Renzi: ‘sulla scuola prendiamoci altri 15 giorni’

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Tuttoscuola,  9.6.2015.

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Nella Direzione del Pd di lunedì sera il premier Matteo Renzi ha affrontato il problema (politico assai più che di merito) della riforma della scuola rilanciando il dibattito nel partito: “Prendiamoci altri 15 giorni. Ma allora facciamo assemblee in tutti i circoli del Pd, entriamo nel merito.  La riforma della scuola la facciamo per i ragazzi e non per assumere 200mila persone, per i ragazzi e non come ammortizzatore“.

Sulla questione chiave delle assunzioni ha detto di non accettare “l’idea che stiamo distruggendo la scuola pubblica quando abbiamo messo più soldi di tutti. E’ la cosa più preziosa che abbiamo“.

E ancora “Quando sento, lo dico con affetto a Stefano Fassina,  persone che partecipano a una riunione di 4-5 ore qui dentro e poi escono e danno un’immagine completamente diversa, ci rimango male“.

Renzi torna sul tema della scuola facendo riferimento alle regole interne del Pd: “Non ho problemi sui numeri, posso fare la riforma della scuola anche domattina, anche spaccando il Pd ma lo riterrei un errore politico, stessa cosa sulle riforme. Se vogliamo discutere tra di noi,facciamolo, ma serve un codice di condotta interno, che va approvato, senza diktat“.

Poi, con durezza, “Noi abbiamo scelto un percorso, ci confrontiamo, sui temi di merito questo partito discute, ma non si può discutere sempre. Non è che su tutti i temi ognuno fa come gli pare o peggio ancora si organizza all’interno del Pd sulle questioni di coscienza. Non ho mai visto un voto di coscienza declinato in formazioni correntizie“.

Insomma 15 giorni ancora come limite massimo, poi si decide – qualunque sia il tipo e il livello di mediazione raggiunto – e a quel punto la minoranza non potrà “fare come gli pare”.

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