Genitori vs insegnanti, quando viene meno l’alleanza educativa

di Marco MelitiHuffington Post, 18.6.2018

– Tempo di quadri, di bilanci scolastici che, inevitabilmente, rimandano indietro nella memoria ciascuno di noi a quelle giornate calde e afose che accompagnano, ora come allora, la fine della scuola.

Sentimenti contrastanti tra coloro che vedono nella promozione l’inizio delle vacanze e chi, invece, rimandato o bocciato, l’incubo di dover comunicare la notizia a casa. Eppure, per quanto mi sforzi di ricordare, non rammento alcun episodio in cui un genitore si era scagliato fisicamente contro un professore, reo di aver mal giudicato il suo pupillo.

A giudicare dai recenti fatti di cronaca, l’ultimo dei quali accaduto a Roma pochi giorni fa, invece, molto sembra essere cambiato nei rapporti tra docenti e famiglie, dimentichi di quell’alleanza generazionale che aveva costituito un prezioso ponte pedagogico per motivare i nostri figli alla ricerca di se stessi e dell’interesse comune.

Così, di fronte a un rimprovero o a una bocciatura, ecco scattare da parte dei genitori una difesa a oltranza del proprio figlio, conseguenza diretta di una visione narcisistica che li porta a rispecchiarsi in loro e che, pertanto, non gli permette di tollerare che il giudizio dell’insegnante sul proprio figlio possa mettere in discussione lo status sociale che vorrebbero vedersi riconosciuto.

Questa modalità assolutoria, agìta spesso con condotte da codice penale, evidenzia scarsa consapevolezza di quello che dovrebbe essere il ruolo educativo il quale, certamente, non richiede una protezione assoluta dei propri figli ai quali, altrimenti, viene impedito di operare le giuste riflessioni sull’importanza di imparare ad assumersi la responsabilità dei propri errori e, soprattutto, ad accettare le conseguenze e le frustrazioni che da essi possono derivare.

Così, non accettando di rimanere un passo indietro per osservare i nostri figli crescere attraverso un confronto leale con le difficoltà della vita, ci affanniamo nel tentare di rimuovere ogni ostacolo dal loro cammino, anche a costo di delegittimare l’operato degli insegnanti; laddove, invece, l’educazione al rispetto delle regole rappresenta un tassello indispensabile per forgiare eticamente le nuove generazioni.

Nell’incontro con l’istituzione scolastica, infatti, i nostri ragazzi cessano di essere semplicemente “figli” per diventare “studenti”, come tali destinatari di precisi diritti e doveri. Circostanza, questa, che non rende in alcun modo tollerabile l’arroganza e la maleducazione che spesso riservano ai propri insegnanti, magari con la connivenza di quei genitori che, forse per non essere distolti dalla chat di classe o del calcetto, sono sempre pronti ad assecondarli, anche a costo di difendere l’indifendibile.

Naturalmente, quando si parla di corresponsabilità educativa tra famiglia e scuola non si vuol in alcun modo negare la possibilità di un contraddittorio dialettico tra soggetti maturi che cooperino da posizioni diverse, soprattutto laddove si rilevino delle disfunzioni non condivisibili in ambito scolastico. Un simile confronto, però, dovrà essere necessariamente all’insegna della reciprocità e del rispetto dei relativi ruoli, senza inutili strumentalizzazioni o dannose prevaricazioni, men che mai attraverso comportamenti violenti.

Una violenza che, d’altra parte, sembra ormai permeare ogni aspetto del nostro vivere sociale; ma che se rovesciata anche all’interno dei rapporti scolastici, lede irrimediabilmente quell’insostituibile alleanza educativa senza la quale genitori ed insegnati sono condannati ad una malinconica solitudine il cui prezzo, inevitabilmente, finiranno per pagarlo proprio le generazioni cresciute a pane e giustificazione.

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Genitori vs insegnanti, quando viene meno l’alleanza educativa ultima modifica: 2018-06-19T05:49:24+00:00 da Gilda Venezia

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