Questionari sulla didattica, autorevolezza dei docenti e allevamenti intensivi

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di Luca Tedesco, Roars, 17.1.2021.

Gilda Venezia

Scrive una studentessa ne L’aula è vuota? Alcune studentesse di Roma Tre rispondono a Ernesto Galli della Loggia – Roma 3 press (uniroma3.it): «quando ci rimettiamo all’autorità professionale e conoscitiva di un medico per essere curati, di certo non sentiamo di rinunciare alla nostra libertà né tanto meno alla nostra autonomia: semplicemente riconosciamo in un altro le competenze che noi non possediamo. Perché allora dovrebbe essere diverso nel caso di uno studente che apprende e di un maestro che insegna?».

Si dirà che la figura del discente e del paziente non siano pienamente sovrapponibili. Certo, ma esse mi sembrano più simili di quanto lo siano quelle del discente e del cliente, anche se oggi sembra che nessuno si scandalizzi oggi quando il discente viene qualificato cliente fruitore di servizi.

Difatti, il cliente, di norma, quando si rivolge all’erogatore di beni e servizi sa quali specifiche debba possedere il bene o servizio affinché soddisfino le sue esigenze.

Il paziente e il discente, di norma, più del cliente devono affidarsi alle competenze di un professionista, depositario di un bagaglio di conoscenze che essi non padroneggiano.

Se così è, a mio avviso il questionario per la rilevazione della valutazione degli studenti universitari in merito alla didattica attenta, e non poco, all’autorevolezza del docente, quando chiede agli studenti di esprimersi sull’«adeguatezza» del materiale didattico allo studio della relativa materia e quando riconosce come legittima la richiesta di «alleggerire» il carico didattico.

Suggerimenti e domande simili, a mio parere e absit iniuria verbis, rischiano di compromettere la delicatissima, ma irrinunciabile, natura della relazione tra docente e discente su cui deve fondarsi l’istruzione, natura nient’affatto paritaria perché quella relazione è tra chi sa (vale a dire tra chi conosce un determinato contenuto disciplinare), il docente, e chi non sa, vale a dire il discente (tra i ricordi più vividi dei miei studi universitari è la sensazione di vergogna, di pochezza, di inadeguatezza che talvolta mi assaliva quando ascoltavo quel determinato professore. Nessuna consapevolezza da parte sua dell’effetto delle sue parole, erano queste che, al di là della sua volontà, colpivano come pietre. Avessi avuto allora a disposizione un questionario per condizionare, influenzare, ‘alleggerire’, l’avrei probabilmente utilizzato. Sono oggi ben contento che nessuno me lo abbia offerto). Pratiche rischiose, quindi, e di nessuna utilità per il docente (destinatario di percentuali relative a risposte del tipo Più sì che no, più no che sì che nulla dicono delle ragioni di quelle risposte).

Mi domando come reagirebbe la classe medica se il Ministero della salute, o chi per esso, inviasse questionari ai cittadini, chiedendo loro, che so, se ritengano il numero dei vaccini prescritti dal medico di base «adeguato» al loro stato di salute o preferibile, invece, un loro «alleggerimento». Penso che ci sarebbe una sollevazione generale e che il Ministro passerebbe un brutto quarto d’ora.

A un docente lo studente deve chiedere, e l’università deve pretendere, puntualità a ricevimento e alle lezioni nonché completezza e chiarezza delle informazioni (e questi aspetti, giustamente, vengono indagati dal questionario). Nient’altro, a mio avviso.

Ma i docenti universitari, lo sappiamo, sono oramai polli da allevamento intensivo, devono deporre un sempre maggior numero di uova (vale a dire di laureati), altrimenti ne va del finanziamento. La pressione studentesca volta ad «alleggerire» potrà, al di là delle intenzioni degli estensori del questionario che non ho proprio ragione alcuna di dubitare siano le migliori, indurre i riottosi a capitolare. La progressiva irruzione del principio antiscientifico dell’uno vale uno nella cittadella universitaria farà poi il resto. Ne soffrirà, temo, il rigore, e l’inclusività, dea gelosa e, paradossalmente, escludente tutto il resto, avrà la sua vittoria definitiva, nell’indistinzione assoluta.

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Questionari sulla didattica, autorevolezza dei docenti e allevamenti intensivi ultima modifica: 2021-01-18T06:21:50+01:00 da Gilda Venezia
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