La proposta del Ministro Bianchi offre una risposta concreta all’appello del Papa

Gilda Venezia

di Vincenzo Pascuzzi, Qui non si banna! / Te deum / Scuole private paritarie / Vaticanerie, 2.5.2021.

La proposta del Ministro Bianchi offre una risposta concreta all’appello del Papa ….
E la scuola paritaria? Questa, finalmente coinvolta, potrà contribuire a scongiurare la catastrofe educativa, traghettando il Paese fuori dalla crisi, e ad accelerare e completare il percorso verso l’autonomia, la parità e la libertà di scelta educativa;

Gilda Venezia

La lezione della storia e l’importanza della scuola / Mini Dossier

Il Covid ha fatto emergere, a livello mondiale, l’urgenza dell’educazione, l’urgenza dei giovani, l’urgenza del futuro
di Suor Anna Monia Alfieri – 2 Maggio 2021 – 14:20
Il diritto all’istruzione è un diritto universale, da garantire a tutti. In modo libero e gratuito. Parola della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Non è un dettaglio puramente legislativo. Dalla garanzia del diritto all’istruzione passa la pace tra i popoli. Diritto all’istruzione per tutti significa che tutti potranno partecipare attivamente alla vita civile del proprio Paese.
Il Covid, lo sappiamo, ha fatto emergere, a livello mondiale, l’urgenza dell’educazione, l’urgenza dei giovani, l’urgenza del futuro. Ecco perché Papa Francesco ha proposto la sottoscrizione di “un patto educativo globale “per” e “con” le giovani generazioni, che impegni le famiglie, le comunità, le scuole e le università, le istituzioni, le religioni, i governanti, l’umanità intera, nel formare persone mature”.
Se pensiamo all’Italia, ci accorgiamo di come la pandemia abbia fatto cadere il muro dell’ideologia e abbia chiarito quanto la scuola statale e la scuola paritaria siano reciprocamente collegate e servano entrambe per un sistema scolastico di qualità. Un Paese nel quale i genitori non possono esercitare liberamente la propria responsabilità educativa e dove agli studenti non è garantito il diritto di apprendere, un Paese che nega ai docenti il diritto all’insegnamento per una reale discriminazione economica è un paese a rischio: traditi i diritti, compromessa la qualità del sistema scolastico, sprecati i danari pubblici. Conseguenza: il sistema scolastico da iniquo diventa elitario, con l’esclusione dei poveri e dei disabili.
In una realtà come questa, arriva, come una boccata d’aria fresca, il “Piano scuola estate 2021. Un ponte per il nuovo inizio”, con la proposta dei patti comunitari. Da qui passerà la possibilità di scongiurare o limitare la catastrofe educativa, ma anche di compiere il processo verso l’autonomia, la parità e la libertà di scelta educativa.
La proposta del Ministro Bianchi offre una risposta concreta all’appello del Papa che, più volte, nel suo videomessaggio per il lancio del Patto educativo, sottolinea come l’attuale pandemia «ha accelerato e amplificato molte delle urgenze e delle emergenze che riscontravamo un anno fa e ne ha rivelate tante altre». Ma questo non deve far venire meno l’impegno per «una rinnovata stagione di impegno educativo, che coinvolga tutte le componenti della società».
I Patti di comunità diventano allora la risposta concreta all’appello del Papa. I “Patti” danno applicazione ai principi costituzionali di solidarietà (articolo 2), comunanza di interessi (articolo 43) e sussidiarietà orizzontale (articolo 118, comma 4), per irrobustire alleanze educative, civili e sociali di cui la scuola è il perno ma non l’unico attore.
Mediante i “Patti di comunità”, le scuole possono avvalersi del capitale sociale espresso da realtà differenziate presenti sul territorio – culturali, educative, artistiche, ricreative, sportive, parti sociali, produttive, terzo settore – arricchendosi in tal modo dal punto di vista formativo ed educativo.
In altri termini, i Patti di comunità favoriscono l’esercizio del principio di sussidiarietà e costituiscono occasioni di costruzione di comunità fra i cittadini, andando a ricostruire la socialità negata e interrotta dal Covid.
Quali i passaggi per costruire un patto di comunità?
Si riportano alcuni stralci della Nota del Capo di dipartimento Miur, Stefano Versari (link)
1. Innanzitutto, l’Amministrazione interessata – tipicamente quella Comunale, per la maggiore vicinanza ai cittadini – è chiamata a varare un proprio Regolamento. Il tutto con lo scopo di facilitare, per quanto possibile, il libero apporto cooperativo dei cittadini e, al contempo, per avviare con maggiore rapidità le proposte miranti ad offrire sostegno a esigenze sociali emergenti proprio in ragione dell’emergenza sanitaria.
2. In coerenza con il Regolamento approvato da ciascun Ente Locale, i cittadini interessati a proporre la stipula di un Patto di comunità per la cura di un bene o servizio di interesse generale, presentano la propria proposta utilizzando un modello pre-definito dal medesimo Ente Locale.
3. Gli Uffici incaricati dell’Amministrazione, esaminata la proposta di “patto di comunità”, ove rispondente ai requisiti previsti dal Regolamento comunale, procedono alla sottoscrizione congiunta insieme ai proponenti, utilizzando apposito modello. Come si evince da quanto sopra, questi “patti” sono attivabili con procedure estremamente semplici, de-burocratizzate, utili a sostenere anche il servizio scolastico mediante l’incentivazione della creatività della società civile, intesa come forma d’azione sociale realizzata da strutture organizzative i cui membri si prefiggono obiettivi e compiti al servizio dell’interesse generale e agiscono da tramite tra i pubblici poteri e i cittadini.
La scuola, dal canto suo, per favorire l’arricchimento dell’offerta formativa, potrà con l’Amministrazione comunale, a)sostenere l’utilità generale di regolamentazione – da parte della stessa – di patti di comunità; b) esprimere parere tecnico motivato in ordine ad eventuali proposte di “patti di comunità”; c) con i genitori e le relative forme di associazionismo, nonché con il privato sociale territoriale, stimolare la formulazione di proposte di patti di comunità, evidenziando esigenze e priorità da soddisfare.
E la scuola paritaria? Questa, finalmente coinvolta, potrà contribuire a scongiurare la catastrofe educativa, traghettando il Paese fuori dalla crisi, e ad accelerare e completare il percorso verso l’autonomia, la parità e la libertà di scelta educativa; diversamente si condannerà il Paese ad un monopolio educativo, soprattutto nelle aree del centro sud. Questa è la resa dei conti, siamo chiamati tutti, non potremo più lavare le nostre coscienze, scaricando la responsabilità sul Premier, sul Governo, sul partito, sul ministro di turno. La posta in gioco è alta: il nostro futuro.
Firenze, correva l’anno 1348: la peste annienta la città, fiera delle proprie tradizioni comunali conquistate a caro prezzo. Spezzati i legami sociali, disgregati i vincoli familiari, abbandonate le leggi civili e morali. Eppure, da lì a pochi anni, quella stessa città sarà la culla dell’Umanesimo.
Cosa mai rese possibile che il monatto si trasformasse nel dotto umanista? La cultura, la riscoperta dei classici, la prima cattedra di lingua greca in Occidente, voluta proprio da Boccaccio, quello stesso che aveva descritto la Firenze appestata. Solo la cultura, la cultura vera, che fa gustare la bellezza di quella dimensione sociale che gli è propria, salva l’uomo. Sic et simpliciter.

Il sondaggio realizzato da Orizzonte Scuola, che in meno di 24 ore ha visto la partecipazione di oltre 5 mila persone, rivela che gli utenti che non intendono partecipare alle attività d’estate sono 3725, più del 71% degli intervenuti totali. Chi invece pensa di partecipare alle attività estive previste dal piano del Ministero è stato il 18% del totale.

Piano scuola d’estate, da 30 a 100 euro: ecco i compensi lordi (possibili) per il personale scolastico


Messaggio del Santo Padre Francesco per il lancio del patto educativo

dal Vaticano, 12 settembre 2019
Carissimi,
nell’Enciclica Laudato si’ ho invitato tutti a collaborare per custodire la nostra casa comune, affrontando insieme le sfide che ci interpellano. A distanza di qualche anno, rinnovo l’invito a dialogare sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta e sulla necessità di investire i talenti di tutti, perché ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo per far maturare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente.
Per questo scopo desidero promuovere un evento mondiale nella giornata del 14 maggio 2020, che avrà per tema “Ricostruire il patto educativo globale”: un incontro per ravvivare l’impegno per e con le giovani generazioni, rinnovando la passione per un’educazione più aperta ed inclusiva, capace di ascolto paziente, dialogo costruttivo e mutua comprensione. Mai come ora, c’è bisogno di unire gli sforzi in un’ampia alleanza educativa per formare persone mature, capaci di superare frammentazioni e contrapposizioni e ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna.
Il mondo contemporaneo è in continua trasformazione ed è attraversato da molteplici crisi. Viviamo un cambiamento epocale: una metamorfosi non solo culturale ma anche antropologica che genera nuovi linguaggi e scarta, senza discernimento, i paradigmi consegnatici dalla storia. L’educazione si scontra con la cosiddetta rapidación, che imprigiona l’esistenza nel vortice della velocità tecnologica e digitale, cambiando continuamente i punti di riferimento. In questo contesto, l’identità stessa perde consistenza e la struttura psicologica si disintegra di fronte a un mutamento incessante che «contrasta con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica» (Enc. Laudato si’, 18).
Ogni cambiamento, però, ha bisogno di un cammino educativo che coinvolga tutti. Per questo è necessario costruire un “villaggio dell’educazione” dove, nella diversità, si condivida l’impegno di generare una rete di relazioni umane e aperte. Un proverbio africano dice che “per educare un bambino serve un intero villaggio”. Ma dobbiamo costruirlo, questo villaggio, come condizione per educare. Il terreno va anzitutto bonificato dalle discriminazioni con l’immissione di fraternità, come ho sostenuto nel Documento che ho sottoscritto con il Grande Imam di Al-Azhar ad Abu Dhabi, il 4 febbraio scorso.
In un simile villaggio è più facile trovare la convergenza globale per un’educazione che sappia farsi portatrice di un’alleanza tra tutte le componenti della persona: tra lo studio e la vita; tra le generazioni; tra i docenti, gli studenti, le famiglie e la società civile con le sue espressioni intellettuali, scientifiche, artistiche, sportive, politiche, imprenditoriali e solidali. Un’alleanza tra gli abitanti della Terra e la “casa comune”, alla quale dobbiamo cura e rispetto. Un’alleanza generatrice di pace, giustizia e accoglienza tra tutti i popoli della famiglia umana nonché di dialogo tra le religioni.
Per raggiungere questi obiettivi globali, il cammino comune del “villaggio dell’educazione” deve muovere passi importanti. In primo luogo, avere il coraggio di mettere al centro la persona. Per questo occorre siglare un patto per dare un’anima ai processi educativi formali ed informali, i quali non possono ignorare che tutto nel mondo è intimamente connesso ed è necessario trovare – secondo una sana antropologia – altri modi di intendere l’economia, la politica, la crescita e il progresso. In un percorso di ecologia integrale, viene messo al centro il valore proprio di ogni creatura, in relazione con le persone e con la realtà che la circonda, e si propone uno stile di vita che respinga la cultura dello scarto.
Un altro passo è il coraggio di investire le migliori energie con creatività e responsabilità. L’azione propositiva e fiduciosa apre l’educazione a una progettualità di lunga durata, che non si arena nella staticità delle condizioni. In questo modo avremo persone aperte, responsabili, disponibili a trovare il tempo per l’ascolto, il dialogo e la riflessione, e capaci di costruire un tessuto di relazioni con le famiglie, tra le generazioni e con le varie espressioni della società civile, così da comporre un nuovo umanesimo.
Un ulteriore passo è il coraggio di formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità. Il servizio è un pilastro della cultura dell’incontro: «Significa chinarsi su chi ha bisogno e tendergli la mano, senza calcoli, senza timore, con tenerezza e comprensione, come Gesù si è chinato a lavare i piedi agli apostoli. Servire significa lavorare a fianco dei più bisognosi, stabilire con loro prima di tutto relazioni umane, di vicinanza, legami di solidarietà».[1] Nel servizio sperimentiamo che c’è più gioia nel dare che nel ricevere (cfr Atti degli Apostoli 20,35). In questa prospettiva, tutte le istituzioni devono lasciarsi interpellare sulle finalità e i metodi con cui svolgono la propria missione formativa.
Per questo desidero incontrare a Roma tutti voi che, a vario titolo, operate nel campo dell’educazione a tutti i livelli disciplinari e della ricerca. Vi invito a promuovere insieme e attivare, attraverso un comune patto educativo, quelle dinamiche che danno un senso alla storia e la trasformano in modo positivo. Insieme a voi, faccio appello a personalità pubbliche che a livello mondiale occupano posti di responsabilità e hanno a cuore il futuro delle nuove generazioni. Ho fiducia che accoglieranno il mio invito. E faccio appello anche a voi giovani a partecipare all’incontro e a sentire tutta la responsabilità nel costruire un mondo migliore. L’appuntamento è per il giorno 14 maggio 2020 a Roma, nell’Aula Paolo VI in Vaticano. Una serie di seminari tematici, in diverse istituzioni, accompagnerà la preparazione dell’evento.
Cerchiamo insieme di trovare soluzioni, avviare processi di trasformazione senza paura e guardare al futuro con speranza. Invito ciascuno ad essere protagonista di questa alleanza, facendosi carico di un impegno personale e comunitario per coltivare insieme il sogno di un umanesimo solidale, rispondente alle attese dell’uomo e al disegno di Dio.
Vi aspetto e fin d’ora vi saluto e benedico.
Dal Vaticano, 12 settembre 2019
FRANCESCO

[1] Discorso nella visita al Centro Astalli di Roma per il servizio ai rifugiati, 10 settembre 2013.

Patto educativo globale, il contributo delle religioni


Verso il Global Compact Education


Concretamente l’impegno che il Papa chiede si declina in diversi punti:
prima di tutto, mettere al centro di ogni processo educativo la persona e la sua dignità e capacità di essere in relazione con gli altri.
In secondo luogo, di ascoltare la voce di bambini e giovani per costruire insieme un futuro di giustizia e di pace.
Terzo punto, favorire la partecipazione di bambine e ragazze all’istruzione.
Quarto punto: “Vedere nella famiglia il primo e indispensabile soggetto educatore”.
Quinto, l’educazione all’accoglienza verso gli emarginati.
Il sesto punto sottolineato da Francesco si concentra sull’impegno a trovare altri modi per intendere economica, politica e progresso perché siano a servizio della famiglia umana nella prospettiva di un’ecologia integrale.
Settimo punto, coltivare la casa comune con stili più sobri secondo principi di sussidiarietà, solidarietà e economia circolare.
Punto di riferimento di questo progetto educativo è la dottrina sociale che – rimarca – ispirata agli insegnamenti della Rivelazione e all’umanesimo cristiano, si offre come “solida base” per trovare strade da percorre nell’attuale situazione di emergenza. Bisogna, poi, assicurare a tutti l’accesso a un’educazione di qualità.

Il Papa: catastrofe educativa, un piano globale in sette punti


[Bugiardino. Il “patto educativo globale” ipotizzato da papa Bergoglio è iniziativa mondiale, enorme, rivolta a troppi, diversificati ed eterogenei soggetti (*); di attuazione complessa, in tempi molto lunghi, biblici, praticamente impossibile; il papa NON fa riferimento alla scuola italiana e sorprende che ciò sia ignorato dalla suora “massima esperta di politiche scolastiche”. v.p.]

Un patto educativo globale per una scuola davvero aperta a tutti

da Suor Anna Monia Alfieri – 29 aprile 2021

[Bugiardino. Dopo più di 3 anni (o 40 mesi) ilsussidiario.net ritorna a ospitare un articolo della suora “pasionaria”, attivissima, plurilaureata, onnipresente, ecc. (però il suo c.v. va aggiornato); le tesi e le richieste sono le stesse “riforme” di sempre: soldi, soldi, soldi, malgrado il granitico art. 33, Cost.; ma il Governo dell’ammucchiata NON potrà fare nessuna riforma (*). v.p.]

Autonomia, libertà per le paritarie, finanziamento: 3 riforme per cambiare / Mini Dossier

Il ministro Bianchi può finalmente attuare una riforma epocale. Basata su tre parole: autonomia, concorrenza tra scuole pubbliche e private, costi standard per allievo
di Anna Monia Alfieri – 28 febbraio 2021
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La proposta del Ministro Bianchi offre una risposta concreta all’appello del Papa ultima modifica: 2021-05-03T05:46:35+02:00 da Gilda Venezia
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