La buona scuola, non c’è pace per Renzi e la Giannini: 25 studenti sospesi per aver boicottato il test invalsi

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  di Pietro Salvatori, L’Huffington Post  21.5.2015.

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Dopo le proteste, i sit-in, la minaccia di bloccare gli scrutini, e l’approvazione (in prima lettura) da parte della Camera, adesso arrivano le prime sospensioni. Non c’è pace per “la buona scuola” targata Matteo Renzi e Stefania Giannini. L’ultimo capitolo si scrive proprio nella Toscana del premier. Non a Firenze, ma a Pisa, dove oltre venti studenti sono stati sospesi. Il motivo? Hanno annullato i test Invalsi.

È il Tirreno a riportare la protesta della Rete degli Studenti medi, alla quale si sono poi aggiunti i Cobas: “Nei giorni antecedenti la mattina di martedì 12 i rappresentanti degli studenti avevano proposto ai ragazzi di consegnare il foglio in bianco in segno di protesta, e questi oltre ad aver fatto ciò hanno deciso legittimamente di cancellare anche il loro codice identificativo in modo da rendere anonima la prova. A questa contestazione non è mancata un’immediata dura risposta da parte della dirigenza scolastica, che ha provveduto a punire con la sospensione tutti gli studenti che hanno aderito a quest’iniziativa”.

Così circa 25 studenti dell’istituto Santoni, nella città della torre che pende, si sono trovati sul groppone il più grave dei provvedimenti disciplinari, destinato a pesare sul curriculum personale a poche settimane dall’esame di stato. Il tutto per aver aderito ad una protesta che, secondo le stime ufficiose, ha coinvolto circa un quarto di coloro che si sono ritrovati il test sul banco.

Il pretesto del dirigente scolastico è quello del “danneggiamento a proprietà pubblica”, poiché gli interessati hanno cancellato il codice identificativo presente sui fogli. Un atto destinato a rinfocolare le polemiche sulla figura del preside-sceriffo, che, dopo la pubblicazione in Gazzetta del ddl, vedrà aumentata la sua sfera di potere.

Per il momento le uniche reazioni sono arrivate dalla sinistra cittadina. “Simili provvedimenti sono degni di uno stato antidemocratico – scrivono i rappresentanti di Rifondazione e di Toscana a sinistra – Questa azione repressiva è un ulteriore tassello di quella autoritaria di scuola che il Governo sta facendo passare nelle aule del Parlamento in queste ore nonostante la mobilitazione di migliaia di studenti”. Ma il provvedimento del preside del Santoni è destinato a sollevare un polverone.

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