Nuovo Miur, attendiamo i fatti, ma… (anche se Laura Granato vorrebbe “una scuola costituzionale”)

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dal blog del maestro Scialpi, 13.6.2018

Dubbi sull’abolizione della Legge 107/15

Dichiarava il nuovo Ministro Bussetti (Insegnante, Dirigente Scolastico e Dirigente dell’Usr Lombardia)   ” è un’ottima legge che ha permesso di cominciare a ragionare con un sistema integrato tra mondo del lavoro e scuola“. Noto il percorso professionale di A. Giuliano  (Dirigente Scolastico) che lo ha visto collaboratore del Ministro Giannini fino al 2016. A questo si aggiunge il suo sostegno alla “Buona Scuola”, certificata dalle seguenti dichiarazioni : “Difendo la legge con forza” e “La Buona Scuola non va abolita, ma migliorata“. Questi due tecnici sono affiancati dall’economista L. Fioravanti (un altro tecnico). Al momento è difficile cogliere la relazione tra il suo CV e il ruolo assunto all’interno del Miur.
Detto questo, preoccupa la posizione ambigua dei primi due   sulla “Buona Scuola” che in campagna elettorale l’on. L. Di Maio aveva dichiarato di voler abolire “senza se e senza ma”

E gli insegnanti? 

A questo occorre aggiungere la totale assenza di un docente nella cabina di regia. Eppure esisteva una candidata:  Bianca Laura Granato! E’ stata confermata, purtroppo, la regola che gli insegnanti sono ritenuti inadeguati a gestire la complessa macchina  organizzativa del Miur ( v. articolo)
Dopo queste prime decisioni che costituiscono dei “fatti”, attendiamo le prossime mosse. Sicuramente si poteva fare altro. E questo preoccupa!


Bianca Laura Granato, “Voglio una scuola costituzionale”

Bianca Laura Granato

Bianca Laura Granato, è un insegnante! Conosce l’aula. Da qui l’impegno a ricostruire una scuola costituzionale. Alcuni suggerimenti.

Bianca Laura Granato, un bel post!

Si legge in un post di Bianca Laura Granato su Facebook:”
Renzi  col suo stuolo di yes men/women ha ridotto la scuola a qualcosa di irriconoscibile di cui solo chi la vive può avere piena consapevolezza. Renzi, da buon patrocinatore di lobbies, non eletto da nessuno, nel 2015 ha deciso di chiudere i ponti con docenti e personale della scuola e si è rivolto direttamente ad una associazione costituita da imprenditori che operano nel campo della formazione , TreeLLLe , per redigere un testo che deformava l’assetto costituzionale della scuola. Cos’ha ottenuto? Che il MoVimento 5 Stelle lo stracciasse alle seguenti tornate elettorali, forte di programmi e di una visione di scuola e società antagonisti rispetto alla sua… Il mio personale impegno all’interno del Movimento 5 Stelle sarà volto a restituire la funzione costituzionale alla scuola pubblica e ringrazierò sempre quanti dall’esterno e dall’interno coopereranno fattivamente con moniti, consigli, suggerimenti, critiche anche, affinché il sogno collettivo si realizzi nella discontinuità con il passato recente“

Il quadro di una scuola incostituzionale

La deriva del sistema scolastico, rispetto alla finalità costituzionale (“Formare l’uomo e il cittadino” ) è iniziata nel 1999 con l’autonomia scolastica. (D.P.R. 275/99) , che ha istituzionalizzato i criteri dell’ orientamento al cliente, dell’ottimizzazione, dell’efficienza e dell’efficacia. Da qui l’aziendalizzazione della scuola. Il piano inclinato che ha condotto l’istituzione scolastica verso sponde “straniere”, rispetto alla funzione costituzionale ( la scuola aperta a tutti,  ad ognuno) è proseguita con lo “tsunami” del duo Gelmini/Tremonti  (2009) che ha depotenziato l’inclusione ( classi pollaio, abolizione del tempo pieno, delle compresenze, prelievo forzoso di 8 miliardi di €…), trasformandola in una realtà puramente formale ( certificazione Bes, Dsa…). Il colpo finale lo ha dato il Governo Renzi, “polverizzando” il concetto di “comunità” (L. 107/15) e confermando le politiche dei governi precedenti, soprattutto di quello retto da S. Berlusconi.  A dir il vero le ha peggiorate, introducendo le classi superpollaio ( Legge di stabilità 2015 art. 1 comma 133).
Renzi è l’ultimo esempio di quanto scriveva l’ultramarxista E.Bloch:” Per far accettare le riforme della destra, è sufficiente colorarle con il rosso della rivoluzione”

Alcuni suggerimenti per una scuola costituzionale

Per un ritorno ad una scuola costituzionale e quindi inclusiva è necessario:

  1. abolire le classi pollaio, superpollaio, istituzionalizzando la classe educativa costituita da 20-22 alunni/studenti
  2. Ripristinare il tempo pieno e le compresenze
  3. Riformulare i programmi didattici con una maggiore accentuazione alla formazione dell’uomo e del cittadino.

Sono consapevole che soprattutto per i primi due punti occorrono risorse economiche fresche. Queste devono essere trovate assolutamente! Occorre uscire dalla gabbia del “presentismo” o dell’onnipresente. La scuola se rimane schiacciata sull’immediato è morta. Scriveva D. Bok” Se pensi che l’istruzione sia costosa, prova con l’ignoranza”.

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Nuovo Miur, attendiamo i fatti, ma… (anche se Laura Granato vorrebbe “una scuola costituzionale”) ultima modifica: 2018-06-14T04:51:40+00:00 da Gilda Venezia

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