Il Pd presenta le modifiche dopo il confronto coi sindacati

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Ma sul piano assunzioni il rischio è quello di peggiorare il lavoro della Commissione

Tuttoscuola,  8.5.2015.

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Le spiegazioni sull’attività emendativa del Partito Democratico fornite dal vicesegretario del partito Lorenzo Guerini (Guerini (Pd): Risposte importanti con gli emendamenti al ddl scuola) sono complementari a chiarimenti da parte della senatrice Francesca Puglisi, responsabile scuola della segreteria Pd. Un emendamento chiarirà che le assunzioni riguardano tutti i precari delle Gae. “Ci siamo resi conto che molte delle proteste di piazza erano dovute all’ambiguità del testo“, spiega Puglisi. Con questa formulazione chiariremo che “tutti i docenti nelle graduatorie a esaurimento saranno assunti. Restano 23mila insegnanti della scuola per infanzia, che saranno assunti quando entrerà in vigore la delega sullo 0-6“.

Questa puntualizzazione potrebbe confermare, se le assunzioni previste restassero 100.701, l’esclusione dalle assunzioni degli inseriti in graduatoria di merito 2012 con i vizi di legittimità che un provvedimento del genere si porterebbe dietro, in termini di depauperamento del percorso concorsuale rispetto a quello non concorsuale delle graduatorie permanenti, e di violazione della durata almeno triennale delle graduatorie con la decadenza delle medesime dopo un anno o due.

Il concorso previsto dal ddl “sarà poi – continua Puglisi – per 60mila abilitati, e sarà prevista la valorizzazione dei titoli e del servizio svolto“. L’articolo 12 sarà modificato prevedendo esplicitamente che il limite dei 36 mesi di servizio “non sia retroattivo“.

Anche qui il pericolo è che l’indizione di un concorso senza avere esaurito le graduatorie concorsuali precedenti (ma piuttosto facendole, come abbiamo visto, decadere anzitempo) crei un effetto domino di illegittimità che possa finire con l’ingigantire gli effetti risarcitori della sentenza europea.

Modifiche anche al profilo del ‘nuovo’ preside. “Non vogliamo disegnare un preside manager o uno sceriffo ma un responsabile che sia in grado di rispondere degli esiti delle scuole“, sintetizza Puglisi. Le modifiche prevedono la collaborazione tra il dirigente che dà l’indirizzo nel piano dell’offerta formativa triennale, la fase elaborativa in collegio dei docenti, l’approvazione in consiglio d’istituto.

Chiarita anche la dinamica della ‘assunzione’ da parte dei presidi, un aspetto che aveva suscitato perplessità e critiche da parte dei sindacati. Nessuna assunzione. Un emendamento chiarirà che gli albi territoriali avranno dimensione subprovinciale, i docenti che ne faranno parte saranno tutti assunti a tempo indeterminato. I presidi potranno scegliere la collocazione nella loro scuola. I docenti che non saranno richiesti da nessuno saranno collocati dall’ufficio scolastico provinciale. Per evitare diseguaglianze tra istituti, i presidi delle scuole periferiche, potranno cercare di trattenere o convincere i docenti a prestare servizio presso la loro sede, usando il fondo da 200 milioni di euro gestito dai dirigenti scolastici e destinato alle premialità per i docenti.

Gli insegnanti saranno scelti per il curriculum pubblicato nell’albo, ma è previsto che possano inviare anche direttamente il loro curriculum. Rimarranno intatti gli scatti di anzianità. Disciplinata anche la gestione del fondo da 200 milioni: il preside sarà affiancato da un comitato di valutazione composto da docenti e genitori. Lo stesso preside sarà valutato ogni tre anni da un comitato di valutazione istituito presso l’ufficio scolastico regionale. Previste anche visite degli ispettori negli istituti scolastici. Il preside mette in gioco una parte dello stipendio, nella quota premiale riservata ai dirigenti.

Sarà infine innalzato dal 10 al 20 per cento il fondo di perequazione del 5 per mille. Una novità che Francesca Puglisi sottolinea citando Maurizio Landini, perché “quando dice che vogliamo costruire un sistema con scuole per poveri e per ricchi, ci fa male. Sappia che il nostro intento e quello del governo è di utilizzare l’istruzione per combattere le diseguaglianze territoriali e sociali“.

Infine le deleghe: calano a 8. Stralciata quella sulla riforma degli organi collegiali, perché si avvierà un “percorso di coinvolgimento per rimotivarli“. Identico destino per quella sull’autonomia scolastica, sulla scuola digitale e sugli Its. Lo sforzo del Pd di modificare il ddl, non esclude che siano accolte le richieste dei sindacati di incontrare il governo. “Il ministero è sempre stato disponibile. Noi abbiamo svolto il nostro compito di confronto“, spiega Lorenzo Guerini.

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