BES e DSA: modello guida alla compilazione del PDP e normativa di riferimento

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di Linda Tramontano, Professionisti Scuola Network,  31.10.2019

– In questa fase iniziale dell’anno scolastico, tutti i docenti sono impegnati nella parte burocratica che gli compete e in particolar modo nell’elaborazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato) e PDP (Piano Didattico Personalizzato). Il PEI viene redatto per alunni con disabilità (certificata ex L. 104/92) mentre per gli alunni con Disturbo Specifico dell’Apprendimento è d’obbligo il PDP. La Direttiva sui BES del 27/12/2012 e la  C.M. 8/2013  posero l’attenzione su tutti quegli studenti non tutelati dalla legge 104/92  e dalla legge 170/210  (Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico,riconoscendo la dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia quali disturbi specifici di apprendimento) che, pur non avendo certificazioni cliniche, mostravano comunque un svantaggio, talvolta temporaneo, socio-culturale, economico e sociale tale da avere ripercussione sugli apprendimenti.

Per questi ultimi la stesura del PDP, e di conseguenza la sua approvazione, è demandata al team docenti o consiglio di classe in accordo con la famiglia.  Le Linee guida per il diritto allo studio di alunni e studenti con DSA (D.M. n.5669/2011) indicarono i necessari interventi pedagogico-didattici per il successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, attivando percorsi di didattica individualizzata e personalizzata attraverso strumenti compensativi e misure dispensative. Il successivo D.lgs. 96/19, integrativo e correttivo del D.Lgs. 66/17 (Riforma Inclusione e Sostegno) ha rimarcato l’importanza delle azioni organizzative e delle strategie didattiche per l’accoglienza di alunni con Bisogni Educativi Speciali, al fine di favorire l’inclusione attraverso le fasi dell’accoglienza, attività di facilitazione, misure dispensative e strumenti compensativi, figure e compiti dentro e fuori dall’Istituto.

INDIVIDUAZIONE DEI CASI

Oltre la normativa c’è quindi il compito da parte del Consiglio di classe di monitorare gli studenti che presentino delle difficoltà; ad un occhio inesperto diversi alunni della stessa classe potrebbero apparire quasi tutti con BES. Per sottolineare quanto ardua sia la problematica, può accadere ad esempio che l’atteggiamento di uno studente che mostri una certa insofferenza a rimanere seduto o a prestare attenzione alla lezione frontale, possa essere segno di iperattività o disagio e indurre il cdc alla redazione di un PDP. Ovviamente questo è un caso limite, però non bisogna trascurare il fatto che ultimamente si è molto discusso sui disturbi specifici di apprendimento degli studenti rapportandolo ad un eccesso di medicalizzazione e di diagnosi. Affermazioni messe in discussione dall’’ufficio Statistica e Studi del MIUR che ha pubblicato il report “Alunni con disturbi specifici dell’apprendimento” A.s. 2016/2017 dove appunto si evince che il numero della certificazione DSA corrisponde al 2,9% e che non si può parlare di” boom di diagnosi” dal momento che la European Dyslexia Association (EDA) stima la prevalenza generale dei soggetti con DSA tra il 5% e il 12%.

LA SCUOLA COME AMBIENTE DI APPRENDIMENTO

Un’altra questione da evidenziare è che non tutte le nostre scuole offrono spazi e ambienti favorevoli all’apprendimento, molto spesso ci troviamo dinanzi a strutture fatiscenti, inadeguate ad ospitare gli studenti. Ed ecco che entra in gioco il modello della scuola finlandese dove prevale la presenza di ampi spazi, giardini, cortili all’aria aperta funzionanti anche in caso di maltempo, aule accoglienti e spaziose, sicuramente non le nostre “classi pollaio”. Come si fa in un tale ambiente a non parlare di successo formativo quando  tutti gli strumenti e i mezzi utilizzati fanno sì che lo studente venga coinvolto nel processo di apprendimento? Nel caso dei nostri alunni anche questa problematica ha un’influenza negativa in tutti coloro che avvertono il disagio di trascorrere molte ore di studio in ambienti chiusi e circoscritti. Quanto detto potrebbe sembrare che esuli dal discorso BES, ma fatta eccezione per i DSA, gli insegnanti prima di indicare e valutare se redigere un PDP prendono in analisi anche tutti questi segnali che possono poi portare confrontarsi con la famiglia e decidere quali iniziative intraprendere.

PREDISPOSIZIONE DEL PDP

Che cosa è il PDP?

Il PDP è un documento introdotto dalla Legge 170/2010 e dal Decreto Ministeriale 5669 del 12/07/2011 “Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA”. E’ un documento condiviso che serve ad evidenziare tutte le procedure che andranno attuate sulla didattica: strumenti compensativi (software con sintesi vocale, la registrazione, la calcolatrice, tabelle, mappe, formulari ecc..) e misure dispensative (leggere ad alta voce, copiare lunghi testi alla lavagna, prendere appunti ecc..) che lo studente può utilizzare durante le lezioni o durante le prove di valutazione. La Direttiva sui BES del 27/12/2012 e la  C.M. 8/2013 hanno stabilito che potesse essere un valido strumento anche per tutti gli altri alunni/studenti con BES, ad eccezione degli alunni con PEI.

Cosa fa la Scuola?

Istituisce il GLI (Guppo di lavoro per l’inclusione) costituito dai docenti di sostegno, docenti curricolari e, eventualmente, personale ATA nonché da specialisti dell’ASL del territorio. Il GLI, nominato e preseduto dal dirigente scolastico ha il compito di supportare il collegio dei docenti nella definizione e realizzazione per Piano per l’inclusione nonché i docenti contitolari e i cdc nell’attuazione dei PEI. 

Chi redige PDP?

IL Consiglio di classe in collaborazione con la famiglia

Quando va presentato?

Anche ad inizio anno scolastico avviato ma per le diagnosi DSA, il PDP dovrebbe essere operativo entro 3 mesi da quando la documentazione diagnostica è stata presentata a scuola.

Il PDP a chi è rivolto?

Per alunni DSA: Discalculia, Disortografia, Dislessia evolutiva, Disgrafia.

Per alunni BES: Disturbi evolutivi specifici (con diagnosi), svantaggio socio – economico, svantaggio linguistico e/o culturale, disagio comportamentale/relazionale/psicoemotivo (senza diagnosi).

Quali sono le parti del PDP?

 1 Dati anagrafici dell’alunno.
2 Tipologia di disturbo.
3. Attività didattiche individualizzate.
4. Attività didattiche personalizzate.
5. Strumenti compensativi utilizzati.
6. Misure dispensative adottate.
7. Forme di verifica e valutazione personalizzate.

In allegato  modello guida

Allegati:

PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO.doc

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BES e DSA: modello guida alla compilazione del PDP e normativa di riferimento ultima modifica: 2019-11-01T21:37:46+01:00 da Gilda Venezia
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