Giannini e le 342 circolari ministeriali «Una al giorno: record di burocrazia»

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SCONTRO GOVERNO SINDACATI

Si va dai campus ai cantautori, dal cibo nella Bibbia ai tesori nascosti.
Così la Uil replica al premier Renzi che aveva detto di voler ridurre le circolari ministeriali

  Il Corriere della Sera  15.5.2015.

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La Buona Scuola? Non è vero che consegni i docenti nelle mani di presidi-sceriffi che detterebbero legge nelle scuole senza risponderne a nessuno. Al contrario, serve a liberare gli uni e gli altri dalla schiavitù delle circolari ministeriali. Parola di Renzi, che due giorni fa, nella sua ormai famosa lezione alla lavagna, assicurava che più autonomia avrebbe significato soprattutto meno burocrazia. Peccato però che finora il ministero dell’Istruzione sia andato nella direzione opposta visto che «nell’era Giannini» sono state emesse 342 circolari, quasi una al giorno. È quanto hanno calcolato i sindacalisti della Uil Scuola nell’inedita veste di «fact checkers», verificatori di notizie. «Ce n’è per tutti i gusti – sottolinea il segretario generale della Uil Scuola Massimo Di Menna – : dai campus ai cantautori, dalla ricerca di tesori nascosti alla open coesion, dal cibo nella Bibbia alle pietre e i cittadini. Centinaia di circolari invadono le scuole nel tentativo di regolare attività che sono proprie delle scuole autonome. A Renzi, che nel video della lavagna ha indicato come obiettivo l’eliminazione delle circolari, diciamo che non serve una nuova legge per diminuirne il numero, basta non farne».

Riforma della scuola? Si parta da Viale Trastevere
Dalla nomina di Stefania Giannini a capo del dicastero dell’Istruzione sono state prodotte più di 340 «note» ministeriali, quasi una al giorno, domeniche comprese. A queste vanno aggiunte quelle emanate dalle direzioni regionali e dagli uffici scolastici territoriali. «Al presidente del Consiglio proponiamo una valutazione – soggiunge Di Menna -: dalla nascita dell’autonomia ad oggi si è sempre voluto cambiare la scuola mentre sarebbe molto più opportuno partire da ciò che non è stato fatto e che il provvedimento del governo non affronta». Di che si tratta? Facile: Della «riforma del ministero – dice nel suo affondo finale Di Menna – , che dovrebbe passare da centro di gestione burocratico-amministrativa a centro di supporto delle scuole autonome. La scuola dell’autonomia non può prescindere dalla radicale trasformazione della funzione del ministero. Il palazzo di viale Trastevere, invece, non viene nemmeno sfiorato».

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