La responsabilità genitoriale e il no allo smartphone

dal blog di Gianfranco Scialpi, 5.6.2019 

– La responsabilità genitoriale passa attraverso dei  e dei no. Nel caso dello smartphone deve prevalere il no, almeno fino ai 12 anni. Diversamente i genitori abdicano alla loro funzione educativa.

La responsabilità genitoriale passa attraverso i “sì” e i “no”

La responsabilità genitoriale, può rimanere un concetto astratto o divenire il criterio di una prassi educativa adulta. In quest’ultimo caso si caratterizza per i si e i no. Le espressioni  diventano dense ( Baumann) se assumono la prospettiva della formazione della persona. Solo così l’azione educativa diviene responsabile, in quanto si apre  al futuro, andando oltre  il totem del desiderio. Questo è funzionale e quindi imposto  dal turbocapitalismo, che considera il bambino, il ragazzo un consumatore al pari dell’adulto..
E’ buona prassi motivare questi “si” e questi “no” davanti ai figli. Ciò comporta un dialogo articolato, che deve andare oltre il codice ristretto (Berstein), costituito da proposizioni principali , formulate  con una grammatica  semplice e un lessico ridotto. E questo già sarebbe un male minore. La versione postmoderna del codice ristretto è ancora più essenziale: la domanda è seguita da una   risposta minima. Un esempio: “Come andata, oggi? Risposta: “Bene!”.
Il giusto bilanciamento dei sì e dei no favorisce la pedagogia del limite, assente in molte relazioni educative, dove è il bambino a gestire i genitori.

Il no allo smartphone è un esempio di responsabilità genitoriale

Ha dichiarato un ispettore della polizia postale spagnola: “Gli esperti dicono che con meno di 12 anni non si dovrebbe avere un cellulare, men che meno con connessione a Internet.
WhatsApp non si dovrebbe avere prima dei 16 anni, lo dice la rete stessa di WhatsApp, ma questo non lo sa quasi nessuno.”
Quindi no allo smartphone prima dei 12 anni e a WhatsApp prima del sedicesimo anno. Interessante presa di posizione da parte di chi quotidianamente contrasta il fenomeno del cyberbullismo. La dichiarazione, infatti dovrebbe rappresentare il punto di partenza per un  no genitoriale responsabile e motivato. Una modalità educativa complessa e impegnativa che non tutti i genitori sono disposti a praticare.  Più semplice consegnare lo smartphone al bambino e lasciare poi che sia il Web a istruirlo!
Personalmente non comprendo il motivo per consegnare il coltellino svizzero 2.0 (smartphone) a un bambino o a un preadolescente. L’unica ragione valida è la sua reperibilità. Questa condizione è pienamente assolta dai nuovi modelli cellulari ( servizio di telefonia, di invio e ricezione di messaggi e foto. Punto).
In alcune scuole ho avanzato questa  proposta. Qualche genitore ha ribattuto: ” E che ci fa?”, “Non voglio che mio figlio sia diverso dai suoi coetanei!” Esempi di abdicazione educativa al ruolo di responsabilità genitoriale.

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La responsabilità genitoriale e il no allo smartphone ultima modifica: 2019-06-06T04:16:42+02:00 da Gilda Venezia

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