Scuola, Renzi: «Assunzioni hanno senso solo se facciamo la riforma»

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Il premier a tutto tondo nel suo commento mensile. Parla di riforme e ripresa: «C’è ma non sono ancora contento». Di immigrazione: «Non faremo tutto da soli». E di crisi del Pd: «Perso il contatto con la gente»

Il Corriere della Sera  20.6.2015.  

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Renzi a tutto tondo su fisco, scuola, immigrazione e, naturalmente, riforme. Sono questi i temi trattati dal premier nella sua eNews, la newsletter mensile.

Ripresa e riforme

Tema riforme e ripresa, il premier gioca ancora la carta dell’ottimismo. E incalza: «La ripresa c’è, i segnali sono molteplici, ma non sono ancora contento. L’Italia è sulla buona strada, ma deve ancora liberarsi da vincoli e paure. Se sei al Governo e vuoi sconfiggere il populismo e l’antipolitica l’unica strada che hai davanti a te è fare le riforme. Farle presto, farle bene, farle tutte. E su questo non ci fermeremo mai».

Edilizia: sbloccare opere pubbliche

Tra i punti nodali della ripresa, secondo il premier, c’è l’edilizia, ancora troppo sofferente, soprattutto nel campo delle opere pubbliche, molte delle quali ferme per la crisi. «C’è molto da fare, specie nel settore che ha patito più la crisi, l’edilizia. Anche in aprile la produzione industriale nel settore costruzioni ha segnato un dato negativo (-0,3%). Ripartono i consumi, cresce il Pil, aumentano i posti di lavoro. Ma se non riparte l’edilizia, la situazione occupazionale non tornerà mai quella di prima».
Sul fisco, ecco la novità: «Sono pronti sei decreti legislativi che porteremo martedì in consiglio dei ministri e che cambieranno profondamente il rapporto tra cittadini e Stato. Soprattutto per le aziende, all’inizio. Ma in prospettiva anche per i cittadini».

Immigrazione: «Non faremo tutto da soli»

Tema immigrazione, per il premier «un argomento difficile, soprattutto per le paure che suscita oggi». Per affrontare la questione, secondo il premier occorrono determinazione e senso di responsabilità, soprattutto per superare le regole di Dublino II che, prosegue Renzi, sembrano fatte apposta contro l’Italia che però “inconsapevolmente” le appoggiò. «Ogni volta che un italiano salva una vita sono sempre più orgoglioso di essere alla guida di un Paese che sta scrivendo una pagina di civiltà in mezzo a tanta demagogia. Ma che non può fare tutto da solo. Ne parleremo al consiglio europeo di venerdì 26 e anche all’Expo domenica durante un incontro con François Hollande», conclude Renzi.

Scuola: assunzioni solo con la riforma

Scuola. Cgil Cisl e Uil chiedono un decreto subito per i precari e quindi lo stralcio delle assunzioni dal Ddl? Il premier non molla e attacca: assunzioni solo con la riforma: «100 mila persone in più, più soldi per gli insegnanti, il merito nella valutazione e una diversa organizzazione basata sull’autonomia. I governi che ci hanno preceduto hanno tagliato, noi mettiamo più soldi. Tanti. Perché per noi investire nella scuola é investire nel futuro. Chi è contrario cerca di bloccare la riforma in Parlamento con migliaia di emendamenti, per impedirne l’approvazione, salvo poi accusare il governo di non voler fare le assunzioni. Non siamo noi che vogliamo fermarci, ma le assunzioni hanno senso solo se cambiamo la scuola, se c’è un nuovo modello organizzative».

Il partito: tornare al contatto con la gente

Commentando poi le ultime elezioni regionali, che hanno segnato perdite importanti per il Pd, come Venezia e la Liguria, Renzi tiene a precisare: «Abbiamo vinto le regionali, ma perso qualche ballottaggio di troppo, da Venezia ad Arezzo, da Matera a Fermo (e queste sconfitte hanno messo in secondo piano vittorie bellissime come quella di Mantova o le conferme dei nostri sindaci da Lecco a Macerata)». E sulla crisi del Pd, Renzi sceglie di non commentare l’elenco di Barca sui circoli infetti, ribadendo però che : «È importante che il Pd non perda mai il contatto con i problemi dei cittadini. Talvolta invece abbiamo dato l’impressione di essere autoreferenziali anche noi, parlandoci addosso. Siamo il partito più votato non solo in Italia -garantisce- ma anche in Europa dove la sinistra raccoglie purtroppo un’altra sconfitta, in Danimarca». Da qui l’invito a parlare direttamente alla gente, «anche perché abbiamo una grandissima responsabilità: restituire orgoglio all’Italia e fiducia agli italiani. Urlare e insultare riesce a tutti, cambiare e costruire invece tocca a noi».

Grecia: «La vogliamo nell’euro, faccia la sua parte»

Il premier parla poi di economia facendo riferimento alla situazione del debito greco. « Molta tensione sui mercati internazionali e nell’ambito del Consiglio Europeo per il rischio default in Grecia. Tutti stiamo lavorando per dare una mano al Governo Tsipras. L’impegno europeo, tuttavia, deve essere accompagnato da uno sforzo vero di riforme che Atene può e deve fare. Noi vogliamo che la Grecia resti nell’Euro e stiamo facendo di tutto perché ciò si verifichi. Anche i greci devono, però, fare la loro parte. Molte telefonate incrociate in queste ore. Lunedì, ore 19, Bruxelles: Vertice straordinario dei capi di governo dell’EuroGruppo».

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