Educazione civica. Il parere del CSPI

di Reginaldo Palermo, La Tecnica della scuola, 21.6.2020.

A settembre si parte, sperimentazione triennale.

Gilda Venezia

Per l’entrata in vigore dell’ insegnamento dell’educazione civica manca adesso solamente il decreto definitivo del Ministero che però non dovrebbe tardare molto, dal momento che lo schema delle Linee guida ha già incassato il parere favorevole del CSPI che, peraltro, ha proposto solamente un paio di modifiche importanti.

Le linee guida insistono su alcuni aspetti importanti della legge, a partire dal principio della trasversalità del nuovo insegnamento.
Tre sono i nuclei concettuali intorno ai quali si sviluppano le Linee guida.
In primo luogo la Costituzione quale cardine fondamentale della convivenza e del patto sociale del nostro Paese.
“Anche i concetti di legalità, di rispetto delle leggi e delle regole comuni in tutti gli ambienti comuni di convivenza (ad esempio il codice della strada, i regolamenti scolastici, dei circoli ricreativi, delle Associazioni…) – si legge ne documento – rientrano in questo primo nucleo concettuale, così come la conoscenza dell’Inno e della Bandiera nazionale”.

In secondo luogo il documento mette in evidenza i temi, sempre più irrinunciabile, dello sviluppo sostenibile, dell’educazione ambientale, oltre che della conoscenza e della tutela del patrimonio e del territorio.

Terzo, ma non ultimo nucleo centrale, è quello della cittadinanza digitale al quale, peraltro, è dedicato l’intero articolo 5 della legge, che esplicita le abilità essenziali da sviluppare nei curricoli di Istituto, con gradualità e tenendo conto dell’età degli studenti.
Per “Cittadinanza digitale”, si chiarisce, deve intendersi “la capacità di un individuo di avvalersi consapevolmente e responsabilmente dei mezzi di comunicazione virtuali”.

Le Linee guida provvedono anche ad individuare i traguardi di competenze, integrando in tal modo il Profilo delle competenze al termine del 1°ciclo di istruzione e il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente, a conclusione del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione.
Traguardi di competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica vengono invece rimandati all’anno scolastico 2022/23.

Il documento chiarisce anche la “prospettiva trasversale dell’insegnamento di educazione civica” sottolineando che essa “supera i canoni di una tradizionale disciplina, assumendo più propriamente la valenza di matrice valoriale trasversale che va coniugata con le discipline di studio, per evitare superficiali e improduttive aggregazioni di contenuti teorici e per sviluppare processi di interconnessione tra saperi disciplinari ed extradisciplinari”.
Molto dettagliato, forse persino troppo, il paragrafo sulla “contitolarità dell’insegnamento e il coordinamento delle attività” che fornisce in alcuni casi istruzioni molto minuziose per le scuole a seconda che l’attività sia svolta da uno o più docenti del team o del consiglio di classe ovvero da un docente “dedicato” come potrebbe accadere ove si possa o si debba ricorrere nella scuola secondaria di secondo grado ad un docente abilitato nelle discipline giuridico-economiche.
Altrettanto minuziose le indicazione per definire le modalità di attribuzione dell’incarico di coordinatore dell’educazione civica previsto dalla legge.

Le linee guida forniscono in ultimo chiarimenti importanti anche su come affrontare il tema della valutazione.

Nel parere espresso il 18 giugno scorso, il CSPI sottolinea di condividere la scelta di dare centralità e organicità all’insegnamento dell’educazione civica dalla quale, però dovrebbe discendere un impegno convinto in termini economici.
Al contrario, sottolinea il Consiglio superiore, ci si trova di fronte all’ennesimo provvedimento a costo zero e proprio per questo si chiede che la Ministra si adoperi affinché il Parlamento individui adeguate forme di finanziamento per l’insegnamento dell’educazione civica.
Particolarmente apprezzabile, secondo il CSPI, è la decisione del Ministero di introdurre l’insegnamento dell’educazione in modo graduale; il Consiglio chiede anzi che la “novità” venga adeguatamente monitorato per almeno tre anni, e cioè fino al termine dell’anno scolastico 2022/23, tenuto anche conto del fatto che il 2020/21 si preannuncia particolarmente complesso per le scuole che sono chiamate a riprogettare le attività dopo mesi d chiusura.

Per quanto riguarda le modalità di valutazione, il CSPI ritiene opportuno che si preveda per l’educazione civica, in tutti i gradi scolastici, un giudizio descrittivo con il conseguente superamento del voto in decimi, considerato poco plausibile data la trasversalità della “disciplina”.
Ed è forse questa la richiesta più difficile da accogliere in quanto necessiterebbe quasi certamente di una modifica di carattere normativo.

Adesso la parola torna alla ministra Lucia Azzolina che, nelle prossime settimane, dovrà firmare il decreto definitivo per dare finalmente avvio ad una novità attesa da tempo.

 

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Educazione civica. Il parere del CSPI ultima modifica: 2020-06-21T20:38:15+02:00 da Gilda Venezia
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