Decreti L.107/15 al capolinea: le prove Invalsi escono dagli esami, nuova maturità nel 2019

Alessandro Giuliani, La Tecnica della scuola, 6.4.2017

Dopo tante discussioni, confronti e lamentale, i decreti legislativi della Buona Scuola approdano in Consiglio dei ministri per l’approvazione finale.

Il via libera è previsto per l’8 aprile all’ora di pranzo: da quel momento in poi, l’opera del legislatore della L.107/15 si sarà esaurita, per fare spazio all’attuazione pratica. Quella da svolgere nelle scuole.

Sono diverse le disposizioni, anche dell’ultimo momento, contenuti negli otto decreti legislativi.

Vi proponiamo una sintesi dei provvedimenti in arrivo, parti dei quali riportati dall’agenzia nazionale Ansa (non sono tuttavia da escludere cambiamenti agli otto testi che approderanno in CdM, attuati proprio nelle ore finali).

 

  • VALUTAZIONE ALUNNI – Salta al fotofinish l’ammissione alla maturità con la media del sei. Per essere ammessi (anche se si potrà sostenere l’esame anche con un’insufficienza se motivata dal consiglio di classe) sarà indispensabile il sei in tutte le discipline, condotta compresa.
    Se le novità per i cicli inferiori entreranno in vigore già nel 2018 per la nuova maturità bisognerà aspettare il 2019: c’è bisogno di più tempo, infatti, perché vada a regime l’alternanza scuola lavoro (che diventa indispensabile per l’accesso agli Esami di Stato) e perché vengano riformulate le nuove prove, dopo la scomparsa del quizzone
    Restano anche, però nel primo ciclo di istruzione, i voti tradizionali (e non le lettere all’americana ipotizzate nelle proposte delle ultime settimane).
    Le prove Invalsi, che testeranno anche la conoscenza delle lingue straniere, non saranno incluse né nell’esame di terza media né in quello di diploma, ma saranno comunque obbligatorie per gli studenti. Aumenterà il peso del credito scolastico.
  • RISORSE PER ASILI NIDO – Ammonta a oltre 600 milioni il pacchetto di risorse stanziate per la delega 0-6 anni, che fa transitare dal welfare al sistema educativo e scolastico gli asili nido, assicurando ai Comuni il denaro per la loro gestione.
  • INSEGNAMENTO, DOPO LA LAUREA CONCORSO – Con il nuovo sistema di formazione iniziale e reclutamento, chi aspira a fare l’insegnante entrerà in ruolo dopo tre anni di tirocinio formativo (con mini-stipendi più possibilità di svolgere supplenze al terzo anno).
    La fase transitoria permetterà anche ai docenti di seconda (abilitati) e terza fascia (non abilitati) con almeno 36 mesi di servizio di essere stabilizzati, previo comunque un corso ad hoc per portare a casa l’abilitazione.

  • CLASSI CON ALUNNI DISABILI – Nel decreto relativo all’inclusione il tetto degli studenti per classe resta quello attuale (con un numero massimo di 20 alunni per classe in presenza di uno studente con grave disabilità), vengono snellite le pratiche burocratiche e garantiti insegnanti di sostegno più formati e preparati.
    Passa da cinque a dieci anni il periodo minimo di permanenza sul sostegno dopo l’immissione in ruolo: nel computo valgono, comunque, anche gli anni di precariato, sempre se svolti a supporto-insegnamento diretto agli alunni disabili.
  • DIRITTO STUDIO – Si incrementano da 10 a 30 milioni i fondi destinati all’erogazione di borse di studio a favore degli studenti iscritti agli ultimi due anni delle scuole superiori, per l’acquisto di libri di testo, per la mobilità e il trasporto, per l’accesso a beni e servizi di natura culturale.
    È previsto l’esonero dalle tasse scolastiche per gli studenti delle quarte e delle quinte Superiori (si parte nel 2018-2019). Carta dello studente anche per chi frequenta Accademie e conservatori di musica.
  • ISTRUZIONE PROFESSIONALE – Nei percorsi dell’istruzione professionale arriva il 2+3: biennio unico e triennio unico, superando così l’attuale articolazione dei cosiddetti “due bienni più uno”. Gli indirizzi passano da 6 a 11 e vengono rafforzate le attività di laboratorio (comprese le esperienze di scuola-impresa e di bottega-scuola).
    Arriva anche una maggiore interscambiabilità con i Centri di formazione regionale (il cui diploma dl quarto verrà equiparato a quello statale, ai fini della partecipazione ai concorsi, ma non varrà per l’accesso ai corsi universitari).
  • MADE IN ITALY – Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa sono alcune delle arti che verranno potenziate negli istituti scolastici.
    E l’alternanza Scuola-Lavoro potrà essere svolta presso soggetti pubblici e privati che si occupano della conservazione e produzione artistica.
  • SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO – In arrivo 50 nuovi insegnanti negli istituti italiani oltre confine che potranno partecipare ai bandi relativi al Piano nazionale scuola digitale.
    Dovrebbe essere rivisto il periodo di permanenza fuori dei docenti: 6 + 6, con pausa obbligatoria tra i due periodi.

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TUTTI I TESTI / DELEGHE LEGGE N. 107/2015 

  > FORMAZIONE INIZIALE
  • Atto n. 377   • Relazione

  > SOSTEGNO E INCLUSIONE
  • Atto n. 378   • Relazione

  > ISTITUTI PROFESSIONALI
  • Atto n. 379   • Relazione

  > INFANZIA – SISTEMA INTEGRATO 0-6 ANNI
  • Atto n. 380   • Relazione

  > DIRITTO ALLO STUDIO
  • Atto n. 381   • Relazione

  > VALORIZZAZIONE PATRIMONIO
  • Atto n. 382   • Relazione

  > SCUOLA ITALIANA ALL’ESTERO
  • Atto n. 383   • Relazione

  > CERTIFICAZIONE COMPETENZE ED ESAMI DI STATO
  • Atto n. 384   • Relazione

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Decreti L.107/15 al capolinea: le prove Invalsi escono dagli esami, nuova maturità nel 2019 ultima modifica: 2017-04-07T05:02:54+02:00 da Gilda Venezia
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