Sempre nella minoranza Pd, a queste parole fa eco il senatore Corradino Mineo in una nota: “Con autoironia Matteo Renzi ha ammesso che ‘sulla scuola ho fatto un capolavoro, scontentando tutti’. E ha promesso di ascoltare ancora, di ascoltare meglio. Abbiamo quindi raccolto in una tabella tutti i giudizi sulla legge offerti nelle audizioni che si sono tenute in Senato“.

Emerge con chiarezza quale sia il nodo, il punto dolente della legge. Il 70% degli auditi – spiega – non è d’accordo con la chiamata diretta degli insegnanti e l’abolizione della titolarità di sede. Il 73,3% non è favorevole alla valutazione dei docenti come prevista dalla buona scuola. È dunque su tali punti che si dovrebbe esercitare, in primo luogo, la volontà di ascolto e di ravvedimento espressa dal presidente del Consiglio. Ci permettiamo di aggiungere un altro tema, su cui sarebbe opportuno dare un segno di buona volontà“.

Proponiamo – conclude Mineo – di procedere subito con le promesse assunzioni degli insegnanti, e di esaminare con più calma, ma comunque entro l’estate, il resto della legge. Affinché non sembri che la stabilizzazione dei precari sia moneta di scambio o strumenti di pressione“.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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