Il bonus per il merito dei docenti deve rimanere ai docenti

dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 6.2.2020

– Serve un nuovo CCNI che stabilisca in modo chiaro

quale quota vada ai docenti e quale al personale ATA –

L’esame in corso presso il MIUR circa l’applicazione della legge di bilancio con la quale viene destinato il bonus per il merito dei docenti alle risorse del MOF “senza ulteriore vincolo di destinazione” apre interpretazioni che possono ledere i diritti dei docenti, laddove più di qualcuno vorrebbe che tali risorse fossero completamente definalizzate. Bisogna ricordare che l’eventuale riapertura delle contrattazioni di Istituto per l’utilizzo delle risorse del bonus sarebbe relativa solo agli otto dodicesimi della somma poiché i quattro dodicesimi (da settembre a dicembre) sicuramente devono essere distribuiti applicando la legge 107/15 (Comitato di valutazione e dirigente per i criteri, RSU per il quantum). Nella discussione avvenuta al MIUR il giorno 3 febbraio l’amministrazione ha interpretato la frase “senza ulteriore vincolo di destinazione” come la sopravvivenza del merito come definito dalla 107/15. Il problema è che non ci sono criteri per qualsivoglia bonus per il merito del personale ATA non essendo previsto dalla legge. Di fatto l’amministrazione ha riconosciuto che il bonus può essere dato solo ai docenti.

La Gilda degli Insegnanti di Venezia ribadisce che le risorse del merito devono essere date ai docenti e invita la delegazione della FGU-Gilda a rappresentare tale posizione nei prossimi incontri. Per le contrattazioni già chiuse non è, a nostro avviso, possibile riaprirle per la questione bonus. Per quelle non ancora chiuse, fatto che rappresenta di per sè una disapplicazione del CCNL, si invitano le RSU a non considerare opportuno definalizzare i soldi del bonus se non per le attività didattiche dei docenti.

Serve una decisione politica da parte del governo affinchè siano cassate definitivamente le norme della legge 107/15 che hanno introdotto il comitato di valutazione allargato, il bonus per il merito, gli ambiti e la chiamata diretta. Non esiste infatti l’istituto della desuetudine nel diritto pubblico e amministrativo e l’abrogazione tacita (incompatibilità tra le nuove norme e quelle precedenti) appare sempre interpretabile in modo conflittuale nel diritto pubblico se non interviene una norma successiva gerarchicamente pari o superiore.

Serve un nuovo CCNI sul MOF (fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa) che stabilisca in modo chiaro l’attribuzione delle risorse per il FIS (Fondo delle Istituzioni Scolastiche) che stabilisca quale quota va ai docenti e quale al personale ATA. La Gilda ha tentato di introdurre il principio di separazione della destinazione delle risorse a monte tra docenti ed ATA ma ha sempre trovato l’opposizione delle forze sindacali che preferiscono lasciare alla contrattazione di Istituto tale compito. Avviene così che in alcune scuole si dia il 30% agli ATA, in altre in proporzione agli addetti, in altre addirittura si da il 40%. Una situazione di oggettiva disparità di trattamento che troppo spesso vede i docenti penalizzati. Come potrebbe avvenire se i soldi del bonus fossero spalmati sul personale ATA e, ancora, sui collaboratori del dirigente.

Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia

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Il bonus per il merito dei docenti deve rimanere ai docenti ultima modifica: 2020-02-06T05:49:12+01:00 da Gilda Venezia
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