Puglisi e Zanda (Pd), trattiamo ma si chiude entro giugno

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Tuttoscuola,  10.6.2015.

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La riforma della scuola “non è il congresso del Pd”, “non è che ci dobbiamo mettere d’accordo tra di noi, ma offrire la migliore scuola possibile agli studenti italiani“. Lo sostiene Francesca Puglisi, senatrice del Pd relatrice sul Ddl e responsabile scuola e università del partito in una intervista al Quotidiano Nazionale. E sul governo battuto in commissione affari costituzionali dice: “E’ un incidente banale, mancavano tre persone della maggioranza“. E si dice “fiduciosa che riusciremo a portare avanti il provvedimento senza snaturarlo“.

Spiega però che non va toccato il piano di assunzioni “perché le risorse stanno scritte nella legge di stabilità che non possiamo cambiare“. Ma “lavoriamo a migliorare la norma di valutazione del dirigente scolastico che sarà valutato ogni tre anni e su questo si giocherà l’indennità integrativa. La valutazione va fatta sulla base del raggiungimento di obiettivi: per la prima volta quest’anno le scuole redigono il loro piano di miglioramento. Poi ci sono altri parametri, alcuni emendamenti presentati in Senato dal Pd, come quello a prima firma Marcucci, che prevede che il dirigente sia valutato a partire dal successo formativo ottenuto, cioè meno studenti bocciati e meno con debiti formativi” e “per contrastare la critica di voler creare scuole di tendenza il dirigente scolastico dovrà cambiare scuola ogni due trienni“.

Poi conclude: “Entro giugno la riforma dovrà essere varata, per avere a settembre i nuovi insegnanti in cattedra“.

Anche  il capogruppo dei senatori Pd Luigi Zanda è per una rapida per approvazione del ddl scuola, tanto che giudica eccessivi i 15 giorni prospettati da Renzi: “Non credo saranno necessari, penso ne servano meno. Le decisioni vanno prese in fretta, ci sono persone che aspettano le assunzioni e la scuola deve iniziare regolarmente alla fine dell’estate“. Zanda sottolinea che dei precari “si prevede di assumerne centomila e altri 60 mila nel 2016 per concorso. Per un Paese in grandissime difficoltà economiche, aver finanziato in modo consistente scuola ed edilizia scolastica è uno sforzo molto grande e mi dispiace che questa volontà positiva non sia stata compresa“.

Ed entra nel merito della discussione: “Abbiamo fatto un grosso lavoro, che non è finito. Si è deciso che la valutazione dei presidi venga affidata a ispettori ministeriali assunti per concorso. E’ stato accolto il limite di due trienni per l’incarico dei presidi e approfondito il tema della valutazione dei docenti. Abbiamo previsto premi per la professionalità decisi dalla scuola e non solo dal preside, messo limiti ai bonus dei contributi privati“.

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