La “buona scuola” continua: approvate 8 deleghe su 9

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di Ro. Ci.  il manifesto  15.1.2017 

–  Governo. La ministra Fedeli sostiene che «ora partirà un ascolto vero con il mondo della scuola»

Otto delle nove deleghe della «Buona Scuola» sono state approvate dal Consiglio dei Ministri nell’ultimo giorno utile prima della loro scadenza. Dopo diciotto mesi di attesa il consiglio dei ministri presieduto dal premier Gentiloni, il primo dopo l’intervento per angioplastica al Gemelli, le ha approvate all’istante. Per l’approvazione definitiva dei provvedimenti la nuova scadenza è il 17 aprile. Nel frattempo dovranno esprimersi le commissioni di Camera e Senato e della conferenza Stato-Regioni. Potrebbero arrivare altre modifiche prima della firma di Mattarella. Sul testo unico della scuola, la nona delega della riforma, il governo sta pensando a un Ddl. A poco meno di un mese dalla nomina, la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli sta oliando la macchina approntata da Renzi e dall’ex ministra dell’Istruzione Giannini. L’impegno, preso in dichiarazioni pubbliche, è portarla al traguardo entro fine legislatura. Considerato il ritmo seguito fino a oggi, l’impresa si preannuncia ardua, ma non impossibile.

Nelle deleghe si completa il ridisegno del sistema integrato di istruzione dalla nascita fino a sei anni, prevista l’estensione della materna a tutti i bambini tra 3 e 6 anni, le insegnanti dovranno possedere una laurea triennale. Prevista la riforma dell’insegnamento di sostegno che non sarà più reso allo studente ma alla classe. Sul diritto allo studio saranno resi operativi i livelli essenziali delle prestazioni per rendere uniforme l’accesso ai servizi e potenziata la carta dello studente. Sul reclutamento degli insegnanti si parla di un bando regolare di concorso sul numero di posti vacanti e disponibili al termine del triennio corrispondente al percorso formativo. Sarà creato un «sistema di formazione iniziale e di accesso» che prevede, in sintesi, una laurea per insegnare. Cambiano gli esami di stato: in quello della media ci saranno meno prove scritte e i voti saranno dati con le lettere, i presidi presiederanno le commissioni.

Le prove Invalsi non rientreranno nel voto finale di esame e saranno tenute in un altro momento dell’anno. Previste due prove scritte alla maturità ma a pesare sul voto finale saranno le esperienze di scuola-lavoro: se lo studente si sarà sottoposto a un tirocinio obbligatorio in un Mc Donalds – o in qualche altra azienda con la quale il Miur ha stretto accordi – avrà un punteggio alto. È un altro passo verso l’educazione attiva alla precarietà alla quale il renzismo ha lavorato alacremente. Nel decreto si parla di «occupabilità»: la disponibilità permanente dello studente-precario all’attivazione di un percorso formativo per un lavoro a breve o brevissimo termine. La ministra Fedeli sostiene che «ora partirà un ascolto vero con il mondo della scuola».

Un ascolto che poteva essere fatto nei 18 mesi precedenti e che avviene sulle linee già definite della riforma. «È un colpo di mano – sostiene Francesca Picci, dell’Unione degli Studenti – Procede a tappe forzate il processo di smantellamento del sistema di istruzione pubblico italiano previsto dalla Buona Scuola senza la consultazione degli studenti». Per Gianmarco Manfreda (Rete studenti medi) è «intollerabile veder portare avanti un percorso senza il parere di chi vive la scuola». Le associazioni e i gruppi in lotta contro la riforma Renzi-Giannini sono insoddisfatte e pensano di mobilitarsi. Per i «Partigiani della scuola pubblica», che parlano di una «mobilitazione», «il suo perfezionamento va nella direzione opposta rispetto ai bisogni reali dei cittadini e dei lavoratori della scuola».

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La “buona scuola” continua: approvate 8 deleghe su 9 ultima modifica: 2017-01-15T06:07:17+01:00 da Gilda Venezia
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