E’ più importante l’interrogazione o lo stage? A Liceo Tasso scoppia ilcaso

Corriere-scuola_logo14di Valentina Santarpia,  Il Corriere della Sera 9.6.2016 

– Poi il provvedimento, dopo una riunione dei genitori col preside, è rientrato. Ma resta il tema di fondo: è più importante un’interrogazione per non essere rimandati o un giorno in laboratorio? Professori e dirigente che minimizzano: «L’alternanza è attività didattica»

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Quattro studenti prima sospesi, poi reintegrati, nell’alternanza scuola lavoro, un conflitto tra professori, una riunione convocata d’urgenza nello studio del preside, parole grosse volate nei corridoi. È successo al liceo classico Tasso di Roma, uno dei più prestigiosi della Capitale, fucina di talenti, dove lunedì scorso è andato in scena un piccolo melodramma. Una miccia pericolosa per l’alternanza scuola lavoro, che prevede 400 ore di stage obbligatori per gli studenti di tecnici e professionali e 200 per i liceali.

Cosa è successo

Quattro studenti avrebbero dovuto iniziare lunedì, insieme agli altri del terzo anno, un percorso di alternanza scuola lavoro, presso i laboratori dell’Ifo e della Sapienza. L’appuntamento era per le 9.30, la data decisa a due giorni dalla chiusura dell’anno scolastico. Ma quegli studenti non potevano esserci, perché la professoressa di matematica e fisica li aveva convocati per un’ultima interrogazione, decisiva: due si giocavano un debito, uno addirittura la promozione. Le professoresse che hanno la delega all’alternanza hanno visto i ragazzi a scuola, sono venute a sapere che non si sarebbero presentati ai laboratori designati, si sono infuriate, li hanno spediti dal dirigente, che li ha immediatamente sospesi dall’attività di alternanza. Una decisione che ha scatenato il putiferio al Tasso: gli studenti si sono mobilitati, hanno chiesto una riunione col preside, che a sua volta ha convocato i genitori. Alla fine gli studenti «cacciati» sono stati riammessi ai laboratori per le ore di alternanza previste. Ma «quello che è successo è solo un’altra dimostrazione del fatto che l’alternanza scuola-lavoro rovina la scuola pubblica svalutando il ruolo di studenti e professori», scrivono i rappresentanti degli studenti, promettendo mobilitazioni «nelle scuole e nelle strade affinché episodi simili non debbano mai verificarsi». Il preside replica tranquillo: «Solo un disguido, l’insegnante doveva avvertire lo staff dell’alternanza e avremmo risolo», minimizza il dirigente Paolo Pedullà.

Qual è il punto

«Sono stati usati toni accesi e non rispettosi», sostiene Giulia Oliva, una delle rappresentanti degli studenti del Tasso. Il punto è che l’alternanza, che quest’anno per la prima volta viene applicata anche nei licei, crea più di qualche malumore. «Non c’è chiarezza, non si capisce quali regole bisogna rispettare, e soprattutto si perdono tantissime ore di lezione che è impossibile recuperare», spiega Giulia. «Abbiamo dovuto fare il compito di matematica il 30 maggio perché nei pomeriggi precedenti c’erano stati gli incontri di formazione per l’alternanza, e dopo quegli incontri non potevano essere fissate né interrogazioni né compiti in classe. Tutta l’attività didattica è stata rallentata, e non è giusto che gli studenti con l’alternanza a partire dal 6 giugno non potessero recuperare». Ma il preside Pedullà replica netto: «L’alternanza è attività didattica, esattamente come tutto il resto: ci è stata imposta dall’alto, ma la legge chiarisce che ha lo stesso valore delle altre attività e quindi va realizzata con tutti i crismi». E l’interrogazione che si sovrapponeva al laboratorio? «I docenti dovevano parlarne tra di loro».

Alternanza versus programma

Nessuna insoddisfazione, secondo il dirigente, che anzi dice di ricevere continuamente attestati di gradimento da parte degli studenti e delle loro famiglie: «La scuola non è al servizio dell’azienda, come dicono- questo è il primo disguido in un intero anno. Abbiamo fatto uscire decine di ragazzi dalla scuola, ascoltando le loro esigenze e stimolandoli a entrare in ambienti dove hanno imparato il rispetto degli orari, delle regole, delle procedure: non presentarsi la mattina dell’inizio del percorso mi sembrava disdicevole». Ma l’alternanza toglie tempo al programma, replicano gli studenti. «E aggiunge ben altri contenuti- ci tiene a precisare la professoressa Antonella Fargelli, una delle responsabili dell’alternanza- Abbiamo faticato per trovare di luoghi dove i ragazzi potessero davvero imparare qualcosa, e siamo orgogliosi di aver stretto accordi col polo museale, con l’Archivio storico capitolino, con l’Istituto superiore di sanità, con il tribunale: tutti posti dove i ragazzi possono confrontarsi realmente con attività lavorative, venire a contatto con la nuova tecnologia, imparare i protocolli, lavorare in team». E dove il liceo blasonato di Roma deve assolutamente far bella figura, come insinuano gli studenti? «No, la scuola è un ente educativo- risponde Fargelli- e non possiamo far passare il messaggio che le regole saltino senza accordi». Anche se in ballo c’è l’interrogazione di matematica più importante dell’anno.

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E’ più importante l’interrogazione o lo stage? A Liceo Tasso scoppia ilcaso ultima modifica: 2016-06-10T05:12:36+02:00 da Gilda Venezia
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