Alunni con disturbi dell’apprendimento, il piano integrativo è un «obbligo rafforzato»

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di Pietro Alessio Palumbo, Il Sole 24 Ore, 2.6.2021.

Gilda Venezia

Gli studenti con Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) possono beneficiare di misure didattiche di supporto e di una didattica personalizzata, progettate tenendo conto delle difficoltà e dei punti di forza del singolo alunno. Un metodo che rispetti il suo “modo” di imparare e garantisca il suo diritto allo studio e all’apprendimento. L’attuazione dei suddetti strumenti si ha con il Piano didattico personalizzato (Pdp) che ha il ruolo di identificare i concreti provvedimenti compensativi. Tale strumento va redatto ed applicato in uno spirito di massima collaborazione tra l’istituto scolastico, il corpo docente e la famiglia dello studente. E nel caso di studenti con Dsa, in sede di giudizio finale dell’anno è necessaria una valutazione fondata sul Pdp.

La mancata redazione del Piano integrativo
Nella vicenda affrontata dal Consiglio di Stato con il parere 780/2021 uno studente affetto da dislessia, discalculia e disortografia era stato destinatario di un Pdp. Lo stesso veniva ammesso all’anno successivo ma con debiti in alcune materie. Con ricorso al Capo dello Stato i genitori lamentavano il mancato rispetto del Pdp e la mancata redazione del Piano d’integrazione degli apprendimenti (Pia). Nei verbali della scuola si leggeva che il consiglio non ne aveva ritenuto necessaria la predisposizione.

Obbligo non “facoltà”
Ha evidenziato il Giudice di Palazzo Spada che il Piano di integrazione degli apprendimenti e il Piano di apprendimento individualizzato (Pai) hanno fondamentale, ulteriore funzione di supporto agli studenti destinatari di Pdp. La normativa prescrive che gli studenti che abbiano registrato delle insufficienze, in luogo della non ammissione all’anno successivo, debbano integrare la propria formazione con Pai/Pia e che nel caso di studenti con Dsa, questo sia oltre che coerente con i Pdp, allegato al documento di valutazione finale. La predisposizione del piano costituisce, pertanto, un obbligo e non una facoltà. Tale obbligo è di particolare rilevanza per gli studenti con Dsa dove la necessità di definire obiettivi e strumenti rende indispensabile una programmazione che coinvolga non solo i docenti ma anche altri sistemi di competenze necessari a valutare le concrete ragioni delle insufficienze, provando a recuperarle.

“Obbligo rafforzato”
Il diritto all’istruzione e il diritto all’integrazione scolastica degli studenti disabili costituiscono fondamenti costituzionali alla luce dei quali va “letta” tutta la normativa in materia di istruzione degli studenti con disabilità. E una interpretazione conforme a Costituzione della disciplina in materia conduce a ritenere che l’obbligo di predisposizione del piano integrativo, nel caso di studenti con disabilità, inclusi i Dsa, è un «obbligo rafforzato», il cui inadempimento costituisce violazione del diritto all’istruzione degli «studenti più deboli».

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Alunni con disturbi dell’apprendimento, il piano integrativo è un «obbligo rafforzato» ultima modifica: 2021-06-02T06:27:02+02:00 da Gilda Venezia
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