Italia con tasso di abbandono tra i più alti in Europa

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Il Sole 24 Ore, 19.11.2019

– L’Italia ha un tasso di abbandono scolastico tra i maggiori in Europa. Secondo un’elaborazione Openpolis-Con i bambini impresa sociale, il 14,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni lascia il percorso di studi prima del diploma. Un tasso più alto si registra nella Ue solo in Spagna, Malta e Romania.

Inoltre, per il 76% degli italiani la principale causa della povertà educativa dei minori è dovuta alla disattenzione dei genitori. Due terzi degli italiani sostengono di aver sentito parlare di povertà educativa e 9 su 10 la giudicano un fenomeno “grave”, tanto che l’83% ritiene importanti le azioni di contrasto per lo sviluppo del paese. Per il 46% la responsabilità della crescita dei minori è di tutta la comunità perché la scuola da sola non basta più (11%).

Sono sempre alcuni dei dati che emergono dall’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, per l’impresa sociale “Con i Bambini”, società senza scopo di lucro nata per attuare i programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. In vista della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, “Con i Bambini” ha commissionato a Demopolis un’indagine sulle percezioni dell’opinione pubblica in tema di
povertà educativa minorile, per verificare la consapevolezza dei cittadini e le sensibilità da far maturare.

Dopo la disattenzione dei genitori, nella percezione dei cittadini la principale causa di povertà educativa dei minori è per il 67% il disagio sociale, per il 64% lo svantaggio
economico e per il 62% la conflittualità familiare (62%). Il 59% segnala il degrado dei quartieri di residenza fra le cause della povertà educativa.

Appena un quarto degli intervistati cita il mancato accesso agli asili nido ed ai servizi per l’infanzia. Manca in Italia – sostengono i promotori – la consapevolezza che la qualità della crescita e le basi dell’apprendimento vadano costruite e presidiate nell’infanzia: che il futuro del Paese si costruisca con i bambini.

Anche se il 68% degli italiani dichiara di aver sentito parlare di povertà educativa minorile, ben il 25% degli intervistati ammette di non sapere effettivamente di che cosa si tratti. Le apprensioni dei cittadini si focalizzano sull’evoluzione emergenziale del fenomeno, sui casi estremi in cui gli esiti della povertà educativa, negli anni dell’adolescenza, si manifestano in fenomeni di violenza, dipendenze o fallimenti. Del resto, le maggiori preoccupazioni avvertite dagli italiani, con riferimento ai minori, sono fenomeni per lo più adolescenziali: la dipendenza da smartphone e tablet (66%); bullismo o violenza (61%); la crescente diffusione della droga (56%), l’aggressività nei comportamenti (52%).

In un contesto in cui le disuguaglianze sociali ed economiche continuano ad aumentare, per il 63% degli italiani intervistati da Demopolis le probabilità di un ragazzo nato da una famiglia a basso reddito di avere successo sono oggi più basse rispetto a 20 o 30 anni fa.

«Abbiamo promosso questa indagine – spiega Carlo Borgomeo presidente di Con i Bambini – per confrontarci non solo con i dati rilevati dal nostro Osservatorio e con la domanda che
arriva prepotentemente dai territori, ma anche con la percezione del fenomeno nell’opinione pubblica. Il fatto che per la quasi totalità degli intervistati la povertà educativa minorile sia un fenomeno grave e che incide direttamente sullo sviluppo del Paese ci fa capire che, anche se con alcune sfumature, il livello di preoccupazione sulla dimensione del problema è ampiamente diffuso e sentito. Credere però che sia un fenomeno che riguarda solo il Sud (63%) o gli adolescenti (56%) è un errore prospettico: la povertà educativa, seppur marcata in molte aree meridionali e tra i giovanissimi, come dimostrano i tanti progetti avviati sul territorio nazionale, anche se con diversa gravità riguarda tutto il Paese e intacca il futuro dei ragazzi già dalla prima infanzia. E’ proprio da qui che dovremmo affrontare e che affrontiamo il fenomeno».

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Italia con tasso di abbandono tra i più alti in Europa ultima modifica: 2019-11-19T06:05:25+01:00 da Gilda Venezia
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